Vladislav Kareneuski – Inediti

Vladislav Karaneuski (Minsk, Bielorussia, 1999) vive a Monza, è laureato in lettere all’Università degli studi di Milano con una tesi in filologia romanza, sta attualmente continuando gli studi specializzandosi nella medesima disciplina. Suoi articoli di letteratura, critica, storia, linguistica e filologia romanza sono usciti per riviste online come ilSuperuovo, Frammenti Rivista, Magma Magazine e Arateacultura. In via di pubblicazione è una sua plaquette poetica per un progetto antologico sostenuto dall’Università IULM di Milano.

 

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In fondo all’anima c’è la notte,
non la muta il desiderio,
e non sprofonda tra le necessità, i vizi.
Ma non è oggi, è domani
per guardare indietro
con gli orologi che non scattano
e il sapere che nel buio
il bagliore, a scatti, scava sotterranei
sincopati, e non si torna indietro
ma si lascia la briglia
il cavallo veloce, primo a vittoria.

Ritornare dove i morti parlano
Nel nucleo delle cause
in scatti insensati
e sfioriture turbate
da un’immensa e tanto sola notte,
nel fondo quieto in ripidi ripari.
                                    Anima al fondo in.

 

*

 

Our enemy, our own loss how repair,
How overcome this dire calamity
What reinforcement we may gain from hope,
If not, what resolution from despair

Paradise Lost, Milton

 

Sono l’angelo scartato da Dio
che la fede non prese
nelle schiere delle antitesi dei contrari.
l’ammissione dell’accettazione
di un vuoto che sapeva di candido
ma che la maldestra natura
saturava tra gli intervalli
spazi dove il vento
Lambisce il sole
dichiarando morti i tempi
sfumate le stagioni
nella nebbia in fondo ai ponti
di collegamenti mancati.

Il dolore che mi portò
a voler uccidere Dio
è lo stesso silenzio
del boia
nel minuto prima

 

Ricordati,
nell’indifferenza
tra i tagli

ci hai condannati ad amarti.

 

*

 

Vivere nell’angolo
svoltare in un incontro
Tradire gli incroci
Perdonare i lati opposti,
Rincorrere gli intrecci
sdraiarsi nei margini.
Siamo nelle direzioni spezzate,
senza toccarle e senza soffrirne
l’assenza.

È nell’esercizio di caduta
Che s’acquista la vita.