Paola Mancinelli - Anteprima editoriale de "La resa del grazie" Ladolfi Editore 2019

MANCINELLIpaolaPaola Mancinelli (Taranto, 1974). Approfondisce gli studi filosofici e teologici ottenendo il titolo di Magistero in Scienze Religiose. Artista visuale, la sua ricerca si rivolge alla poesia e alle installazioni di arte contemporanea. Ha esposto in mostre personali, collettive e di gruppo. Ha pubblicato il libro d’artista Poesia, tempo presente. La parola e il tempo, per la collana editoriale “i quaderni del concetto” ideata da Cosessantuno Artecontemporanea, Print Me Editore, Taranto 2014. È presente nell’antologia poetica Parole Sante, Kurumuny Edizioni, Calimera (Le) 2015 e nell’antologia poetica Il corpo, l’eros, Giuliano Ladolfi Editore 2018. È presente nel testo Close up. 0.10 Atti introspettivi, di Sara Liuzzi, Gangemi Editore 2018. Fa parte della redazione online della rivista «Atelier», trimestrale di poesia, letteratura e critica, per la quale cura il progetto di arte e poesia “Visuale sul Novecento”.

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Paola Mancinelli
La resa del grazie, Ladolfi Editore 2019

Prefazione di Giovanna Rosadini

Dalla quarta di copertina:
Dire grazie (rendere grazie) significa in primo luogo riconoscimento di un interlocutore, di un’alterità che si pone in dialogo e relazione con la nostra soggettività, e quindi ricezione, accettazione e restituzione. E certamente la principale caratteristica della poesia di Paola Mancinelli risiede nella sua fiduciosa apertura alla vita e al mondo, in una miracolosa saldezza interiore trasfusa sulla pagina (Giovanna Rosadini).


*

Dalla sezione: Chàris o della lode resa



Grazie per la scrittura
per il segno, antico tratto
di parola taciuta, calco dell’umano
nera carezza di muro
soffio eterno di cenere e grafite
memoria di carbone e pigmento
diario primitivo
pulviscolo universale
divina narrazione
grazie per questa incontentabile
tenerezza e insoddisfazione nel sapere
che si fa disarmo e sguardo alto senza fine
grazie per l’arte ed il linguaggio
che obbedienti seguono il destino
grazie per la tenacia del fusto
e la veemenza del tuono
per la perfetta geometria della neve
per il dono del riposo
e il mistero del sonno
per tutte le fragilità che siamo
pieghe millenarie di sorella imperfezione
grazie per l’infinito cosmo
che portiamo dentro come un segreto
minerali e geografie celesti
tracciati nelle vene, noi stelle domiciliate
in attesa del ritorno, sfere cadute
e claudicanti nella perfetta nostalgia del rincasare
grazie per la notte e la sua pazienza di candela
per il suo silenzio di madre che ninna
dopo le faccende e a tutti rimbocca la fatica
grazie per il mattino e la sua luce di promessa
per gli incontri voluti e inaspettati
per il cielo, maestro alto di sguardi
per la terra che lenta accoglie e ospita
manto gravido di fiore e di lava
per il fuoco vivo dell’ingegno
e il suo bagliore primordiale
di creazione e di progetto
grazie per i nostri cari
dai quali discendiamo e senza i quali
non saremmo. Per tutto questo e molto altro
di meraviglioso e caro
occorre ora e sempre ringraziare.




*

Dalla sezione: Piccolo dizionario della cura

Ti faccio casa
pane nel forno quando arrivi
faccio spazio
varco nel petto
miracolo quotidiano
tra le delusioni del giorno
ti dico tutte le cose accadute
e quelle che ancora non sono.
Metti il tuo poco nel mio
facciamoci largo
in questa pasta di cielo
l’abbraccio non ha peso
ma è aria di fiamma
che trema
come prima di un incontro
il bacio che ti devo
per essere viva.




*



Povera è la voce che non trema
non traballa come fiamma al soffio
del respiro. Fammi l’estate dei gelsi
nel balsamo-madre cuci il canto
di tutte le ferite, il palpitante esodo dei flutti
rifila, annoda, tessi, dirigi certa
con ago che cura
un bisso di secoli amari
canovaccio per smarrimenti
sottile imbastitura
matassa di fragile stirpe
dacci ora parole di mussola
piccole nicchie di sutura
paternamente avvolgi le nostre mancanze,
riannoda i fili, riavvolgi, compatta, rammenda
l’identità spezzata
rocchetto dai milioni di giri
ricomponi la forma universale
il disegno d’origine, l’arazzo primordiale
ordito d’uomo che procede muto
ricamo emozionale
rifugio di tutti gli scarti
ogni cosa rinnova e spera.



Fotografia di proprietà dell'autrice. 


 

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