SII FELICE

Poggiarsi dolcemente sui seni nudi e morbidi dell’amata,

viaggiare nell’onirica dimensione,

in mondi fantastici, perduti e agognati.

Farsi baciare dai raggi del Sole,

godendo di un orizzonte infuocato

e imperioso, per destabilizzare l’anima.

Effimero sentimento, no, non può essere l’odio

vigliacco e il tormento, il desiderio di vendetta

che vede soffrire l’altrui rivale.

Felicità è stare seduti sopra un albero, a respirare la calma

della sera che giunge, la serenità della contemplazione

cromatica, nel godimento delle gocce di linfa che trasudano

dai rami, come umori della natura, i suoi profumi erotici intensi.

No, non laceriamo le vesti come farisei, rinnegando la vita,

il fato, le persone che, odiosamente, ti si avvicinano

e attraversano i sentieri dell’esistenza. Non è felicità questa!

Sapersi soddisfatti e in pace nella noia del quotidiano,

nei battiti ripetitivi e monotoni che invadono le mura,

mentre la goccia, stillicidio lancinante, batte costantemente la carne.

No, non può essere, io nego di trovare la felicità nella

miseria della ricchezza! Essa porta con sé malsane

abitudini, ma è l’equilibrio cercato ardentemente.

Vita piena, la fortuna di sostenersi sino alla vecchiaia,

eludendo il demone velenoso del dolore e della sofferenza,

piegando le contorsioni della mente e i suoi incubi alla nostra felicità.

Ti trovi nella nuda pietra, abbruttito dagli umori del

mondo, per uscire da lì, da quella caverna,

dall’anfratto oscuro, che racchiude le tue passioni.

Poter vincere la forza, che trattiene e sovrasta le energie e, come

mirabile Michelangelo, far fuoriuscire la forma redenta, il

divino spirito che assapora e coagula l’esperienza, per farla ricchezza;

il Toro che si dimena nella nicchia marmorea e

scalcia furioso, vincendo le sue paure, la sua ombra,

il destino eroico che si alza dalla meschinità.

Fuoriuscire e rinascere, immergendosi

nelle fresche e liete acque dell’accettazione,

turbolenta riscoperta, visione.

Guardati indietro, poiché è nell’ombra

e nell’oscuro l’inizio della redenzione,

lo spettro non ancora corrisposto della felicità!