Piera Oppezzo, Esercizi d’addio. Poesie inedite 1952-1965 (Anteprima editoriale, InternoPoesia 2021)

Piera Oppezzo, nata a Torino il 2 agosto 1934, è vissuta a Milano dal 1966 fino alla sua morte nel 2009. Proveniente da un ambiente famigliare popolare, è stata aiuto sarta, commessa ai grandi magazzini, dattilografa in Rai e infine collaboratrice editoriale (Einaudi, Rai, Feltrinelli, Guanda, SE). Militante extraparlamentare negli anni Sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. Dopo alcune coabitazioni, è andata a vivere da sola in un appartamento della storica casa occupata di via Morigi 8 e, negli ultimi due anni, in una casa “protetta” del Comune in corso Lodi.

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Piera Oppezzo, Esercizi d’addio. Poesie inedite 1952-1965
A cura di Luciano Martinengo – Prefazione di Giovanna Rosadini

Le poesie inedite di Piera Oppezzo (1934-2009), per la prima volta pubblicate in un volume che le raccoglie in ordine cronologico, costituiscono un «vero e proprio laboratorio poetico che precede la consacrazione della poetessa avvenuta con “L’uomo qui presente” (1966), l’illustre esordio nella neonata “Collana bianca” Einaudi» (dalla prefazione di Giovanna Rosadini). «Doveva essere il 2009, quando, a circa settantacinque anni, Piera Oppezzo raccomandò all’amico Luciano Martinengo “le sue cose”, prima di lasciarle per sempre: scatoloni di opere pubblicate, appunti, recensioni e lettere da Giovanni Raboni, Enzo Siciliano, Giancarlo Majorino, Milo De Angelis e Giulia Niccolai, che ne avevano letto e stimato affettuosamente la produzione». (dalla postfazione di Gaia Carnevale).

 

Aprile

Sto all’inutile discorso
d’un filo bianco di sole
che mormora sensi opachi
in disegni di pulviscolo.
Sto allo sfibrarsi di stagione
d’ogni alterna fantasia
che avvolge scarni enigmi
in regni di malinconia.

aprile ’54

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Sera

Sento come tutto muta
e ancora si converte
in altra luce,
nel traguardo della sera.
Davanti a questa pace
che non ha ragione
a lungo il cuore
resta incerto nella pena
e quasi ha in sé il timore
del riposo e della fede.
Ma è sera, veloce sempre
cresce l’ora e mi convince
del murmure ritorno
d’un ritmo di parole.

settembre ’54

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Amore

Ti amo, per le infinite
strade del mondo,
per i giorni di pioggia
e l’accendersi lento del sole:
tutte cose che vedo ricordandoti.
Ma, soprattutto, ti amo
per la tua consapevole vita.

settembre ’56

 

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