Poesia italiana

Daniela Attanasio - Tre Inediti

52599336 1136840603157247 2134471804058599424 nDaniela Attanasio, romana, ha pubblicato sei libri di poesia: La cura delle cose, Empiria 1993, Sotto il sole, Empiria 1999 (Premio Dario Bellezza e Premio Unione Scrittori Italiani), Del mio e dell’altrui amore, Empiria 2005 (Premio Camaiore), Il ritorno all’isola, Nino Aragno Editore 2010 (Premio Sandro Penna), Di questo mondo, Nino Aragno Editore 2013 (Premio della Giuria Viareggio), Vicino e visibile, Nino Aragno Editore 2017.
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Daniala Attanasio
Tre inediti



Quella cosa che chiamiamo anima
non si è accorta subito della tua scomparsa, il corpo sì.
All’inizio qualche puntura, una frustata al petto
come bere acqua ghiacciata con quaranta di febbre.
Sono rimasta interdetta dai colpi di silenzio che riempivano la stanza,
sempre più vicina a cedere agli inganni della fede,
all’eco che arriva dalle onde elettromagnetiche del cosmo.
Ricordo le tue parole poco prima di morire:
lascio, hai detto, vado da un’altra parte,
esco dalla città...


*

Eppure sento ancora il suono del battito
un colpo, una pausa, un colpo
ma faccio fatica a restare sdraiata. Le braccia sono aperte
sul lenzuolo notturno di settembre ancora caldo.
Sono le prime ore del mattino a schiudermi gli occhi
a coprire di brividi il corpo
raccartocciato nel letto come una foglia di platano.

Ecco l’odore forte del cane, il suo pelo bagnato,
le lenzuola sporche. Dalla finestra vedo un altare di nuvole
ma non si scorgono dèi impietosi, solo cornacchie
schierate su aste di antenne che giorno dopo giorno
trasformano quella batteria di ferro ossidato
nel fermo immagine della solitudine


*

Si può dire che la poesia scorra ripida come l’acqua
quando scende a pioggia o si chiude a getto in una pozza,
che rispecchi un taglio di luce anche quando i colori sbiadiscono,
che sia una rotazione dei sensi, una contraffazione dell’amore
osservato dagli occhi di Narciso -
ma la sua mirabile stravaganza è negli strappi della forma,
nella solitudine della nascita



Fotografia di proprietà dell'autore.

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VENTICINQUESIMO PREMIO LETTERARIO
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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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