Verusca Costenaro – Tre inediti

ImmagineVerusca Costenaro è nata Marostica (VI), dove è rimasta fino a 24 anni. Ha poi vissuto a lungo tra Venezia e Mestre, dove ha lavorato come insegnante di inglese e italiano a stranieri. L’ultima sua tappa di vita comprende Firenze, dove vive e lavora da metà novembre 2016. Scrive poesia in inglese e italiano. Nel 2013 è uscita una sua silloge, La misura che non si colma, a cura dell’Associazione LunaNera. Nel 2016 è arrivata tra i 10 finalisti con menzione al Festival bolognese DialogArti a cura del Gruppo 77, e ha ottenuto il Premio Speciale Giuria al Premio Letterario Città di Massa San Domenichino. A marzo 2017 si è classificata prima all’8ª edizione del concorso letterario “Le parole nel cassetto” del Caffè Letterario Le Murate di Firenze, con cui ha appena pubblicato senza il sogno e con la pazienza, una plaquette di 5 poesie. “Sofia ha gli occhi” è il suo prossimo libro in uscita per InternoPoesia. Verusca Costenaro
Tre inediti

Strappacasa

La sua città è quella cosa che se sbagli strada
t’imbatti in una chiesa evangelica coreana.
Firenze sotto il vestito
non porta nulla.
La sfogli chiara in un giorno d’estate,
la scorri tutta calpestandola un po’.
Siede scoperta a farle casa
e dal centro del soffitto
soffia calda la sua storia:
un Michelangelo che non morirà.
Sofia rincorre casa un’altra volta
s’imbriglia per le vie del centro
non lo capisce il dedalo
la porta su
e c’è un pezzo di cielo
che non sapeva
un tramonto d’Arno
che le promette
che questa volta, la casa,
non gliela strapperà.

*

Eccentrico

Correnti di giorni alterni a rincorrere
codici di appartenenza
sospiri di vago malessere
cenni di amore non convenzionale.

Stormi di giorni sordi a spiare
le sottili infelicità degli altri
storie smarrite nel pancreas
gli echi sordi di certi fantasmi.

Eccentrico
è il riverbero di luce che ti risveglia al mattino,
quando celebrare notti sapienti o notti indecenti
diviene più o meno la stessa cosa.

*

Exit

Perché abbiate certe
vie di fuga a ogni ora
buona tra guanciali e fendenti,
perché conserviate i resti delle parole
al riparo delle ultime cene.
Quando meno l’aspetterà il pensiero
vi saliranno certezze dai tramonti,
vi caleranno i sogni nelle brocche
e voi ne avrete sete.
Bersi il coraggio del verbo
che affoga nel desiderio
e rincorre le vie d’uscita:
     questo sì.


Fotografia di prorpietà dell’autrice.

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