Non lo sapevano gli alberi a terra, né le rovine della casa

Non lo sapevano gli alberi a terra, né le rovine della casa

né le strade limacciose e il sole triste di settembre.

Non lo sapevano le formiche e tutti i piccoli insetti neri

disinsediati dalla sponda del fiume. Non sapevano nulla

le api che galleggiavano sull’acqua, i granchi riversi

sulla riva, le alghe sovrabbondanti sugli scogli sommersi.

E non lo sapevano le ossa sparse, le travi crollate e

le navi affondate, infestate da nuove specie di serpi marine

senza occhi e senza sesso, dalla pelle squamosa. Le cime brune

delle più alte montagne, le rocce scistose, i legni. Neppure loro

sapevano. Né i ghiacci che si scioglievano e l’aria che si riscaldava

e il mare e il vento, che montavano violenti

a sradicare e sommergere e sferzare. Solo noi sapevamo.

          Solo noi facevamo finta di non sapere.