Poesia italiana

Letizia Di Cagno - Inediti

DI CAGNO
Letizia Di Cagno, nata a Bari nel 1998. Attualmente vive a San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona dove ha intrapreso gli studi di Filosofia. Si interessa di musica, arte, cinema e religioni, particolarmente attratta dalle tradizioni iniziatiche e dalle correnti mistiche. Per la primavera 2019 è prevista la pubblicazione della sua silloge "Urla la fine che pianta germogli" (Marco Saya Editore).
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Letizia Di Cagno
Inediti 

Poesie tratte dalla raccolta: “Urla la fine che pianta germogli” di prossima pubblicazione (marzo 2019) per la collana sottotraccia dell’editore Marco Saya.




*


Io di mio sarei nell’aspirapolvere
la domenica mattina, un orario qualsiasi
per ripensare Hundertwasser, portare
fuori il cane. Tappata di un pensiero a rose
e volendo appassire.
E poi ecco, un foglietto in cui mi dici
che mi ami e ha
gli occhi di tuo padre – se lo butto
lo conservo – senza aspettare sul serio
risposta. Perdendo ammaipiù
arrivederci ma di mio sarei
elenchi e carta forno strappata male,
un ceffone/supplica di mio padre.
Grata di un passo al tuo fianco.




*


Senza che io ci fossi. Aprire la porta,
leggere Pontano, sul pavimento in cotto
il piumone grande blu. Ti avrei visto
scoprire i passi con le briciole
dalla vineria, in centro,
al bacio della sera. Senza che io ci fossi.
Gli occhiali da sole a specchio
delle confidenze verso me, per l’ora
Verona-Venezia. E tutto ciò
che resta: un’extrasistole tra
i tuoi capelli e la fronte.



*


Ora il fico accerchiato di sole preme
sul collo di mia madre l’ennesima fine -
un’estate – il mare mai tastato e
veramente l’occhio è cieco,
vien quasi voglia di svegliarsi
Tiresia, ma senza uno scopo
senza uno scopo.



Fotografia di proprietà dell'autrice. 

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VENTICINQUESIMO PREMIO LETTERARIO
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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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