72. Robinson

Quando venni qui
e decisi di fare naufragio
non pensai che
doveva essere un destino
da Robinson il mio;

poi sentii una cutrettola
un assiolo non ricordo bene
e il fato mi diede il suo filo
da dipanare, la chimera
da stanare in fretta.

Qui c’erano nuvole di mollusco,
diapason di terra bagnata
e peschi fioriti,
coralli di quercia ingessati
e glicine in goccia:
tra maghe Circe e Lotofagi perduti,
la mia rassicurante Calipso.

Divenni marinaio d’acqua dolce:
guardiano di una strana Gibilterra,
di laghi mediterranei,
con l’ancora nei boschi.

La chiglia di quell’antica nave
non l’ho ancóra rivista.