Poesia estera

Milan Dobricic - tre inediti (traduzione dell'autore e di Francesco Tomada)

DOBRICICMilan Dobricic è nato a Belgrado nel 1977. Si è laureato in letteratura serba presso l'Università di Belgrado. È fra i fondatori della casa editrice TrećiTrg e del Festival Internazionale di Poesia e Letteratura di Belgrado. Lavora come traduttore dall'inglese e dall'italiano. Suoi lavori in prosa e poesia sono stati tradotti e pubblicati in oltre dieci lingue straniere. Ha pubblicato diversi lavori in prosa e le raccolte di poesia Pressione (2006), Mettendo in ordine il cervello di qualcuno (2006), Benedetti perdenti (2009), Poesia lirica e altre cose (2013) e Attimi di tempo che rendono i santi sublimi (2015). Partecipa a festival letterari in tutto il mondo. 

e-max.it: your social media marketing partner

Milan Dobricic
(inediti)
traduzioni dal serbo dell'autore con la collaborazione di Francesco Tomada


 

OLUJA
Milan Dobricic O
Prva grmljavina
daleka
i potmula

Svaka naredna
bliža

Sevaju nebeski blicevi
gromoglasan aplauz

... a padale su svu noć
neke teške bombe nad Beogradom



TEMPORALE

Il primo suono del tuono
remoto
e ovattato

ognuno di quelli che seguono
è più vicino

le luci celesti stanno lampeggiando
un suono tonante come di applauso

...e per tutta la notte le bombe pesanti
hanno continuato a cadere su Belgrado.

 


TALAS
Milan Dobricic 03
Dok se žena zaleće u policijski auto
i aktivira eksploziv
ranjavajući dva policajca i slučajne prolaznike,
iza ugla staklo na prozoru sprata
podrhtava,
malo dalje uz ulicu ljudi zastaju i okreću se
za praskom,
a iza sledećeg ugla mladi mirno sede u kafiću,
piju i smeju se,
slušaju udare ritam mašine.


ONDA

Mentre una donna corre verso l'auto della polizia
e attiva l'ordigno,
ferendo due poliziotti e dei passanti casuali,
dietro l'angolo il vetro di una finestra al piano superiore
trema,
un po' più in là lungo la strada la gente si ferma e si volta
guardando in direzione dello scoppio,
e dietro l'angolo seguente dei giovani siedono tranquilli al bar,
bevendo e ridendo,
ascoltando il ritmo di una batteria elettronica.


SAŠI
Milan Dobricic
Kad si se pojavio posle toliko godina
bio si neko drugi:
zreo, zbog godina borbe,
mršav, zbog bolesti,
cinik, zbog nemoći.
Bio si vreća puna bolova
koju su otvarali da bi je zatvorili,
slegnuli ramenima,
slagali.
Digli ruke.
Pokušao si sve,
uzeo i ono što si znao
da ćeš iza ugla odmah baciti.
Spakovao se,
pogledao me,
zagrlio me,
i rekao: valjda ćemo se videti uskoro.
Hoćemo.


A SAŠA

Quando sei ricomparso dopo tanti anni,
eri un altro:
maturo, a causa di anni di lotta,
dimagrito, a causa della malattia,
cinico, a causa della tua debolezza.
Il tuo corpo era una borsa riempita di dolore,
aperta soltanto per essere richiusa,
seguita da un'alzata di spalle,
da bugie.
Si sono arresi.
Hai provato di tutto,
anche a
prendere ciò che sapevi
per gettarlo via dietro a un angolo.
Hai fatto i bagagli,
mi hai guardato,
abbracciato,
e hai detto: vedrai, ci rivedremo presto.
Sicuro.


Milan Dobricic è nato a Belgrado nel 1977. Si è laureato in letteratura serba presso l'Università di Belgrado. È fra i fondatori della casa editrice Treći Trg e del Festival Internazionale di Poesia e Letteratura di Belgrado. Lavora come traduttore dall'inglese e dall'italiano. Suoi lavori in prosa e poesia sono stati tradotti e pubblicati in oltre dieci lingue straniere. Ha pubblicato diversi lavori in prosa e le raccolte di poesia Pressione (2006), Mettendo in ordine il cervello di qualcuno (2006), Benedetti perdenti (2009), Poesia lirica e altre cose (2013) e Attimi di tempo che rendono i santi sublimi (2015). Partecipa a festival letterari in tutto il mondo.

Fotografia di proprietà dell'autore

Francesco Tomada (1966). Suoi testi sono apparsi su numerose pubblicazioni, antologie, plaquettes in Italia, Austria, Slovenia, Canada, Francia, Slovacchia, Svizzera. Ha pubblicato L'infanzia vista da qui (Gorizia, Sottomondo, 2005; rist. 2006) ) e A ogni cosa il suo nome (Sasso Marconi, Le Voci della Luna, 2008 – Premio Città di Salò, Premio Il Litorale, Premio Baghetta, Premio Anna Osti, Premio Gozzano, Premio Percoto).  E' organizzatore o coordinatore di svariate manifestazioni centrate sulla poesia. Vive a Gorizia. Del 2015 è la raccolta di poesia Portarsi avanti con gli addii (Rimini, Raffaelli)

 

 

 

 

 

 

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

Aggiungi commento


VENTICINQUESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO
 

Ecco i finalisti

Ultimo Numero

ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

International

Phronein

Newsletter


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.