Poesia italiana

Beatrice Cristalli - Due inediti

CRISTALLIBeatrice Cristalli (Piacenza, 1992) è laureata in Stilistica del testo presso l'Università degli Studi di Milano. La sua tesi dal titolo "L’invenzione della colpa. L’antropologia negativa leopardiana tra Zibaldone e Operette morali" ha vinto il secondo premio al Concorso per il Premio Giacomo Leopardi riservato alle tesi di laurea specialistica e dottorato 2017 del Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Collabora con diverse testate culturali online, tra le quali Treccani, Il Tascabile, Doppiozero e Cultweek. Per il Portale Treccani, in particolare, ha condotto una indagine a puntate sulla critica letteraria del web. Attualmente, oltre alle recensioni, si sta occupando della nuova indagine, pubblicata sempre nella sezione di Lingua italiana, dal titolo “Poesia 2.0. La poesia presa nella Rete”. Un suo saggio su Mario Luzi è presente nella raccolta saggistica dal titolo "Un’idea di poesia. L’officina dei poeti in Italia nel secondo Novecento", a cura di Laura Neri (Mimesis, 2018). "Tre di uno" è la sua prima opera in versi in uscita per Interno Poesia. 

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Beatrice Cristalli 
(Due inediti) 

da Tre di uno 

*

Dirsi tutto

Doveva essere un atto umile
Presentarsi prima del tempo
Già arrivati – o consapevoli
Reliquie: dove?
Cancellare i trapassi, prezzo dei
Giri nella porta, tu la vedi è
Danneggiata da mesi –
Fino a qui: dove?

Ma parliamo di te, degli umori
Che sono morsi inascoltati,
Di quel soffitto che nascondeva
I rubinetti
Il peso del legno, gocciano
I momenti vani
Io non lo so, ma
Parlami di te.
Di quello che devo fare

Nessuno si accorge che sotto
Il pelo di un cane un’anima non può
Rispondere. Ma parlami di
Me, ancora il sapore del minimo
Confronto, un nuovo mio piacere
Nel piede che scende sul lenzuolo nuovo.
E fino a qui: dove?

Senza palpito ma con una irrequieta
Voglia di sapere
Oltre i soliti echi dallo specchio,
Ma parlami di te, di me – non può
Il sempre ricostituirsi così,
Senza avviso.
Qualcosa vorrà pur dire
Guardare il mare e senza dirsi
Niente
Pensare a voler essere custoditi

Solo nel male
Si sono piegati i desideri di fuga e di
Disprezzo. E le parole non uscivano sotto
Quel buio che mai domanda.
Non potevo essere altro se non
Questo
Il giusto riconoscersi nel dito che
Punta lo specchio



*

Il nome delle cose che iniziano

Che fastidio prude tra le banconote
Roma col derby
Ho silenziato ogni radio in quella tratta:
Domanda e risposta
Ho raccontato la mia storia
A un taxista
In corsa
Ma stavo già diventando altro
Tra la concentrazione e un atto meccanico
In fieri, in fieri
Come il cuore di un orologio
E io per questo non sono stata felice
Mai
C’è un nuovo modo di amare
Ma non ne sono capace:
Farò finta di avere un amico
Con cui guardare una pozza d’acqua
Senza niente attorno,
Più avanti metto i pensieri
Che non posso abbandonare,
I pali veri dei sogni
In queste ore che mordono ogni sosta.
Non regge bugia
Una mano, due per ogni cosa
Insieme alle cose che vedo
Dietro i palazzi, dietro ogni cielo
Del nuovo
Sui tetti che non conosco
Prometto di ricominciare
O di iniziare per la prima volta




Fotografia di proprietà di Samantha Faini.

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