4. Le voci

                               Al poeta

Sulla scala di Giacobbe si sentono due voci profonde,

una che sale, l’altra che scende dall’Altissimo,

confondendo in preghiera i loro mormorii,

 

gli strani segni di una lingua sconosciuta

si allineano, impenetrabili, su un foglio

saggi come gufi, le voci continuano la loro preghiera,

 

si alza la strana voce del Poeta,

l’altra discende dall’Altissimo,

un solo sussurro in lingua sconosciuta,

 

ogni voce è chiara, cerimoniale,

si uniscono nell’armonia

di una fuga di Bach,

 

strane lettere sul foglio, come

pelle di lucertola, per me non si accendono,

sento solo il mormorio delle voci rituali,

 

la voce del Poeta si alza come un’offerta,

l’altra scende da una Cima invisibile,

entrambe in perfetta comunione.