Quiere Usted Mate? – Antonio Nazzaro presenta la versione in spagnolo dei Canti Orfici di Dino Campana pubblicata in Argentina

Quiere Usted Mate?
Antonio Nazzaro presenta la versione in spagnolo dei Canti Orfici di Dino Campana pubblicata in Argentina

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Tradurre è un’avventura. Tradurre Dino Campana è una peripezia ma soprattutto è viaggiare. Ero un giovane liceale scapestrato quando mi ritrovai per le mani i suoi Canti Orfici. Già allora avevo l’abitudine di aprire una pagina a caso dei libri di poesie e cominciare a leggere. Il fato mi pose davanti agli occhi la poesia Pampa con il suo incipit: Quiere Usted Mate?. Non avevo la minima idea di cosa fosse la Pampa e il mate ma da quel momento i Canti mi hanno accompagnato in ogni posto dove ho vissuto e hanno segnato il mio destino.
Quello stesso anno, avevo quindici anni, insieme a mio cugino Dario comprammo il primo biglietto ferroviario Interrail decisi a raggiungere il sole di mezzanotte. Fu l’inizio di un viaggiare che non si è ancora fermato. Quando a Narvik, in Norvegia, ci trovammo di fronte a questo tramonto che non tramonta con i compagni di viaggio, mentre alcuni cantavano Because the Night di Patti Smith, io leggevo quella frase: “Quiere Usted Mate? uno spagnolo professe a bassa voce, quasi a non turbare il profondo silenzio della Pampa (…)”. Mi separai dal gruppo immaginando che là, al di là dell’orizzonte ci fosse La Pampa. Molti anni dopo partivo per un viaggio in America Latina che doveva durare quindici giorni e sono diventati più di vent’anni.
Quasi per gioco e per amore infinito della poesia ho iniziato a tradurre versi di poeti italiani e latinoamericani mentre continuavo a scrivere poesie (la mia prima poesia venne pubblicata nel 1982 in un’antologia intitolata “Il rinoceronte tra le nuvole”, Genesi Edizioni), ma senza rendere pubblico il mio poetare.
Nel 2016 l’incontro con Paolo Primavera e sua moglie Alice Rifelli, che portano avanti la casa editrice indipendente Edicola Ediciones, operante tra il Cile e l’Italia, mi proposero il progetto della traduzione della Notte, la poesia che apre i Canti Orfici. Libro pubblicato e presentato nel 2017 alla Feria Internazionale del libro di Santiago del Cile, dove l’Italia era l’invitato d’onore. Avevo sempre evitato di tradurre Campana, mi sembrava di non essere all’altezza, ma poi decisi che tutti dovevano poter leggere il “mio Dino”. Così è iniziato un viaggio che è arrivato fino ad oggi quando in Argentina esce: “Dino Campana Suramericano, Canti Orfici”, per la casa editrice Abisinia Editorial.
Voglio precisare che le mie traduzioni di Campana non sono mai state mosse dal denaro, infatti entrambi i progetti li ho voluti realizzare per amore al poeta di Marradi e l’amore non ha prezzo. Nel 2020 a causa del Covid e della voglia di stare vicino alla mia compagna Eleonora sono tornato in Italia.
Un giorno, mentre camminavo per le strade di Torino, mi arriva la telefonata di Fredy Yezzed, amico poeta e editore colombiano che da anni vive in Argentina, chiedendomi se volevo tradurre le poesie di Campana legate al suo viaggio in America Latina. Non so se per le restrizioni della pandemia o per il desiderio di non volermi staccare da quella terra latinoamericana ormai la mia terra, ma risposi subito di sì. Inevitabilmente il progetto è diventato sempre più grande e dalle poesie di Campana “Sudamericano” siamo arrivati alla decisione di tradurre non solo l’intero corpus dei Canti ma anche altre poesie che ci sembrano belle e importanti. Ci sono voluti due anni per chiudere il progetto. Poi ci siamo imbattuti in un saggio di Eugenio Montale sul famoso Quaderno di Campana e abbiamo deciso di includere anche quello. Nel libro sono presenti anche alcuni QR Code che rimandano a video poesie, mia altra grande passione, che ho realizzato sui testi di Campana.
Ho scelto due poesie da mostrare sulle pagine di Atelier, un frammento della già citata Pampa e un’altra che non fa parte dei Canti: Buenos Aires. Buon viaggio!

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PAMPA
(frammento)

Quiere Usted Mate? uno spagnolo mi profferse a bassa voce, quasi a non turbare il profondo silenzio della Pampa. — Le tende si allungavano a pochi passi da dove noi seduti in circolo in silenzio guardavamo a tratti furtivamente le strane costellazioni che doravano l’ignoto della prateria notturna. — Un mistero grandioso e veemente ci faceva fluire con refrigerio di fresca vena profonda il nostro sangue nelle vene: — che noi assaporavamo con voluttà misteriosa — come nella coppa del silenzio purissimo e stellato.

Quiere Usted Mate? Ricevetti il vaso e succhiai la calda bevanda.

PAMPA
(fragmento)

¿Quiere usted Mate? un español me preguntó en voz baja, como para no perturbar el profundo silencio de la Pampa. —Las carpas se extendían a pocos pasos de donde estábamos sentados en círculo en silencio mirábamos por momentos furtivamente las extrañas constelaciones que doraban lo ignoto de la pradera nocturna. —Un misterio grandioso y vehemente nos hacía fluir con refrigerio de fresca veta profunda nuestra sangre en las venas: —que nosotros saboreábamos con voluptuosidad misteriosa—como en la copa del silencio purísimo y estrellado.

¿Quiere usted Mate? Recibí el vaso y chupé la caliente bebida.

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BUENOS AIRES

Il bastimento avanza lentamente
Nel grigio del mattino tra la nebbia
Sull’acqua gialla d’un mare fluviale
Appare la città grigia e velata.
Si entra in un porto strano. Gli emigranti
Impazzano e inferocian accalcandosi
Nell’aspra ebbrezza d’imminente lotta.
Da un gruppo d’italiani ch’è vestito
In un modo ridicolo alla moda
Bonearense si gettano arance
Ai paesani stralunati e urlanti.
Un ragazzo dal porto leggerissimo
Prole di libertà, pronto allo slancio
Li guarda colle mani nella fascia
Variopinta ed accenna ad un saluto.
Ma ringhiano feroci gli italiani.

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BUENOS AIRES

El bastimento avanza lentamente
En la espesura de la mañana entre la niebla
Sobre el agua amarilla de un mar fluvial
Aparece la ciudad gris y velada.
Se entra en un puerto extraño. Los emigrantes
Se alborotan y se enfurecen amontonándose
En la áspera ebriedad de la inminente lucha.
Desde un grupo de italianos que está vestido
De un modo ridículo a la moda
Bonaerense le lanzan naranjas
A los paisanos alterados y aullantes.
Un muchacho del puerto ligerísimo
Prole de libertad, listo para el impulso
Los mira con las manos en la faja
Variopinta y esboza un saludo.
Pero gruñen feroces los italianos.

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Traduzione, prologo e video: Antonio Nazzaro
Revisione della traduzione: Elizabeth Uribe Pérez.
Revisione letteraria: Fredy Yezzed
Grafica: Stefhany Rojas Wagner
Copertina: Eleonora Buselli
© Colección Concierto Animal
(Homenaje a Blanca Varela)
ISBN: 978-987-88-5416-8