Raluca Blezniuc – tre inediti (traduzione di Eliza Macadan)

BLEZNIUCRaluca Blezniuc, nata nel 1991 a Sighetul Marmatiei, in Romania, è laureata in Pubbliche Relazioni e attualmente  frequenta un master in giornalismo presso l’Università di Bucarest. Scrive e pubblica poesia in riviste letterarie dall’età di 16 anni. Esordisce nel 2013 con la raccolta “Imnul CioZvartei”, Ed. Vinea, Bucarest, opera premiata e finalista di vari premi letterari. La critica di diverse generazioni è stata unanime nell’accogliere calorosamente la sua voce poetica. Alcune sue poesie sono state tradotte in catalano e neerlandese. I tre testi scelti per Atelier sono tratti dal volume di debutto.

Raluca Blezniuc
(inediti)
traduzione dal romeno di Eliza Macadan

oamenii din sâmburi

oamenii se nasc din sâmburi
au r?suflarea gri
atingeri de ??rm în mânecile de la pijamale
?i nuferi, cârpi?i de martie
în loc de ochi

oamenii din sâmburi cred c?
firele de iarb? vin din petersburg
de obicei când
durerea nu cre?te

ei vorbesc ca ?i cum ast?zi e ascuns
în depozite de fasole

unul zice: fugi?i fugi?i vine liza
ceilal?i în cor: are s? v? zdrobeasc? toate ibelourile
în form? de c?prioar?

voi nu ?ti?i dar liza se va coco?a pe candelabru
rânjind
va a?tepta cu rîndul
pe
cineva care s? primeasc?
lumina

Gli uomini dei noccioli

gli uomini nascono dai noccioli
hanno il fiato grigio
sfioramenti di sponda nelle maniche
dei pigiama
e ninfee, rammendate dal marzo
al posto degli occhi

gli uomini dei noccioli credono che
i fili d’erba vengano da pietroburgo
di solito quando
il dolore non cresce

loro parlano come se l’oggi fosse ascosto
in magazzini di fagioli

uno dice: correte via sta arrivando lisa
gli altri in coro: spaccherà tutti i vostri ninnoli
a orma di cerbiatto

voi non lo sapete ma lisa si arrampicherà sul lampadario
ghignando
e aspetterà a turno
qualcuno che riceva
la luce

Nu rîd Nu plîng
raluca blezniuc
eram mici pe uli?a din sighet
bianca era orfan? de tat?
avea p?duchi, 8 fra?i ?i o mam? alcoolic?
nu aveam voie s? m? joc cu ea
dar fugeam mereu împreun? pe lîng? calea ferat?
o ajungeam la iza
pe acolo cosmin
mînca pîine cu margarin? ?i zah?r
pref?cându-se c? îi place pescuitul

în unele duminici f?ceam întreceri cu bicicletele
la gr?dina morii
bunicu’ tr?ia din inven?ii ?i b????
niciodat? separat sau în alt? ordine
el ar fi plîns dac? ar fi v?zut
imnul

Non rido Non piango

eravamo piccoli nei vicoli di Sighet
bianca era orfana di padre
aveva pidocchi, 8 fratelli e una madre alcolizzata
non mi era permesso di giocare con lei
ma scappavamo sempre insieme lungo la ferrovia
la raggiungevo in riva a Iza
da quelle parti cosmin
stava mangiando pane con margarina e zucchero
facendo finta di amare la pesca

certe domeniche facevamo le gare in bici
al giardino del mulino
il nonno viveva da inventica e vodka
mai separate o in ordine diverso
lui avrebbe pianto se avesse visto
l’inno

Quattrocento

în seara asta
hai s? ne culc?m mai devreme
am obosit s? ne tot cert?m
de parc? am fi obliga?i zilnic a urca ?i coborî cerurile
?i-a pl?cut Altarul din Miraflores?
îmi imaginez c? ai studiat mai mult bolta

mi-a? dori s? nu mai pleci, s? lucrezi de acas?
f?r? s?-mi cenzurezi niciun exces
a? sta lipit? de scaunul t?u f?r? a scoate un sunet
voi citi goal?
iar când î?i vei ridica ochii
î?i voi fi cea dintâi apari?ie meteoric?

ca o pictur? f?r? volumetrie nuan?at? vor trece
anii între noi
mormintele ne vor fi unite
aproape de m?n?stirea Scheut
iubirea se va a?eza în cele din urm? asemeni unui triptic
?i nici m?car ve?nicia cu micile sale r?ut??i
nu-mi va lua certitudinea
c? ?i sarazin de-ai fi
tot pe mine m-ai iubi cel mai mult

Quattrocento

questa sera
andiamo a dormire più presto
sono stanca per tanto litigare
come se fossimo obbligati ogni giorno a salire e scendere i cieli
ti è piaciuto l’Altare di Miraflores?
Immagino che tu abbia studiato di più la volta

vorrei che non te ne andassi più, che lavorassi da casa
senza censurarmi alcun eccesso
me ne starei appiccicata alla tua sedia zitta zitta
leggerò nuda
e quando alzerai gli occhi
sarò la tua prima apparizione meteorica

come un dipinto senza volumetria ben definita passeranno
gli anni fra di noi
le nostre tombe saranno unite
vicino al monastero Scheut
l’amore si sederà finalmente come un trittico
e nemmeno la vita eterna con le sue piccole cattiverie
mi potrà togliere la certezza
che pur saraceno se fossi tu
sarò sempre io che amerai di più


Raluca Blezniuc, nata nel 1991 a Sighetul Marmatiei, in Romania, è laureata in Pubbliche Relazioni e attualmente  frequenta un master in giornalismo presso l’Università di Bucarest. Scrive e pubblica poesia in riviste letterarie dall’età di 16 anni. Esordisce nel 2013 con la raccolta “Imnul CioZvartei”, Ed. Vinea, Bucarest, opera premiata e finalista di vari premi letterari. La critica di diverse generazioni è stata unanime nell’accogliere calorosamente la sua voce poetica. Alcune sue poesie sono state tradotte in catalano e neerlandese. I tre testi scelti per Atelier sono tratti dal volume di debutto.

Fotografia di proprietà dell’autrice

Eliza Macadan è nata nel 1967 in Romania. Esordisce su stampa letteraria nel 1988 e in volume nel 1994. Scrive poesie in romeno, italiano e francese. Ha pubblicato Spazio austero, (Bacau – Romania, Ed. Plumb, 1994) Frammenti di spazio austero (2001), In autoscopio, (Bucarest – Romania, Ed. Vinea, 2009) A nord della parola (Bucarest – Romania, Ed. Tracus Arte, 2009), Trascrizioni dal cosciente (Cluj Napoca – Romania, Ed. Eikon, 2011), Paradiso riassunto (Novi Ligure, Ed. Joker, 2012) Stagione sospesa, (Cluj Napoca – Romania, Ed. Eikon, 2013), Il cane borghese (Milano, La Vita Felice, 2013), Tanagre. Domare i ricordi (Cluj Napoca – Romania, Ed. Eikon, 2014), Anestesia delle nevi (Milano, La Vita Felice, 2013 – finalista Premio Camaiore). E’ inoltre traduttrice dall’italiano al romeno e vice versa. –
Suoi tsti sono stati pubblicati in Atelier nel Luglio 2015 (qui)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Altre storie
37 – Le ragazze di Oswiencim