Premio Poesia

Premio Poesia

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Ai grandi magazzini

la scena autunnale è sempre la stessa

i cappotti se ne stanno

appesi sguinci alle gruccette.




Mi siedo e li vedo passare:

umani come fantasmi.

Una donna sola e stanca

tiro a indovinare

quale paio di scarpe

metterà nel cesto.




Rivedo la scena di noi all’ingresso:

ci separiamo subito.

Tu sceglierai ancora una volta

la giacca a vento blu.




Ti vengo a cercare:

hai lo sguardo fermo che

non scorre sulle cose

e le cose che ti scorrono nello sguardo.




La bambina ti tiene la mano.

Quando può, sceglie sempre te.

Se qualcuno glielo domanda

lei risponde: - “Papà”

e sull’accento sorride un poco

con i suoi occhi grandi

che non scorrono sulle cose

e le cose che le scorrono nello sguardo.




Sceglie sempre te, se qualcuno

glielo domanda.

Come farei io

ma non l’ha imparato da me.




Penso che in fondo, il mondo

è come il cerchietto

tra i suoi capelli, la distanza

la misuro tra due dita.




Uscendo vi lascio.

Lo zaino sulle spalle

fa peso gentile

come quello dei corpi che si ama,

quando sono lontani.

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