Poesia estera

Marcin Świetlicki – tre poesie (traduzione di Riccardo Campion)

SWIETLICKI

Marcin Świetlicki (Piaski, presso Lublino, 24 dicembre 1961) è un poeta, narratore e musicista polacco. Ha studiato polonistica all'Università Jagellonica di Cracovia, dove vive e lavora.È stato redattore del settimanale Tygodnik Powszechny. Assieme ad altri esponenti della poesia polacca contemporanea come Marcin Baran, Marzena Broda e Jacek Podsiadło proviene dalla Generazione Brulion, così chiamata dall'omonima rivista letteraria e culturale che fu tra il 1986 e il 1999 la vetrina delle nuove tendenze artistiche nazionali. Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, tra cui Zimne kraje (Paesi freddi, 1992), Schizma (Scisma, 1994), 37 wierszy o wódce i papierosach (37 poesie sulla vodka e le sigarette, 1996), Trzecia połowa (La terza metà, 1996), Pieśni profana (Canti di un profano, 1998), Wiersze wyprane (Poesie lavate, 2002), Nieczynny (Chiuso, 2003), Muzyka środka (La musica di mezzo, 2006). È fondatore, leader e cantante del gruppo rock Świetliki (Le lucciole).È stato insignito di vari riconoscimenti, quali il premio Georg Trakl (1991), il premio della Fondazione Kościelski (1996), il premio Jan Twardowski (2007) e il premio letterario Gdynia (2009). In Italia alcune sue poesie sono apparse, nella traduzione di Grzegorz Kowalski, sulla rivista «Pagine», 3 (XIV), settembre-dicembre 2003. Una scelta di suoi componimenti, tradotti da Alessandro Amenta, è contenuta nell'antologia Inattese vertigini (Udine, Forum, 2010). :
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Marcin Świetlicki
(inediti)
traduzione dal polacco di Riccardo Campion


Tak powiedział alkohol

Nocą rozszedłem się we wszystkie strony,
Aby się zbudzić w wielu różnych łóżkach,
by nie pamiętać, że umarłem. Noszę
przy sobie od niedawna zapasową parę
skarpetek i koszulkę na zmianę, szczoteczkę
do zębów, wszystko po to, żeby nie pamiętać,
że umarłem, a także by mieć dom gdziekolwiek.

Ona znienacka objęła mnie przez sen,
dwukrotnie wymówiła obce imię,
tak czule, że nieomal się zdecydowałem
przyjąć to imię, wziąć sobie tę czułość.
Ale umarłem i wyszedłem stamtąd,
i nadal idę poprzez wietrzną próżnię.
Ale umarłem – i jeśli znajduję

miejsce na sen – to mocno przytulam poduszkę,
krzyczę w poduszkę swoje imię martwe,
krzyczę w poduszkę swoje imię martwe.
.


Styczeń

_____________________dla Marcina Barana
.
:
Nowa energia wstrząsa zabitymi.
Znajdują sobie pracę, mieszkanie, kobietę.
Ze ścian zdrapują farbę.
Malują drzwi i okna.
Wchodzą do łóżka i drżą.
Ich kobiecie się zdaje, że oni są w niej,
a oni drżą, po prostu.

Gorączka

Długo pościł, a Bóg
nie przyjął postu.
Bez uzasadnień. Mógł,
lecz nie przyjął. Po prostu.

Pod powiekami
biała gorączka.
gdyby anioła spotkał –
to z nim zwarłby się,

ale ciebie napotkał.
.

.
(traduzione dal polacco di Riccardo Campion)
..

.
Così parlò l'alcol

Stanotte mi sono sparso in ogni dove
per svegliarmi in molti letti diversi,
per non ricordare che sono morto. Da qualche
tempo porto con me un paio di calze
e una maglietta di ricambio, uno spazzolino
da denti, tutto per non ricordare
che sono morto, e per avere una casa da qualche parte.

Lei all'improvviso mi ha abbracciato nel sonno,
due volte ha pronunciato il nome di un altro,
con tanto affetto che ero quasi deciso
a fare mio quel nome, quell'affetto.
Ma sono morto e me ne sono andato,
e ancora vado nel vuoto ventoso.
Ma sono morto, e se trovo un posto

per dormire stringo forte il cuscino,
grido nel cuscino il mio nome morto,
grido nel cuscino il mio nome morto.
.

.
Gennaio

__________________________per Marcin Baran
.
.
Una nuova energia anima gli uccisi.
Si trovano un lavoro, una casa, una donna.
Raschiano la vernice dalle pareti.
Dipingono porte e finestre.
Entrano nel letto e tremano.
Alle loro donne sembra di averli dentro,
ma quelli tremano soltanto.

Febbre bianca

Digiunò a lungo, ma Dio
non accettò il digiuno.
Senza ragione. Avrebbe potuto
ma non lo fece. Tutto qui.

Sotto le palpebre
la febbre bianca.
Se avesse incontrato un angelo
lo avrebbe stretto forte,

ma si è imbattuto in te.



Marcin Świetlicki (Piaski, presso Lublino, 24 dicembre 1961) è un poeta, narratore e musicista polacco. Ha studiato polonistica all'Università Jagellonica di Cracovia, dove vive e lavora.È stato redattore del settimanale Tygodnik Powszechny. Assieme ad altri esponenti della poesia polacca contemporanea come Marcin Baran, Marzena Broda e Jacek Podsiadło proviene dalla Generazione Brulion, così chiamata dall'omonima rivista letteraria e culturale che fu tra il 1986 e il 1999 la vetrina delle nuove tendenze artistiche nazionali. Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, tra cui Zimne kraje (Paesi freddi, 1992), Schizma (Scisma, 1994), 37 wierszy o wódce i papierosach (37 poesie sulla vodka e le sigarette, 1996), Trzecia połowa (La terza metà, 1996), Pieśni profana (Canti di un profano, 1998), Wiersze wyprane (Poesie lavate, 2002), Nieczynny (Chiuso, 2003), Muzyka środka (La musica di mezzo, 2006). È fondatore, leader e cantante del gruppo rock Świetliki (Le lucciole).È stato insignito di vari riconoscimenti, quali il premio Georg Trakl (1991), il premio della Fondazione Kościelski (1996), il premio Jan Twardowski (2007) e il premio letterario Gdynia (2009). In Italia alcune sue poesie sono apparse, nella traduzione di Grzegorz Kowalski, sulla rivista «Pagine», 3 (XIV), settembre-dicembre 2003. Una scelta di suoi componimenti, tradotti da Alessandro Amenta, è contenuta nell'antologia Inattese vertigini (Udine, Forum, 2010). :

Fotografia di proprietà dell'autore

Riccardo Campion (Alessandria, 1966) ha studiato letteratura polacca all'Università di Genova, allievo di Pietro Marchesani. Ha effettuato soggiorni di studio all'Università di Varsavia e si è specializzato in filologia slava con una tesi di laurea sulle redazioni slavo-occidentali e rutene dei codici biblici slavi. Ha conseguito un master in traduzione e ha al suo attivo numerose esperienze di viaggio e lavoro nell'Europa orientale. Traduce da varie lingue fra cui il russo e il polacco. Ha collaborato come traduttore e redattore a ricerche storiografiche e progetti di ricerca universitari in ambito sociologico.

 

 

 

 

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Commenti   

#1 Marco Di Pasquale 2014-12-17 15:33
I due secondi testi brillano maggiormente di luce propria ma l'eco di certo espressionismo, nelle immagini e nelle strutture versificatorie, è fortemente udibile, lasciando un non so che di scipito in bocca... però interessante.

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