Poesia estera

Peter Semolič – due inediti

SEMOLIC-1Peter Semolič, è nato a Ljubljana nel 1967. E' autore di sei libri di poesia Tamarisk (1991), The Roses of Byzantium (1994), House Made of Words (1996), Circles Upon the Water (2000), Questions About the Path (2001) and Border (2002). Ha ricevuto molti premi per il suo lavoro, inclusi i due più importanti in Slovenia  lo Jenko's Poetry Prize e il Prešeren Prize.

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Peter Semolič
(inediti)
traduzione dallo sloveno di Michele Obit


PONOVITVE

Svet je za zdaj še prazen in skoraj neviden
pod črnim nebom.
Rabiva zvezde, rečeš, in jih s čarobnim prstom
napikaš v praznino.
Potem izrišeš sonce in luno in snop svetlobe,
ki pada od sonca na luno.
Z božajočo kretnjo svoje desnice vzvaloviš pokrajino
in sredi nje ustvariš tolmun v obliki srca.
To je najin kotiček, rečeš, najina presečna množica,
in me povabiš sabo v toplo in vendar osvežujočo vodo.
Sploh ne vem, kdaj si posadila rože in drevesa
in grmovje – temno zeleni rob,
ki naju loči od vsega, kar v tistem hipu nisva midva.
Če sploh obstaja kaj, kar nisva midva ...
Če je sploh obstajalo kaj, kar nisva bila midva ...

Toliko let kasneje, privezan k mizi kot Tateov opičjak,
poskušam ponoviti tvoje kretnje –
majhna lesena koča sredi brezovega gaja,
pred njo ogenj, v katerem prasketajo koruzni storž,
zgodnji kostanj, nikoli dogorjeni spomini nate.

......................................................Ljubljana, 17. oktober 2011

Trenutki bližine

Ta veter! Od kod se je vzel in zakaj ne
izgine nazaj na ledene ploščadi?
Stojimo pred hišo, v kateri so punce
in fantje prebirali pesmi o tem, da
je svet še vseeno sestavljen in nov.
Premlevamo torej nenadni obrat

v doživljanju zidka in naših, od mraza
in pivskih konzerv tresočih se rok. Tu
je skoraj tako, mi prišepneš, kot leta
devetnajsto štiriindvajset v Parizu –
razbijanje težkih kladiv in pa krik
duha, ki zahteva svobodo za vse,

in ne zgolj za sebe. Ne vem, če se strinjam
z vrnitvijo v varno naročje metafor,
a v tem z mesečino oblitem trenutku
sem skoraj pripravljen verjeti v karkoli,
zakaj ne potem v domišljijo in tek
po strehah v prihodnost in nočno nebo?

Preprosto si lepa, pomislim in ali
bo jutro še zmerom tako darežljivo
s pomeni in s skoraj že mistično vrsto
bližine ... Izpijamo pivo, medtem ko
nas veter dviguje in nosi v kraj,
brezimen in poln resnične krvi ...

.......................................................Ljubljana, 31. januar 2012

 


(traduzione dallo sloveno di Michele Obit)

RIPETIZIONI

Il mondo è per ora ancora vuoto e quasi invisibile
sotto il nero cielo.
Ci vorrebbero stelle, dici, e con il dito magico
fai dei punti nel vuoto.
Poi disegni il sole e la luna ed un fascio di luce
che cade dal sole sulla luna.
Con un gesto amorevole della mano destra tracci l'onda del paesaggio
ed al centro di esso crei un tonfano a forma di cuore.
Questo è il nostro piccolo spazio, dici, la nostra massa longitudinale,
e mi inviti a te in una calda ma rinfrescante acqua.
Proprio non so quando hai piantato i fiori e gli alberi
e gli arbusti – un ciglio verde scuro
che ci separa da ogni cosa non siamo in quel momento.
Se davvero esiste qualcosa che noi due non siamo ...
Se è mai esistito qualcosa che non siamo stati ...

Anni dopo, legato ad un tavolo come lo scimmione di Tate,
provo a ripetere i tuoi gesti –
un piccolo rifugio in legno al centro di un bosco di betulle,
davanti ad esso il fuoco nel quale crepitano le pannocchie di granoturco,
le prime castagne, i ricordi mai arsi di te.

......................................................Lubiana, 17 ottobre 2011

Attimi di affinità

Questo vento! Da dove è capitato e perché non
se ne torna nelle pianure ghiacciate?
Stiamo davanti alla casa nella quale ragazze
e ragazzi hanno letto poesie che parlavano di come
il mondo sia ancora comunque complesso e nuovo.
Riconsideriamo dunque l'inaspettata svolta

mentre sperimentiamo il muricciolo e le nostre, per
il freddo e le lattine di birra, mani tremanti. Qui,
mi sussurri, è quasi come nel
millenovecentoventiquattro a Parigi –
la rottura di martelli pesanti e poi il grido
dell'anima che richiede libertà per tutti,

e non solo per sé. Non so se convieni
con il ritorno al sicuro abbraccio delle metafore
ma in questo attimo illuminato dal chiaro di luna
sono quasi pronto a credere a qualsiasi cosa,
e perché no all'immaginazione e alla corsa
per i tetti nel futuro e nel cielo notturno?

Sei semplicemente bella, penso, e sarà
il mattino sempre così generoso
con i significati e con il già quasi mistico ordine
di affinità... Sorseggiamo una birra, mentre
il vento ci solleva e trasporta in un luogo
senza nome e pieno di vita reale ...

.......................................................Lubiana, 31 gennaio 2012



Peter Semolič, è nato a Ljubljana nel 1967. E' autore di sei libri di poesia Tamarisk (1991), The Roses of Byzantium (1994), House Made of Words (1996), Circles Upon the Water (2000), Questions About the Path (2001) and Border (2002). Ha ricevuto molti premi per il suo lavoro, inclusi i due più importanti in Slovenia  lo Jenko's Poetry Prize e il Prešeren Prize.

Foto di Mojca Pišek

Michele Obit (1966) vive a San Pietro al Natisone (Udine). Ha pubblicato le raccolte poetiche Notte delle radici (1988), Per certi versi / Po drugi strani (1995), Epifania del profondo / Epiphanje der Tiefe (Austria, 2001),  Leta na oknu (2001), Mardeisargassi (2004), Quiebra-Canto (Colombia, 2004), Le parole nascono già sporche (2010) e Marginalia/Marginalije (Lubiana, 2010).

Ha tradotto in italiano i più importanti poeti sloveni delle giovani generazioni e scrittori come Miha Mazzini, Aleš Šteger e Boris Pahor.

 

 

 

 

 

 

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VENTICINQUESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO
 

Ecco i finalisti

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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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