Poesia italiana

Emilia Barbato - Testi da "Il rigo tra i rami del sambuco" (Anteprima editoriale, Pietre Vive editore)

BARBATOEmilia Barbato è nata a Napoli nel 1971 e risiede a Milano. Suoi testi sono apparsi in diverse antologie e sull’Aperiodico ad Apparizione Aleatoria delle Edizioni del Foglio Clandestino. Ha inoltre pubblicato: Geografie di un Orlo (CSA, 2011), Memoriali Bianchi (Smasher, 2014) e Capogatto (Puntoacapo, 2016). Il rigo tra i rami del sambuco è in uscita per Pietre Vive editore, 2018. 

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Emilia Barbato
Testi da Il rigo tra i rami del sambuco




*


È benigno?
Perdoni la domanda,
io non conosco la parola storta
che cresce nell’intestino di mia mamma.





*


Ha freddo!
Così deve andare dopo l’intervento?
È troppo magra e con tutte
quelle sonde non voglio
toccarla, capisce?
Osso dopo osso,
nel letto spoglio dove finiscono le ore
c’è la terra dei fuochi di mia mamma.


*


Eri tu mamma,
c’ero, nella tua stanza
gocce di gelo.




*


Che timbro ha, come suona la paura?
Vorrei che la nostra sibilasse come il vento
tra i rami del sambuco,
che fosse il rigo musicale di una foglia
e invece mamma mentre inseguo
la screpolatura che farfuglia le tue
fragilità un borborigmo
sinistro spaventa entrambe.
Ondeggiano ancora le lanterne di riso del mio tredicesimo
compleanno, quando sono sparite? Ricordi
gli anni semplici che brillavano? Oggi tutto è
incerto, l’attesa è castigo e disciplina.



*


La precarietà delle prime ore di primavera
si raccoglie nei respiri lentissimi delle fresie,
sfioriscono con la stessa levità dei pensieri
felici quando le lacrime rigano il viso.
Nella bruma dell’alba
Il ciliegio si prepara
alla sua piena fioritura, sopraggiunge
l’ora della bellezza e della morte.


Fotografia proprietà di Ariane Deschamps.




cover barbato fronte
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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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