Ivano Ferrari (1948-2022), dopo aver pubblicato A forma d’errore per il piccolo editore Forum nel 1986, ha partecipato all’antologia Nuovi poeti italiani 4 prima di dare alle stampe La franca sostanza del degrado nel 1999 per Einaudi. Successivamente sono apparse altre tre raccolte di versi delle quali La morte moglie ha vinto il Premio Giovanni Pascoli 2014.

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Sparo su di uno straccio usato
sull’esistenza scaltra dei rimorsi
sono come la luna condannato
a stare in alto per colpa dei poeti
piloti senza viaggio o latitanti.
Prendo in ostaggio i raggi
– di sole ora si parla –
reliquie di luce clandestina
da lì sparo sulle ombre meridiane
sui feudi di catrame delle favole
vado in verso e uccido io per voi.

Da La franca sostanza del degrado (Einaudi, 1999)

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Dalla vasca d’acqua bollente
emerge un enorme maiale
bianco come uno spettro
che oscilla impudico fino a quando
dal finestrone il sole
accende quintali di luce.

Da Macello (Einaudi, 2004)

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Signore mi rivolto
e le metto in culo una preghiera muta
contro i desideri svolti.

Da Rosso episassi (Effigie, 2008)

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Ogni parola
è un reperto archeologico
via il primo strato, il secondo, il terzo
ciò che resta è una cosa inutile di migliaia di anni fa
spesse volte la poesia accumula polvere
e rivela che è indispensabile mostrarsi morti
c’è più intensità e disiderio nella fine
che nel portamento del testo.

Da La morte moglie (Einaudi, 2013) 

 

© Biografia tratta da Wikipedia. Fotografia apparsa su “Il gazzettino di Mantova”, qui l’articolo.