Poesia estera

Cees Nooteboom - da "Licht overal" (Traduzione di Gandolfo Cascio)

NOTEBOOM

Cees Nooteboom (L'Aja, 1933) è uno dei maggiorri scrittori della letteratura contemporanea in lingua neerlandese. La sua preparazione culturale è di matrice cattolica e fondata sullo studio delle letterature classiche e la storia dell'arte: fatti che contribuiranno non poco alla sua formazione e all'interpretazione del suo lavoro. Sebbene sia anche saggista, poeta e drammaturgo, la sua opera è maggiormente conosciuta per i suoi reportage di viaggio e per i romanzi. Il suo debutto è del 1955 con Philip en de anderen. Da allora molti suoi testi sono stati tradotti in Italia da Feltrinelli e Iperborea.

 

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Cees Nooteboom

da Licht overal 

(Amsterdam, De Bezige Bij, 2012)
Traduzione dall'olandese di Gandolfo Cascio

 

 

Avond

 

                                           in memoriam Hugo Class

 

De blauwe stoel op het terras, koffie, avond,
de euforbia reikend naar afwezige goden,

vol himwee naar de kust, alles een alfabet

van geheime verlagens, dit is zijn

laatste gezicht voot her duister,

 

het floers in zijn hoofd. Hij weet,

verdwijnen zullen de vormen van woorden,

in zijn kelk aleen nog maar droesem,

de lijnen niet meer verbonden

 

die vroeger gedachten waren,

hier komt geen woord meer

dat waar is. Vergruisde grammatica,

bewogen beelden zonder brug,

 

van de wind het geluid

maar niet meer de naam,

iemand heeft het gezegd

en de dood lag op tafel,

 

een trage debiende, wachtend

in de gang, dom lachend,

bladerend in zijn krant

met ontzinde berichten.

 

Dit alles weet hij, de euforbia,

de blauwe stoel, de koffie op het terras,

de dag die hem langzaam omwikkelt

ed dan met hem wegzwemt,

een zachtmoedig die

 

met zijn prooi.

 

 

 

La sera

                                          in memoria di Hugo Claus

La sedia blu nel bar all'aperto, il caffè, la sera,
l'euforbia che protende verso gli dei assenti,
con tanta nostalgia della costa, tutto è un alfabeto
di desideri nascosti, questa è la sua
ultima immagine prima delle tenebre,

il velo sul suo viso. Lo sa,
le forme delle parole scompariranno,
nel suo calice solamente la feccia,
le linee che prima formavano pensieri

non connetteranno,
qui nessuna parola sarà più
vera. Una grammatica frantumata,
immagini mobili senza un appiglio,

del vento solo il rumore
ma è scomparso il nome,
qualcuno l'ha detto
e il morto giaceva sulla tavola,

un inserviente stanco, mentre aspetta
nel corridoio, ride come uno stupido,
sfogliando il giornale
pieno d'inutili notizie.

Lui sa tutto, l'euforbia,
la sedia blu, il caffè al bar all'aperto,
il giorno che lento l'ha avvolto
e poi se n'è nuotato via insieme a lui,
un animale mansueto


con la sua preda.

 

 

Figuur

 

De bloem van de hiniscus duurt een dag,

ster van kortstonding vuur in tegenspraak

van tuin en hemel, de man daarin een lichaam

dat zich weert, als elke bloem.

 

Wat hij niet weet: hoewaar dit alles is.

Is deze figuur wel echt

die in de laatste schijn van sterren buiten zit,

de bloem niet ziet, zich schroeit

aan het koud lich en in de tijdelijke

ochtend bloemen raapt van

zwarte grond en wijkt voor het geweld

van zonlich?

 

De zin van rouw die in hem woekert

herdenkt een vriend, een vriendschap

die zijn maat verliest

tussen zo veel vergaan.

 

Wai zit daar nu, een man of een gedicht?

 

De postamn in zijn gele hemd fietst tot het hek,

vertelt de wereld, geeft zijn brief af

aan een levende, weer niets van rouw of ziel.

Hij ziet de rode bloemen op de grond,

zegt het wordt heet vandaag,

verdwijnt dan in het licht

 

ed dit gedicht.

 

 

Figura

Dura un giorno il fiore dell'ibisco,
stella d'un fuoco fugace in contrasto
al cielo e il giardino, l'uomo lì dentro è un corpo
che s'oppone, come ogni fiore.

Quello che lui non sa: dov' e com'è tutto ciò.
È vera questa figura
che se ne sta all'aperto alla tarda chiarìa delle stelle,
non vede il fiore, s'infiamma
alla fredda luce e nel breve
mattino raccoglie fiori
dal terreno nero e scansa la violenza
della luce solare?

La percezione del lutto che lo strozza
commemora un amico, un'amicizia
che perde il suo compagno
nel bel mezzo di tanta putrefazione.

Chi va là, un uomo o una poesia?

Il postino in camicia gialla pedala fino al cancello,
racconta il mondo, consegna la lettera
a un vivo, e non sa niente di lutti né dell'anima.
Vede i fiori rossi a terra,
e dice che oggi farà caldo,
e poi scompare nella luce

e in questi versi.

 

 

Ungaretti

 

                               Mi tengo a quest'albero mutilato


Ik von je gedicht,

tweetalig, op de Mercat de Sant'Antonì

in Barcelona. Italiaans, Catalaans.

 

Nut zit ik met drie woordenboeken

en vertaal 'I Fiumi', 'De Rivieren',

geschreven in Cotici, 16 augustus 1916,

de vergeten oorlog die jij nooit meer

vergat.

 

De monumenten, bajonetten, heldhaftige gezichten,

treurende vrouwen, zijn pathetish geworden,

Somme, Seda, Isonzo,

alles voor het vaterland,

het verdriet verwenen met de overlevenden.

 

Alleen jij bent niet weg.

Je loopt niet zoals op oude films

met die vernederende dribbel, nee,

je gaat langzaam naar de rivier

als een jonge soldaat

en gaat in het water liggen

als in een graf van water

en slaapt.

 

L'Isonzo scorrendo                L'Isonzo fluint
mi levigava                              m'esmerilava
come un suo sasso                coma còdol del seus

 

Het water van de rivier

stroomt om je heen,

je wordt gestreeld en gekneed,

gepolijst als een kiezel.

 

Dan sta je op

el loopt het beeld uit

over het water

en knielt als een bedoeïen

voor het volgende shot

bij je vervuilde uniform,

en ziet, zeg je zelf, wat je bent,

een gehoorzame vezel van het universum.

 

Een naakte man aleen bij snelstromend

water, Apolinaire, Owen, Graves, Ungaretti,

poëzie gaat nooit over die ene oorlog

maar altijd over

de.

 

 

Ungaretti

                               Mi tengo a quest'albero mutilato

Trovai la tua poesia,
con testo a fronte, al Mercat de Sant'Antoní
a Barcellona. Italiano-catalano.

Ora me ne sto qui con tre vocabolari
e traduco I fiumi, De Rivieren,
scritti a Cotici, il 16 agosto 1916,
la guerra dimenticata che tu non dimenticasti
mai.

I monumenti, le baionette, facce come d'eroi,
donne afflitte, ormai patetiche,
il Somme, Sedan, l'Isonzo,
tutto per la patria,
il dolore scompare con i superstiti.

Solo tu rimani.
Non te ne vai come nei vecchi film
a passettini veloci e umilianti, no,
te ne vai piano al fiume
come un giovane soldato
e ti distendi nell'acqua
come in un'urna d'acqua,
e dormi.

L'Isonzo scorrendo                L'Isonzo fluint
mi levigava                               m'esmerilava
come un suo sasso                coma còdol del seus

 

L'acqua del fiume
ti scorre tutt'intorno
t'accarezza e plasma,
ti leviga come un ciottolo.

Poi t'alzi
e l'immagine scompare
sull'acqua
e ti chini come un beduino
per il prossimo colpo
sulla tua uniforme sporca,
e vedi – sei tu a dirlo – ciò che sei:
una docile fibra dell'universo.

Un uomo nudo e solo nella corrente
dell'acqua, Apollinaire, Owen, Graves, Ungaretti,
la poesia non parla mai d'una guerra
ma sempre
della.



Cees Nooteboom (L'Aja, 1933) è uno dei maggiorri scrittori della letteratura contemporanea in lingua neerlandese. La sua preparazione culturale è di matrice cattolica e fondata sullo studio delle letterature classiche e la storia dell'arte: fatti che contribuiranno non poco alla sua formazione e all'interpretazione del suo lavoro. Sebbene sia anche saggista, poeta e drammaturgo, la sua opera è maggiormente conosciuta per i suoi reportage di viaggio e per i romanzi. Il suo debutto è del 1955 con Philip en de anderen. Da allora molti suoi testi sono stati tradotti in Italia da Feltrinelli e Iperborea.

 

Fotografia tratta da Teinteresa.es

 

Gandolfo Cascio insegna Letteratura italiana e Traduttologia all'Università di Utrecht. Il suo campo di ricerca è la poesia. Ha pubblicato la monografia Michelangelo in Parnaso (2013) e la raccolta di saggi Variazioni romane (2011). Tra gli altri, ha tradotto Catullo, Frank O'Hara, Dylan Thomas, Marianne Moore, Elizabeth Barrett Browning, Emily Dickinson 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti  

#1 Pina Veroli 2014-11-20 15:53
Una poesia così malinconica, così protesa al vivere e al morire. Bellissima la chiusa dei versi dedicati ad Ungaretti.
Orgoglio italiano...

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