Martina Luce Piermarini – Inediti

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Martina Luce Piermarini è nata a Macerata dove ora vive e lavora. Ha fatto studi classici e filosofici, frequentato il Master in Tecniche della narrazione a Torino dove ha lavorato con artisti come Gabriele Vacis e Spiro Scimone, tenuto laboratori di scrittura creativa nelle scuole statali della provincia di Macerata, laboratori teatrali, scritto opere teatrali come “Interno Camera”( finalista Premio Calvin Clein ) e “Luci nel Pozzo” ( rappresentato dagli attori della “Paolo Grassi” e dal regista Stefano Alleva). Collabora assiduamente con la rivista d’arte e letteratura UT, nel 2016 ha ricevuto il premio della giuria Caffè delle Arti a Roma ed è presente in diverse antologie di poesia contemporanea. Interferenze della luce è il suo primo volume di versi. Il poemetto “il sonno della visione” in due movimenti è stato presentato inedito al Festival internazionale Bologna in Lettere 2020. È autrice di due rubriche radiofoniche: “La ghianda ” e “La zattera di Alice” dedicata alla poesia contemporanea in onda su Radio Nuova Macerata inBlu.
***
Mi muovo piano, nel silenzio del ladro mi inseguo
ho uno spigolo sulla testa, altri due alla base
dove dormo e mangio ma è casa,
ho costruito io la botola,attaccato corde a salire
scavato la buca dei carteggi visibili
inciso il nome che inizierò col negare.
*

Sto dormendo.
Il mio sonno è quieto, mimetico.

Calate il sipario sulla mia quiete come una fonte al suo principio
calate i suoi elementi più piccoli. Il rosso separato dal giallo

Apro appena, socchiudo la botola.

Un muro d’uccelli si alza, segreto
La mia abitudine notturna è un vento
io stessa invasa nel corpo che invado, io stessa terza persona
del fuoco ( nome di candela ) il demone che muove
questo posatoio invisibile.

 

*

 

il dolore della pietra, il suono cimiteriale del vento
il lento corpo di bruco che sprofonda nel legno

La sua offerta è fuoco.
La sua offerta è sterminio Dove viene la sete.

mi copro. ( oltre soglia Distesa.

La sofferenza un odore enorme assetato
la morte un suono
Tutto il buio nel silenzio di Dio.

Mi chiamano. più di tremila nomi in un nome.
Vogliono sapere qual è la mia parte.
Il mio ruolo nel gioco ancestrale.
La stanchezza sterminata dell’alba.

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