Giovanni Ibello - Inediti dai 'Dialoghi con Amin' - poemetto vincitore del Premio Fiumicino 2018 (sezione opera inedita)

IBELLOGiovanni Ibello (Napoli, 1989), vive e lavora a Napoli come avvocato. Nel 2017 ha pubblicato per Terra d’Ulivi il suo primo lavoro in versi, "Turbative Siderali" (premio Como opera prima, finalista al premio Ponte di Legno e al Camaiore proposta). L’opera è stata recensita su diversi blog e riviste letterarie. È redattore di Atelierpoesia.it e collabora con il blog di poesia della Rai di Luigia Sorrentino. Le sue poesie sono state tradotte in Spagna, Messico, Colombia, Grecia e Romania. Nel 2018 si aggiudica il premio Poesia Città di Fiumicino per l’opera inedita.

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Giovanni Ibello 
Inediti

Dai Dialoghi con Amin - poemetto vincitore del Premio Fiumicino 2018 (sezione opera inedita).

*

Un debole fiammato
l’umore dell’alba sulle gru.
Belve cadenti
questo è il solo nostro arsenale:
il daimon dello spreco
stelle allucinate
frammenti di temporale.
Amin, è quasi giorno,
ecco l’ignota rovina.
Oltre la vetrata
flagelli di margherite:
l’amore è la mia tirannia.

 

*

 

Amin, è quasi giorno,
è la resa dei fuochi invernali
l’ectoplasma del divenire.
Dio, gheriglio di stella
insegnaci a svanire
poco a poco
insegnaci il dialogo amoroso
tra i picchi delle braci
e l’arpionata notte.
Adesso è tutta luna nuova
mentre ancora
tiri a sorte la vena
dio anatema,
ti sfiori trasognato le palpebre…
Quanti millimetri ci separano dal buio?

 

*

Utero incendio

Amin, il volo a trapezio dei cormorani è un alfabeto senza luna. Avrai una stella di cenere sul fianco, uno stecco di mezzaluce. Una spilla conficcata nel cuore di neve, la tua parola sarà l’inganno, la Mesopotamia dell’invisibile: uno che batte furiosamente il viola dei polsi sulla rena. Fermati, fermati primavera.






Fotografia di proprietà dell'autore. 



 

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