Maria Grazia Insinga – Inediti

Maria Grazia Insinga (1970) laureata in Lettere moderne, è docente di Pianoforte. Fa parte della giuria del “Premio Lorenzo Montano” e del Comitato di lettura di Anterem Edizioni. Nell’ambito degli studi musicologici censisce, trascrive e analizza i manoscritti musicali inediti del poeta Lucio Piccolo. Idea laboratori di poesia per i giovani: La Balena di ghiaccio, in memoria di Basilio Reale e il Premio Lighea per la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Ha pubblicato: Persica (Anterem, 2015); Ophrys (Anterem, 2017); Etcetera (Fiorina, 2017); La fanciulla tartaruga (Fiorina, 2018); Tirrenide (Anterem, 2020). Alcune poesie si trovano in riviste e antologie: Blanc de ta nuque (Le voci della luna, 2016); Umana, troppo umana (Aragno, 2016); Il Segnale. Percorsi di ricerca (I Dispari, nn. 103, 108, 118, 119); Punto. Almanacco (puntoacapo, 2017); Trivio. Polesìa (Oèdipus, 2017); Il corpo, l’eros a cura di Franca Alaimo e Antonio Melillo (Ladolfi, 2018); Fuochi complici (Il Leggio, 2019); Taccuino della poesia (Giulio Perrone Editore, 2020); Osiris Poetry (A. and R. Moorhead, nn. 84, 90, 92).

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Dalla raccolta inedita A sciame

 

il prete dice messa in abisso
ed è la centuplicazione dell’atto
nella viola consequentia di vita nova
consequentia sirena canteremo
cantari kantharos cantaru a figure rosse
canterò mardjan è corallo o è mattino morgen?
o è antevorta postvorta o è d’estate
o bonaccia o mezzogiorno o eternità
comunque serena io son serena
comunque chiara voce sottile
comunque consequentia
comunque ur

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un fantasma di fiati stretto strettoia una bocca
due rive che saranno? se non la ferita fessura
la radice amara mar madre mare deserto morte
amniotica di buona donna ferita e fera ulcerata
di inconscio la voragine senza congiunzione
disgiuntiva che risucchia e succhia la morale
che usa questa parola spezzata argine allusivo
schiaffo senza volto infero e matrice dell’inferno

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il mondo sfigura
a orari sepolcrali chiude
tombale la mora del gelso e solve
il corpo e matura verde bianchiccio rosso
fino al nero e non tiene austero se non un succhio
come di sangue un intero allevamenti di bachi sciamano

da ibla all’ape nera e fanno di nicchia un alveare volto a
mezzogiorno del tuo corpo profluvio di timo lallartu
crisalide passaggio bocciolo chiuso schiuso aperto
nascosto palese antro punta del vomere labbro
inferiore miele basso egitto a sfigurare
recesso non accessibile come sembra

 

© Fotografia di Ariane Deschamps