Per un ricordo di Francesco Scarabicchi

Francesco Scarabicchi, nata ad Ancona nel 1951, ha pubblicato, in versi, La porta murata (Residenza, Ancona 1982), con introduzione di Francesco Scataglini, Il viale d’inverno (L’obliquo, Brescia 1989), con postfazione di Massimo Raffaeli, Il prato bianco (L’obliquo, Brescia 1997, poi ripubblicato per Einaudi nel 2017) raccolti, in scelta, ne Il cancello 1980-1999 (peQuod, Ancona 2001), con una nota di Pier Vincenzo Mengaldo; L’esperienza della neve (Donzelli, 2003); Frammenti dei dodici mesi con quattordici fotografie di Giorgio Cutini e uno scritto di Goffredo Fofi (L’obliquo, Brescia 2010); L’ora felice (Donzelli, 2010); Nevicata con venticinque acqueforti di Nicola Montanari (Liberilibri, Macerata 2013). Del 2018 la raccolta poetica Il cancello (Pequod). Ha tradotto da Machado e da Lorca raccogliendo una selezione ne Gli istanti feriti (Università degli Studi, Ancona 2000) e in Taccuino spagnolo (L’obliquo, Brescia 2000).

***

La via dei naviganti

Tutto il freddo
degli anni
gela i giorni
di noi che passeremo
una volta e mai più
da queste parti.

Così fu
non tenermi
ancora alla tua porta
inascoltato,
da solo
ho attraversato
la via dei naviganti
non in sogno.

***

Congedo

Il nome si allontana,
impallidisce,
povero niente bianco
che ti guardo,
neve di nulla
adesso.

***

Ci vorrà

Ci vorrà
tutto il tempo necessario
prima che possa anch’io
fare a meno di me
senza voltarmi,
andando,
per lasciare.

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