Ilaria Grasso – Inediti

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Ilaria Grasso nasce nel 1979 a Lucera (FG) e lavora come impiegata d’ufficio a Roma dove vive da più di dieci anni. È attivista transfemmista e non manca mai nelle piazze e nei cortei per i diritti degli ultimi. Recensisce prosa e poesie su vari Lit Blog. Ha pubblicato la raccolte LE MIE VERDI MINIERE DI SALE con Arduino Editore ed EPICA QUOTIDIANA con Macabor Editore. Alcune sue poesie sono apparse on line su riviste letterarie e di poesia. Ha introdotto con una nota critica Giovanni Ibello per il primo volume dell’Antologia POETI ITALIANI NATI NEGLI ANNI ’80 E ’90 (Interno Poesia). Alcuni suoi testi sono stati inclusi nelle antologie IL VENTO NELLA POESIA (Carta e penna),TRANSITI POETICI a cura di Giuseppe Vetromile, POETI E POESIA di Elio Pecora, I BAMBINI SONO IL FUTURO (di prossima uscita per Il visionario). La casa editrice Macabor ha inserito alcune sue poesie all’interno delle antologie BELLEZZA SENZA VANITÀ, SUD I
POETI e SECOLO DONNA a cura di Bonifacio Vincenzi con introduzione critica di Trevisani. Frammenti poetici e testi si trovano nelle agende poetiche IL TACCUINO DELLA POESIA (Giulio Perrone Editore) e IL SEGRETO DELLE FRAGOLE (LietoColle). Singoli componimenti e Cut-up sono stati pubblicati all’interno della rivista cartacea Menelique (Magazine Radicale Internazionale), Il sarto di Ulm e nella rubrica BOTTEGA DI POESIA di Repubblica- Roma a cura di Gilda Policastro. È stata tradotta in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti ed è stata selezionata all’interno del bando Convocatoria Hispanismos y letras europea della rivista sudamericana TALLER IGITUR. Ha vinto la targa di merito per la X edizione del premio ALBEROANDRONICO con la poesia “Alberi” ed è
stata selezionata con EPICA QUOTIDIANA per l’edizione XXXVIII del premio TIRINNANZI-CITTÀ DI LEGNANO.

*

Fa truccare la madre morta e
l’avvolge di tulle e di rose rosse.
Prima di fermare il collo
il volto si abbandona di lato.
Con la parrucca e così agghindata
sembra Brooke Logan.
Recita tutta la notte in una puntata.

*

Quando qualcuno muore
c’è la necessità di cancellare ogni cosa.
Andare avanti è un interdetto e non prevede
né perdono, né autoassoluzione.
D’altronde ora la morte è dei ricchi.
E la ricchezza come la produzione
non si mette mai in discussione.

*

Se proveranno a toglierci il desiderio
noi profaneremo la morte.
È così crudele la morte da soli negli ospedali.
È così crudele la vita da soli chiusi nei monolocali.

*

Fotografia di proprietà di Dino Ignani

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