Cenk Gündo?du – “Tutte le mappe sono scarlatte” (traduzione di Nicola Verderame)

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 CUNDOGDU CENKCenk Gündo?du (Ankara, 1976) ha studiato Economia e frequentato l’Accademia di Belle Arti laureandosi alla Kocaeli University. E’ una delle voci più interessanti della poesia turca della sua generazione. Suoi testi in prosa e poesia sono stati pubblicati in numerose riviste, quotidiani e volumi.  E’ editore della rivista “Üç Nokta” da lui fondata con alcuni amici nel 2001. Dal 2005, con ?eref Bilsel,  cura la pubblicazione della collana di poesia “?iir Defteri”. Nel 2013 gli viene conferito il premio Metin Alt?nok Poetry Award per la raccolta “Iss?z.”. Vive e lavora a Istanbul dove è tra gli organizzatori dell’Istanbul International Poetry Festival. 

 

Cenk Gündo?du
bütün haritalar k?rm?z?d?r – Tutte le mappe sono scarlatte

traduzione dal turco di Nicola Verderame

 

 

 

 bütün haritalar k?rm?z?d?r

bir zaman gibi geçerken, orada
oturan yeminli asker sözleri…

sava?tan konu?tu keder gibi
bir haritadan
kireç gibi annelerin a?r?l? yaln?zl???ndan
gövdesi kay?p bir arkada?tan
yan yatm?? üzüntüden
ve oradan oraya uçu?an harita çantas?ndan

ikisi oturmu? alt?s? yatakta, dinledi
ak?ama t?rmanan tozlu bir kamyonu ilk kez görmü?
gibi dikkatle gibi korkuyla
tutamad?… patlad? kekeme olan
son top vurdu?undan beri büyüttü?ü gözleriyle

-kaa kkaralt? kee kkendine çee ççekiyordu hee hher ?eyi
bii bbi c?z?rt? gii gibi
büüü büyüyordu ço çççocuklar ööö ölerek

bo?lu?un içindeki durmu? saate bakt?
dikkatle, unuttu cümle kurmay?
durmu? zaman?
güne?le yunmu? bir ?ehir
kadar esmerdi çiçekçinin elleri
kötü bir karanfilden ?imdi gelmi? gibi

-abe dünyaya çiççekleri ben satar?m be yaa
belkim kalmam??t?r ?imdi tutucak bi tek
çiççekli etek de, yolunmu?tur a?aç köklerim bile

aman be ya angi birini anlatay?m sana
öldüm, ölümü bilerek
aman be ya aman ölüm de biter

bak, oyrat bi gül gibim budad?lar bizi bir bir

koynundan ç?kard??? solgun bir foto?raf
ve ?hlamur kokusunu anlatt? önce
elindeki listeyle ölüsünü arad???n?

-biraz uyusam belki her ?ey düzelur
ha ?imdi bizum oralara ya?mur deymi?dur
yaprak ya?mura doymi?tur
üsteluk insan ya?mura da söz geçiremeyi

ke?ke hiç büyümeyeydum da görmeyeydum ha bu karaltiyi

öldü?üne inanmayan
ve kolunu sava?ta b?rakan deli yetim
yat yoklamas?n? alan al??kanl?kla
önündeki eski gazeteye bakt?
rakamlar?n anlam?n? dü?ündü…

– kimse yok ac?dan ba?ka
üstelik pusulam kay?p nas?l ç?kar?m
buradan dünyaya, diyen o ses hiç ç?km?yor akl?mdan
5559yedi 55598 55599 55600 …bir

süvariydi, at?yla a?layan
üç gündür resim yap?yor
mektup yaz?yor atlara
bo? bir kâ??tla büyütüyor günlerini

-kendini sonsuzlu?un kara meydan?na
ba?lam?? atlar, uykusuz
dü?mü? günün içine
y???lm?? ölümü anlat?yordu gördüm
süvarisini öldüren atlar?

atlar ki uykusuzlu?un öbür ad?d?r

araya girdi aceleci biri

-iyi ki istasyon var
bir yerlerde gidiyor valizim, kaybolmadan

(hiç durmadan tekrarlad?…)

-iyi ki istasyon var
bir yerlerde gidiyor valizim, kaybolmadan
ben bir kere kaybolmu?tum, arkada??m?n sesinde
ate? vard?! gürültü vard?! bommmba!
sonra ölmü? arkada?lar?m
ba?ka kim vard??

-iyi ki istasyon var…

 

 

 

Tutte le mappe sono scarlatte
cenk issiz
passando come un tempo, ecco
le parole del militare lì seduto…

parlava di guerra, del dolore
di una mappa
di solitudine dolente delle madri esangui
di un amico smarrito
di pena stesa su un fianco
e la mappa che svolazzava dal tascapane

due erano seduti, sei distesi, lui ascoltava
con l’attenzione e la paura di chi vede
il camion polveroso scalare la sera
e non si trattenne… il balbuziente
con gli occhi rimasti spalancati
dall’ultima pallottola sparata
esplose

– tuu tutto si rii ritirava soo
sotto la n neeve coo come uu un ciigolìo
cree cresceva mee mentre i raa ragazzi moo morivano

squadrò le ore ferme nel vuoto
restando senza parole
il suo tempo si arrestò
come tutta una città immersa nel sole
così le mani brune della fioraia
appena venute da un cattivo crisantemo

– siniore vendo fiori a tuti il mondo
forse non rimasta una sola gonna con fiore
raccolgo anche alberi sradicati siniore

beh per carità quale te racconto siniore
sono morta ho conosciuta la morte
per piacere siniore beh anche la morte finisce

guarda siniore come una rosa cattiva ci hanno potati uno uno

prima raccontò della foto sbiadita che teneva in petto
poi del profumo di tiglio
e del cercare il proprio nome fra le vittime

– si durmesse nu poco forse tutto s’apparasse
eh mo ‘oilloco ‘a pioggia ce ‘nfonna
‘e ffronne so’ chine ‘e pioggia
‘a pioggia nun te lassa manc’ parlà

nun fosse crisciuto maje
‘sto scuro nun l’esse maje viste

quello che non riusciva a credere di essere morto
l’orfano pazzo che alla guerra aveva lasciato il braccio
con l’abitudine presa all’adunata
guardò il vecchio giornale che aveva davanti
pensando al senso delle cifre…

– oltre al dolore non c’è più nessuno
la bussola è persa, come posso scendere nel mondo
così dice la voce che non riesco a togliermi dalla testa
5559sette 55598 55599 55600…e uno

era un cavaliere, piangeva con il suo cavallo
da tre giorni disegna
scrive lettere ai cavalli
fa crescere le giornate su di un foglio bianco

– i cavalli si sono legati
alla piazza nera dell’infinito
cadendo insonni di giorno li vedevo
raccontare la morte accatastata, vedevo
cavalli ammazzare i cavalieri

i cavalli che sono l’altro nome dell’insonnia

poi uno entrò trafelato

– è bene che ci sia una stazione
così la mia valigia va da qualche parte e non si perde

(ripeteva senza fermarsi)

– è bene che ci sia una stazione
così la mia valigia va da qualche parte e non si perde
l’avevo persa una volta io, nella voce del mio compagno
c’era il fuoco! booommba!
poi i miei amici morti
chi altro c’era?

– è bene che ci sia una stazione…


Cenk Gündo?du (Ankara, 1976) ha studiato Economia e frequentato l’Accademia di Belle Arti laureandosi alla Kocaeli University. E’ una delle voci più interessanti della poesia turca della sua generazione. Suoi testi in prosa e poesia sono stati pubblicati in numerose riviste, quotidiani e volumi.  E’ editore della rivista “Üç Nokta” da lui fondata con alcuni amici nel 2001. Dal 2005, con ?eref Bilsel,  cura la pubblicazione della collana di poesia “?iir Defteri”. Nel 2013 gli viene conferito il premio Metin Alt?nok Poetry Award per la raccolta “Iss?z.”. Vive e lavora a Istanbul dove è tra gli organizzatori dell’Istanbul International Poetry Festival.

Fotografia di proprietà dell’autore.
 

Nicola Verderame è Doctoral Fellow presso la Berlin Graduate School Muslim Cultures and Societies, dove conduce una ricerca sull’architettura ottomana. Cura il blog “Defter – Poesia turca contemporanea ” dedicato ai poeti viventi che si esprimono in turco ed è considerato tra i migliori traduttori viventi di letteratura turca.Per Atelier ha tradotto le poesie del poeta turco-cipriota Mehmet Yashin  ed il turco Tu?rul Tanyol

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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