Francesca Benocci – da Atelier 78: “A testa in giù: impressioni sulla ricezione della poesia italiana (contemporanea) in Nuova Zelanda”

BENOCCI

 atelier 78

 Francesca Benocci

da A testa in giù: impressioni sulla ricezione della poesia italiana (contemporanea) in Nuova Zelanda

estratto da Atelier 78, Il pensiero fondante

 

La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
(Par. I 1-3)

  

La poesia italiana contemporanea in Nuova Zelanda, quando esaminata dal punto di vista di una studentessa italiana di PhD arrivata da nemmeno un anno in Oceania, non appare andare per la maggiore. Il problema è da ascrivere parzialmente alla tendenza del mondo anglofono a tradurre meno verso l’inglese, e pertanto a leggere meno letteratura proveniente da realtà letterarie di lingua diversa. Per quanto riguarda la poesia, specie in Nuova Zelanda, il mercato è praticamente saturo in partenza: su quattro milioni di abitanti nell’intera nazione, una percentuale altissima scrive e pubblica poesia. È un genere amato da sempre per molte ragioni, tra le
quali anche una naturale predisposizione a ospitare sulla pagina l’oralità della tradizione m?ori dei waiata, le canzoni, mezzo efficace utilizzato dalle tribù per tramandare tradizioni e conoscenza.
Ad ogni modo, l’interesse per l’Italia e i suoi autori (a qualunque secolo essi appartengano) si evince, oltre che dall’insegnamento di Dante e degli albori della poesia italiana, da una serie di progetti portati avanti ed editi negli anni. […]
La poesia italiana contemporanea non figura molto nei corsi universitari, né sugli scaffali delle librerie o delle biblioteche, spesso come già detto, per mancanza di traduzione. È pur vero che l’Italia in tutte le sue forme e manifestazioni continua ad attrarre molto interesse in Nuova Zelanda, tanto da portare chi non riesce a fruire di una traduzione nella propria lingua a imparare l’italiano. Un caso esemplare è Paula Green, poetessa e critica letteraria, che ha conseguito un dottorato in italiano presso la Auckland University, lavoro nel quale ha raccolto e analizzato l’opera di Fabrizia Ramondino e Clara Sereni. Un altro esempio dell’interesse verso la poesia italiana è rappresentato
dalla collaborazione di James Kierstead, docente presso la School of Art History, Classics and Religious Studies di Victoria, ed Elena Borelli, docente presso il dipartimento di lingue straniere della City University of New York, che hanno deciso di dedicarsi a una traduzione in inglese dei Poemi Conviviali di Giovanni Pascoli.

Francesca Benocci

 

 

L’articolo in versione integrale è disponibile sul nr. 78 della rivista Atelier.

 


 

Francesca Benocci (1985) ha conseguito una laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Siena, dove ha poi completato un Master in Traduzione Letteraria. Attualmente è iscritta al primo anno di Dottorato in Literary Translations Studies alla Victoria University of Wellington (NZ).
Sue traduzioni sono apparse su La Libellula e Journal of Italian Translation. È anche autrice di poesie e racconti.  Informazioni sulla sua attività al sito www.francescabenocci.com

A sua firma per Atelier:
Lucy K. Holt tradotta da E. Bello e F. Benocci con saggio introduttivo (Atelier 76)
Filitrsa Sofianou-Mullen (online; traduzione)
– Janet Frame (online; traduzione)
– Courtney Sina Meredith (online; traduzione)