Alexandra Censi – da”Il cielo di Da Vinci”

censi la risata dei mostri d223

CISAAlexandra Censi è nata a Gyula, Ungheria, nel 1990, ma vive a Roma dove studia Lettere. Ha pubblicato La risata dei mostri per Nottetempo, nella collana narrativa.it curata e diretta da Chiara Valerio. È in uscita la sua prima raccolta di poesie Il cielo di Da Vinci (FusibiliaLibri) con una nota di Giorgio Ghiotti e la prefazione di Simone di Biasio.

Alexandra Censi

da Il cielo di Da Vinci

(inediti)


27. Racconto di un’onesta cattiveria.

censi la risata dei mostri d223
Lei gli chiese di suo padre. Lei era fissata con i padri
della gente. E del suo aveva la banalità nel cuore,
ma talmente forte che banalità le ricordava
banana e nient’altro.
Lei gli disse: Dimmi di lui, della sua cattiveria,
è vero che alla mamma la picchiava forte
e sapeva di vodka ed entrava dalla finestra,
così come fanno i diavoli dei bambini?
Lui con un cucchiaino lunghissimo
uccideva un caffè freddo che era come un budino
e nessuno beveva
nessuno mangiava
tra di loro e fuori di loro un luglio di gente rimasta a Roma,
e una libreria alle spalle di lui
avrebbe chiuso quattro mesi dopo – aprì un cinese.

Lui parlò a lungo di suo padre
delle danze che gli negava
dei soldi che nessuno comunque aveva
e aveva, lui, degli occhi celesti ma senza il giro
del bulbo: piatti,
come tutti lassù.

Lei poi gli chiese: Ma tu mi picchieresti mai,
se fosse il giorno?
(E lei già sapeva che ci son giorni alla violenza
e al porno adatti, e che in quei giorni
la birra la si compra
dal fornaio insieme alle pizzette).
Lui ci pensò a lungo, e la bocca gli si spostava
nel viso
come nei quadri che nei secoli cambiano l’uomo.
Poi disse: Ti prego, non mettermi mai alla prova.

Suonò nell’aria l’onestà
degli amori mai finiti
degli amori mai iniziati.

37. Terza elementare, finestra sul cortile.

I sani e i malati si combattono da secoli.
La campana al collo potrebbe almeno
annunciarci.
E tu che sano perché innamorato
all’aeroporto di notte mi hai detto: Andiamo
e vediamo la gente che si aspetta
e cammina nervosa e sveglia
aspettando l’abbraccio.
Forse anche questo era malato, spiare
dell’amore gli altri, spiare la gente
che a Roma si arrangia,
dormendo per terra in tendaggi zingari.
Ma di Roma tu conosci l’arrangio
ed io ora potrei dirti: Lo senti, ‘sto flauto
stonato, che dalla scuola arriva in biblioteca
e ripete il Salmo nell’eternità di un’ora?
Non è forse questo lo scheletro del nostro
vagare, e non il chiedersi: Oh che fai, scendi?


 Alexandra Censi è nata a Gyula, Ungheria, nel 1990, ma vive a Roma dove studia Lettere. Ha pubblicato La risata dei mostri per Nottetempo, nella collana narrativa.it curata e diretta da Chiara Valerio. È in uscita la sua prima raccolta di poesie Il cielo di Da Vinci (FusibiliaLibri) con una nota di Giorgio Ghiotti e la prefazione di Simone di Biasio.

Fotografia di proprietà dell’autrice