Poesia italiana

Nataša Sardžoska - Poesie da "Osso Sacro" (InternoPoesia 2020) anteprima editoriale

87604558 2613859548940783 6751494873402048512 nNatasha Sardzoska (Skopje, 1979) poeta, scrittrice, traduttrice, antropologa e danzatrice macedone, ha vissuto a Parigi, Milano, Perpignan, Bruxelles, Stoccarda e Lisbona. Tradotta in oltre 15 lingue in riviste e antologie internazionali, ha pubblicato le raccolte di poesie La camera azzurra, Pelle (pubblicato negli Stati Uniti e in Italia), Lui mi ha tirata con un filo invisibile, Acqua vivente, Osso sacro (tradotto in albanese e spagnolo), saggi in riviste internazionali e racconti nell’edizione Stupore. La sua poesia Marionetta è stata pubblicata nell’Antologia internazionale in spagnolo e in inglese contro l’abuso di minori dell’ambito del Festival di poesia Scream. Ha partecipato e si è esibita in vari festival tra cui Ars Poetica nella Galleria d’arte moderna a Bratislava, Poesiefestival nell’Accademia delle Belle Arti a Berlino, Parole Spalancate al Palazzo Ducale a Genova, Festival Internacional de Poesía di Medellín e il Festival Sha’ar a Tel Aviv al Teatro arabo-giudeo, nel Centro Culturale di Belgrado e nel Museo Revoltella a Trieste.
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Natasha Sardzoska
Poesie da "Osso Sacro" (InternoPoesia 2020)
Anteprima editoriale

palinsesti romani

sento la voce di mio padre
accanto alla sinagoga nel ghetto ebraico
si scrosta dalle facciate ocra arancione
e si infila tra i sanpietrini

non è imprigionata
nemmeno amareggiata
è solitaria
randagia e muta
come se fosse unо tsunami
come se fosse un vincitore inaspettato
che con amore approda alla giustizia della storia

di notte i gabbiani atterrano sul selciato
di nascosto sbocconcellano i resti di cibo tra le pietre
e restituiscono insù al cielo
la voce, polvere di luce radiosa:

vi è troppa bellezza in questo mondo
è ineluttabile
è inevitabile

ma la voce di mio padre
non potrà più
sussurrarla

*

il mondo ti ha lasciato
la primavera non fiorisce più per incanto
e tu non potrai nemmeno assaggiarla
i tuoi giardini di rosmarino chiedono perché non ci sei
il sole di aprile scalda le tue persiane incrinate
ma tu non ti rallegrerai più nemmeno dei soli ingombranti
nemmeno di quei lenti che tramontano dietro la luna

d’altronde non ci sarà più nessuna luna
tranne questo ago della solitudine
cristallo sperduto in cima alla foresta sorda
specchio del passato che ulula
come se fosse un branco di lupi
affamati a mezzanotte
e si infrange triste e pallido
tale quale un sole sperduto
fuoruscito
dalla propria orbita
infilando il filo
l’asse delle mie agonie

                                                     roma, 4 aprile, 2019

*

giochi senza (li)miti

il sangue si addensa solo con le torce

verso il cielo sollevate
per abitudine apparecchiamo la tavola
con battaglie perse per regni sconfitti
con salmone vino caviale
e natura morta

e con parole proibite
che non si devono pronunciare

perché solo l’illusione ci nutre
e tutto quello che è niente
e tutto quello che è di nessuno

buttati via da tutti i lati del mondo
inarrivabili ladri di tempi
inghiottiamo solo i nostri inganni

ma mai
le nostre verità
Fotografia di proprietà dell'autore.
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