Poesia italiana

Laura Turci - Inediti (dialetto romagnolo)

TURCILaura Turci è nata e vive a Meldola, un paese in provincia di Forlì. Scrive in dialetto meldolese. Presso la casa editrice "Il Ponte Vecchio" di Cesena ha pubblicato la raccolta "Al carvaj" (Le crepe) nel 2006, seguita nel 2012 dalla ristampa dello stesso volume con l'aggiunta di altre nuove poesie. Sempre nel 2012 è parte dell' antologia "Minorities not minority", una raccolta di poeti dialettali romagnoli tradotti in inglese, edito dalla casa editrice gallese " Cinnamon Press", in collaborazione con la casa editrice "Moby Dick" di Faenza. Nel 2013 alcune poesie sono state pubblicate sulla rivista "RAK" (Revue aktualnej kultury) di Bratislava, tradotte in slovacco da Dagmar Crocanova. Nel 2014 è presente nell'antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie "L' Italia a pezzi" a cura di M. Cohen, V. Cuccaroni, G. Nava, R. Renzi, C. Sinicco, ed edita da Gwinplaine. Nel 2015 partecipa all'antologia di poeti dialettali traduttori "Con la stessa voce" edita da LietoColle ed a cura di P. Marelli e M. Noris. Sue poesie sono apparse su varie riviste in cartaceo ed on-line come "La Lùdla", "Confini", "Argo", "Perigeion", "Versante ripido".

e-max.it: your social media marketing partner
Laura Turci
Inediti


dal dialetto romagnolo




*

AGÒST

Int la cisìna dl' uratôri
Insdé int la pânca a d' là dla mia
u j è do sôri,
cun la curòna de rusèri int al mân,
la pêla léssa,
i cavél binc pitné ben.
U pè ch' u gl' épa druvèdi sol e' temp.
Al ciacara a basa vósa ad ròbi alziri,
a pens mè,
cumpagna babìni
prema ch' l' inveja la lezion.
La maèstra incù
l' è la Madòna dl' Asunzion
ch' la guèrda drétta, sânza sparzion,
cun e' côr avért purtè sóra e' stì bon,
ch' la dis, u pè ch' la degga:
l' amor ch' un cambia
e ch' un fà cambiè
l' è compagna e' sol ad znèr,
ch' l' arlùs,
mo un n' arschèlda.



AGOSTO

Nella chiesina dell' oratorio
sedute sulla panca al di là della mia
ci sono due suore,
con la corona del rosario nelle mani,
la pelle liscia,
i capelli bianchi ben pettinati.
Sembra che le abbia usate solo il tempo.
Parlano a bassa voce di cose leggere,
penso io,
come bambine
prima che inizi la lezione.
La maestra oggi
è la Madonna Assunta
che guarda dritta, senza disperazione,
con il cuore aperto portato sopra il vestito buono,
che dice, sembra che mi dica:
l' amore che non cambia
e che non fa cambiare
è come il sole di gennaio,
che riluce,
ma non riscalda.



*

UTÒBAR

À j aveva da dèt
Una mela ingarnèda,
spachèda int e' mez
da una carvaja
ch' la pareva una frida,
tropa fata par stè d' astè.
Pr' un ciochè t' e fat, o det,
un abràz, un bes, un quèl,
la s' è verta da par sè.
E t' e magnè un garnêl,
sanza pinsè che e' pôc
u po' tnì indrenta e' purasé,
e' prema, e' dop,
la radisa, e' fior,
la carvaja, l' amor.




OTTOBRE

Avevo da darti
Una melagrana,
spaccata nel mezzo
da una crepa
che sembrava una ferita,
troppo matura per aspettare.
Per un qualcosa che hai fatto, o detto,
un abbraccio, un bacio, una parola,
si è aperta da sola.
E hai mangiato un chicco,
senza pensare che il poco
può contenere il molto,
il prima, il dopo,
la radice, il fiore,
la crepa, l' amore.



*


ABRÌL

À j o vést i murùs
a e' prinzìpi.
I arluséva,
cum' i sânt int i quedar
de tarsent, glupé d' ôr,
int un mond sanz' ombri
parchè i l' à fat ló,
d' arnôv,
e i l' à rimpì d' amor.
E j aveva d' atònd
Cum' un' èria d' abril,
un vent ch' u cantéva,
cum' un' aqua alzira
ch' la piôv e ch' la n' ariva
a tuchè tëra,
de tânt ch' la j è fena,
e ch' la s' fa int un vapor
ad stêla.
Int e' su paradis
I sent cun la boca
E cun al mân,
e tot quèl ch' i tóca
u s' fa bon,
tot quèl ch' i dis
u s' avéra.



APRILE

Ho visto gli amanti
al principio.
Risplendevano,
come i santi nei quadri
del trecento, avvolti d' oro,
in un mondo senza ombre
perché lo hanno fatto loro,
di nuovo,
e lo hanno riempito d' amore.
E avevano attorno
Come un' aria d' aprile,
un vento che cantava,
come un' acqua leggera
che piove e non arriva
a toccare terra,
da tanto che è fine,
e che si disfa in un vapore
di stella.
Nel loro paradiso
Sentono con la bocca
e con le mani,
e tutto quello che toccano
si fa buono,
tutto quello che dicono
si avvera.




Fotografia di proprietà dell'autrice.
e-max.it: your social media marketing partner

Aggiungi commento


IL CENTRO CULTURALE “DON BERNINI
E
IL COMUNE DI BORGOMANERO
organizzano
IL VENTISEIESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO


REGOLAMENTO:
Leggi tutto...

Ultimo Numero

copertina Atelier 95

International

Phronein

PhroneinCover

Phronein nr. 3

Newsletter


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.