Poesia estera

Tuğrul Tanyol - da "Poesie (2006-2014) - (traduzione di di Nicola Verderame e Margherita Macrì)

TANYOLTuğrul Tanyol (Istanbul, 1953) ha studiato Sociologia alla Bosphorus University ed è Professore Associato alla Yeditepe University di Istanbul. E' considerato una delle figure più importanti della poesia turca contemporanea ed è critico e saggista. Negli anni '80 ha collaborato alla pubblicazione di due delle riviste più influenti dell'epoca: Üç Çiçek e Poetika. Ha inoltra collaborato alla pubblicazione del magazine d'arte "E" e dal 2000 al 2004 è stato consulente editoriale della casa editrice YKY. E' stato inoltra nel collegio dei direttori delle riviste Kitap-lıkCogito e Sanat Dünyamız. E' stato tra i fondatori del Beyoğlu Poetry Festival di Istanbul e dell'International Poetry Festival. Nel 1985 ha vinto il prestigioso premio Necatigil per la poesia. All'attivo ha sette raccolte di poesie poi convogliate nel volume Collected Poems 2000-1971 (Yapi Kredi Yaynlari). Nel Gennaio 2015 è apparso il volume Gelecek Günlerin Şarabı ("Il vino dei giorni a venire" - Ibid.) suscitando molto clamore, contenendo la raccolta dei testi dedicati agli avvenimenti di Gezi Park e alla figura di Erdogan, cosa inaspettata da colui che è considerato il più puro e lirico dei poeti turchi viventi. A breve sarà disponibile la prima antologia in lingua italiana tradotta e curata da Nicola Verderame e Margherita Macri.

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Tuğrul Tanyol
da Poesie (2006-2014)
traduzione dal turco di Nicola Verderame e Margherita Macrì


Dudaklarında Kan Damlası

TANYOL Gelecek Günlerin Şarabıkuşlarla örtülüyor üstüm
aşkın şafağında şimdi yalnızca savaş var
ve tüyden pabuçlarıyla dans eden kral
bakıyor aklın penceresinden deliliği görüyor
kuşlarla örtülüyor üstüm
dallarım onların sessizliğiyle kuruyor

bu güneye bakan bir pencere
lodosla açılmış içersi mercan kokuyor
bir çocuk kitap okuyor
bir kadın tığ örüyor
ah! bir şiir geçiyor içimden
sonra bu diken
gibi parlayan ışık
ani bir körlük gibi örtüyor aşkı

odam oraya bakıyor
rüzgârın çınladığı yere
sisin içinde
usulca bir gül yüzüyor
kılıç şimdi her zamankinden keskin

dağılan incinin
gözbebeğinden yansıyor hâlâ
birkaç kan damlası
gülen dudaklarında

 

 

La goccia di sangue sulle tue labbra
Tuğrul Tanyol 04
su di me si addensano gli uccelli
all'alba dell'amore c'è solo guerra
e il re calza piume e danza
e follia vede dalle finestre della mente
gli uccelli mi sono addosso
il loro silenzio prosciuga i miei rami

volge a sud questa finestra
la spalanca lo scirocco e giunge l'odore del corallo
un bambino legge un libro
una donna ricama all'uncinetto
ah! mi viene una poesia
questa luce poi che luccica come una spina
ricopre l'amore di una paura improvvisa

l'uomo guarda là
dove il vento suona
una rosa nuota adagio
nella nebbia
la spada è più affilata che mai

e ancora la perla caduta
si riflette nelle tue pupille
poche gocce di sangue
sulle tue labbra sorridenti

 

 

Crescendo
Tuğrul Tanyol 05
açık pencereden dökülen müzik
avlunun çıplak taşlarına düşüyor
taşları siyah ve beyaz
renklere dönüştürüyor

taşların üzerinde oynayan çocuk
seçerek atıyor adımlarını
geriliyor zemin,
zıplayarak bazen
bir mesafe koyuyor
arasına sevincin

duvara yapışıp kalan kedi
sıçrıyor şaşkınlıkla
ta ötelere kaçıyor güvercin

çocuğun üzerinde koştuğu taşlar
dev bir dalgaya dönüşüyor birden
bir deniz kızı oluyor, bir köpük, bir gölge
kanatlı bir at
açık kalmış pencereden fırlıyor
çarpıyor yüzümüze,
beklenmedik bir öpücük gibi hayat

 

 

Crescendo

la musica ricade dalla finestra aperta
si spande sulla pietra nuda del cortile
sassi bianchi e neri
si colorano

il bambino gioca sulle pietre
calibrando i passi
e il terreno si ritira,
talvolta saltellando
si allontana
dalla gioia

il gatto sta appiccicato al muro
quindi scatta sconcertato
il colombo vola via
il bambino corre sui sassi
che in un istante si fanno grandi onde
sirene, spume e un'ombra,
un cavallo alato
vola dalla finestra aperta
sbatte sul nostro viso,
la vita
è un bacio inatteso

 

 

Yalnızca bunun için

                       Keşke yalnız bunun için sevseydim seni
                                        C.S.
Tuğrul Tanyol 06
biz bir zamanı paylaştık
yalnızca bunun için sev beni
ay gidiyor bak, bulut
çocuğun gözlerinde eriyor.
o çocuk bizim olabilirdi
yalnızca bunun için sev beni

şimdi uzak kış günleri yarasını sarıyor
ben bunalıyorum, bazen unutkanlık oluyor.
aynı şeylere gülüp geçiyoruz
aynı şeylerle hüzünleniyoruz.
biz oradaydık, yüzyılımız bitti
yalnızca bunun için sev beni

rastlantı hep oradadır biz çarpana kadar
ya da bir dalgayla çıkar gelir
doğumlara bakarız, umuda, sevinçlere
yoksulluğu bir çiçek gibi göğsüne takar biri.
biz onlara bakarken yaşlanmışız
yalnızca bunun için sev beni

bir adam duvara bir şeyler çizip gitse
biz o çizgiden onun gittiği yolları bulabiliriz
o yoldan bir dağa çıkmıştı Sinan
o yoldan geçmişti Mahir'le Deniz
hiç unutur muyum, unutulsa bile şimdi
yalnızca bunun için sev beni
yalnızca bunun için sev beni

biz bir zamanı koşarcasına paylaştıktı
zaman değişti, değiştik biz de
sevgilim, kardeşim, dostum, yaşıtım!
o çocuk biz olabilirdik, işte,
yalnızca bunun için sev beni

 

 

Solo per questo

                          Se solo ti avessi amata, anche solo per questo
                                                           C.S.
Tuğrul Tanyol 03
abbiamo condiviso un tempo
anche solo per questo amami
la luna se ne va, guarda, la nuvola
si scioglie negli occhi di un bambino.
bambino che poteva essere il nostro
anche solo per questo amami

i giorni dell'inverno andato si cingono le ferite
io sono smarrito, capita di smarrire la memoria.
ridiamo per le stesse cose
le stesse cose ci turbano.
eravamo là, ma il nostro secolo è passato
anche solo per questo amami

il caso resta là, finché non ci scontriamo
o osserviamo le nascite che l'onda scopre
quando si ritira, la speranza e la gioia
e chi si appunta al petto la miseria come un fiore.
scrutando tutto questo siamo invecchiati,
anche solo per questo amami

se un uomo tracciasse una linea sul muro
quella ci porterebbe sulle sue orme
da quella strada Sinan era salito al monte
da quella strada erano passati Mahir e Deniz
si può dimenticare? anche se fosse,
anche solo per questo amami
amami anche solo per questo

abbiamo condiviso il tempo delle corse
il tempo è cambiato e così noi
amata, sorella, compagna, donna del mio tempo!
quel bambino potevamo essere noi
anche solo per questo amami


 

Tuğrul Tanyol (Istanbul, 1953) ha studiato Sociologia alla Bosphorus University ed è Professore Associato alla Yeditepe University di Istanbul. E' considerato una delle figure più importanti della poesia turca contemporanea ed è critico e saggista. Negli anni '80 ha collaborato alla pubblicazione di due delle riviste più influenti dell'epoca: Üç Çiçek e Poetika. Ha inoltra collaborato alla pubblicazione del magazine d'arte "E" e dal 2000 al 2004 è stato consulente editoriale della casa editrice YKY. E' stato inoltra nel collegio dei direttori delle riviste Kitap-lık, Cogito e Sanat Dünyamız. E' stato tra i fondatori del Beyoğlu Poetry Festival di Istanbul e dell'International Poetry Festival. Nel 1985 ha vinto il prestigioso premio Necatigil per la poesia. All'attivo ha sette raccolte di poesie poi convogliate nel volume Collected Poems 2000-1971 (Yapi Kredi Yaynlari). Nel Gennaio 2015 è apparso il volume Gelecek Günlerin Şarabı ("Il vino dei giorni a venire" - Ibid.) suscitando molto clamore, contenendo la raccolta dei testi dedicati agli avvenimenti di Gezi Park e alla figura di Erdogan, cosa inaspettata da colui che è considerato il più puro e lirico dei poeti turchi viventi. A breve sarà disponibile la prima antologia in lingua italiana tradotta e curata da Nicola Verderame e Margherita Macri.
Fotografia tratta dal sito de La Casa della Poesia di Como.
  
Nicola Verderame è Doctoral Fellow presso la Berlin Graduate School Muslim Cultures and Societies, dove conduce una ricerca sull'architettura ottomana. Cura il blog "Defter - Poesia turca contemporaneaturca " dedicato ai poeti viventi che si esprimono in turco. Per Atelier ha tradotto le poesie del poeta turco-cipriota Mehmet Yashin

Margherita Macrì è laureata in Filologia, linguistica e Letteratura, lavora come redattore ed editor free lance per diverse case editrici del panorama nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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