Poesia italiana

Tiziano Fratus - da "Musica per le foreste"

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Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) è residente in ogni bosco che ha attraversato. Durante viaggi in Estremo Oriente, Stati Uniti e Europa, conia i concetti di “uomo radice” e “alberografia”, iniziando a pubblicare una serie di opere legate alla natura, all’identità e agli alberi monumentali, fra le quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Feltrinelli), Il sussurro degli alberi (Ediciclo), la Trilogia delle Bocche Monumentali (Laterza) di cui sono già in libreria L’Italia è un bosco e Il libro delle foreste scolpite, mentre nel 2016 uscirà Giona delle sequoie. Il suo ultimo libro è Ogni albero è un poeta (Mondadori). Firma la rubrica Il cercatore di alberi per il quotidiano torinese «La Stampa» e realizza mostre con scatti tratti dal suo crescente archivio fotografico. E’ stato fondatore e direttore del Festival Torino Poesia (2006-2010) e delle annesse Edizioni. Ampia è la sua produzione in versi e l’ultima opera si intitola Arborgrammaticus ed è composta da due nuclei lirici: Un quaderno di radici (Feltrinelli) e Musica per le foreste (Mondadori) del quale qui si offre una anteprima. Traduzioni in diverse lingue sono uscite su riviste di respiro internazionale. Per il suo percorso editoriale ha ricevuto nel 2012 a Pistoia il Premio speciale Ceppo Natura e nel 2015 a Torino il Premio Le Ghiande del Festival Cinemambiente. Informazioni e bibliografia completa al sito : www.homoradix.com
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Tiziano Fratus

da Musica per le foreste. Poesie in forma di seme
(anteprima editoriale - la raccolta è in uscita il 6 ottobre 2015 per i tipi di Mondadori e-book)

 


Il seme di Dio

Il seme cade nella terra,
si muove quando ancora
non è niente, genera la vita
che non c’è. Dio l’ha inventato
perché non è riuscito a farsi albero,
troppi impegni per radicarsi sottoforma
di pietra.
Il seme è Dio che
non sa restare immobile

 

 

Il seme del tuono


Mentre
le tempeste
bussano alle porte della città
tu mi lavi i piedi in un catino di lacrime.
Le hai versate in una settimana di penitenza,
mentre ero in viaggio all’estero.
Mi manchi ripetevi al telefono.
E piangevi. Io restavo in silenzio,
come un passero che ha perso il nido,
indeciso se scomparire dal mondo
o se tornare di corsa, mandando tutto
al diavolo. Ti sentivo ripulire le lacrime,
la stoffa che sfrega sulla faccia, le labbra
che si asciugano sembrano ventose
che si staccano da un vetro.
Ora piangi di nuovo, perché siamo qui,
insieme, tagliati dai lampi che rompono
il buio nel quale ti piace affogare la casa.
Sento la tua lingua, il tuo calore.
Guardandoti meglio
rivedo il volto
di mia madre,
che sta lì
a fissarmi,
come a
rimpro
ve
ra
re
questa
silente
quiete



Il seme del ritorno


Tutti
ricordano il ritorno
delle libellule. Hanno ricominciato
a saettare negli orti e nei giardini, a seguire
i bambini che tornavano a casa da scuola, lungo
i sentieri sterrati delle frazioni lontane dal centro. Si
posavano sulle spalle dei fedeli usciti dalla Santa Messa,
riposavano il volo soffiato sulle tombe dei defunti al cimitero,
sotto lo sguardo divertito delle vedove, riparate da scialli scuri, lisciando
i capelli imbiancati dal tempo che avevano seminato alle loro spalle.
Nessuno ricordava quando se n’erano andate, il giorno o l’anno.
Guarda quei riflessi bluastri! E g-guarda quelle ali rosse!
E’ una festa, una festa del popolo, senza santi.
Curioso come il desiderio operi
quando si smette di nutrirlo


  

FRATUS MUSICA PER LE FORESTE

Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) è residente in ogni bosco che ha attraversato. Durante viaggi in Estremo Oriente, Stati Uniti e Europa, conia i concetti di “uomo radice” e “alberografia”, iniziando a pubblicare una serie di opere legate alla natura, all’identità e agli alberi monumentali, fra le quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Feltrinelli), Il sussurro degli alberi (Ediciclo), la Trilogia delle Bocche Monumentali (Laterza) di cui sono già in libreria L’Italia è un bosco e Il libro delle foreste scolpite, mentre nel 2016 uscirà Giona delle sequoie. Il suo ultimo libro è Ogni albero è un poeta (Mondadori). Firma la rubrica Il cercatore di alberi per il quotidiano torinese «La Stampa» e realizza mostre con scatti tratti dal suo crescente archivio fotografico. E’ stato fondatore e direttore del Festival Torino Poesia (2006-2010) e delle annesse Edizioni. Ampia è la sua produzione in versi e l’ultima opera si intitola Arborgrammaticus ed è composta da due nuclei lirici: Un quaderno di radici (Feltrinelli) e Musica per le foreste (Mondadori) del quale qui si offre una anteprima. Traduzioni in diverse lingue sono uscite su riviste di respiro internazionale. Per il suo percorso editoriale ha ricevuto nel 2012 a Pistoia il Premio speciale Ceppo Natura e nel 2015 a Torino il Premio Le Ghiande del Festival Cinemambiente. Informazioni e bibliografia completa al sito : www.homoradix.com

Fotografia di proprietà dell'autore


prima presentazione ufficiale: martedì 29 settembre 2015, ore 18, Milano - Fondazione Federica Galli, reading "L'annunciazione dei semi" di Tiziano Fratus, con consegna di poesie, semi, foglie e radici, anteprima della nuova raccolta "Musica per le foreste. Poesie in forma di seme" (Mondadori)

FRATUS LANNUNCIAZIONE DEI SEMI PRESENTAZIONE

 

 

 

 

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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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