Silvano Trevisani: Le parole finiranno, non l’amore

Ultimo aggiornamento:

Silvano Trevisani
Le parole finiranno, non l’amore
Manni, 2020, pp. 128, euro 13,00

Si racconta, Silvano Trevisani, con una poesia discorsiva e insieme raffinata e cerebrale. Al centro c’è un indomito pensare; anche quando il verso si attorciglia e talvolta fatica a ripartire, la sua poesia non stanca, si lascia perdonare. Il poeta è latore di una visione storica e religiosa della vita che riesce a innervare profondamente nei testi: ‘Il futuro mi ha stancato’, rivela con originale sintesi al lettore, per poi aggiungere, poco oltre – Usciamo, stasera/ ritorniamo,/ sulle strade in cui fummo felici. Sull’amicizia, ad esempio, ci dice: Gli amici sono dodici strade/ che si separano/ per non incontrarsi mai più./ Si posseggono solo nel passato; e ancora, a proposito dell’impegno politico e delle lunghe discussioni giovanili: Sul viale lottavamo fino a tardi/ brandendo pugnali di parole. E sull’amore, che lotta contro il tempo: Eravamo l’estate, adesso siamo/ l’estasi delirante del ricordo.

La raccolta è divisa in numerose sezioni (e forse il titolo della seconda – ‘Dal Mito all’oggi’ – tutte le riassume emblematicamente) che virano, alla fine, sugli affetti familiari – ‘Madre mia’ e ‘Mare celeste, mare nero’ sono commoventi cammei – sulla parola divina e sulla morte. La parola di Dio, tra sgomento e rispetto – Il verbo che dà azione alla sostanza/ è troppo grande da potersi dire,/ e io troppo muto d’impotenza/ per pronunciarlo con la sola vita – e la nostra fine, affrontata sempre con serenità – Anche queste parole finiranno/ ma non l’amore che le ha messe insieme. Ma in questa raccolta c’è anche tanta contemporaneità, che il poeta registra e prova a decriptare: incidenze algoritmiche, cronaca nera ‘on demand’, assassini stradali con smartphone sui suv, desk, post, tag, hashtag, typewriter memory, una redazione che chiude…per poi constatare, riprendendo il solco del tempo, che: ‘E’ il futuro a decidere se stesso’.

Volendo concludere con una considerazione di sintesi, possiamo dire che Trevisani è poeta dal duplice sguardo: uno storico e antropologico sul mondo, l’altro introspettivo, sulla vita e sull’amore, che ha un misterioso tempo interiore nel quale la poesia deve districarsi (se è vero che l’eternità ci attraversa misteriosamente, che ogni volta ‘l’eternità ricomincia da domani’). Un lavoro difficile dunque quello affrontato da Silvano Trevisani in questa piccola summa poetica, concluso però con merito ed onore.

Antonio Fiori

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