Poesia italiana

Francesco Tripaldi - Un inedito

tripaldiFrancesco Tripaldi, nasce in Basilicata a Tricarico (MT) il 27 maggio 1986. Frequenta il liceo classico Q. O. Flacco di Potenza, si laurea in legge e si specializza all'Università di Bologna. Nel 2015 si trasferisce a Milano dove, attualmente, esercita la professione di avvocato.

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Francesco Tripaldi
Un inedito


POESIA + IVA

Se la mia mente fosse il vagone silenzio del Frecciarossa
potrei fare schhhhh ai miei pensieri
ed avere un confronto costruttivo
con la realtà che mi circonda.

     A questa poesia va aggiunta l’Iva.

Pensi che sia facile per me
vivere sereno sapendo che
tra preso e perso
tutto dipende dalla posizione della “erre”? Soprattutto se parliamo di treni!?

Pensi che sia facile per me
riuscirei a tollerare
la sfrontatezza del piccione
che nella più tronfia inconsapevolezza
vive a petto in fuori in piazza Duomo?

Pensi che sia facile
hackerare la scatola nera di Dio
e sfidare la sua ira?!

     A questa poesia va aggiunta l’Iva.

Pensi che sia facile per me
vivere sereno conoscendo
le difficoltà degli asiatici
nella pronuncia della “erre”?

     Soprattutto se si parla di lutti, soprattutto se si parla di elezioni?

Pensi che sia facile per me
tollerare che la schiavitù
sia ancora il modello di business
più scalabile in assoluto?

     A questa poesia va aggiunta l’Iva,

Pensi che sia facile per me
gettarmi tra le braccia di una musa
o di una venere qualunque
per scrivere due frasi,
che tanto non significano niente,
e star qui, davanti a voi
a cercare comprensione?
Pensate che mi piaccia?

     La mia venere è Afrodite,
     ma di Milo,
     e non ha braccia.

Perciò, se qui non riconoscete
il mio precipitare,
il mio bisogno di dormire
senza l’ansia di sognare,
se non riuscite a vedere
il mio corpo crivellato dai fori
che mi hanno fatto le parole
non avete capito che la poesia
è una cosa viva

     alla poesia va aggiunta l’IVA,

e voi siete tutti evasori.


Fotografia di proprietà dell'autore.

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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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