Poesia estera

Alejandra Szir - Inediti (Traduzione a cura di Patrizia Filia)

SZIRALEJANDRA SZIR (Buenos Aires, 1971) vive e lavora nei Paesi Bassi. È scrittrice, traduttrice, insegnante di spagnolo e coordinatrice di laboratori di scrittura creativa. Nel 1987 ricevette una menzione d'onore per il suo romanzo Memorias de Ana Juana (Prima Biennale Giovani di Buenos Aires, giuria Adolfo Bioy Casares). I suoi volumi di lirica pubblicati sono Extrañas palabras (1998, menzione d'onore concorso Diario de Poesía 1997), Suecia (2006, Premio Nazionale per poeti in erba) e Cuaderno (2009). Sono state pubblicate sue liriche nelle antologie Poetas Argentinas, 1961-1980 (2007) e Si Hamlet duda le daremos muerte (2010). Nell’ambito degli studi olandesi e latino-americani all’Università di Leida, ha rivolto la sua attenzione al poeta e romanziere olandese Jan Jacob Slauerhoff e ai suoi viaggi in Argentina; il suo saggio del 2017, Las fronteras del yo. Entre señora, prostitutas, indios y gauchos, ne rappresenta il risultato. Nel 2018 ha collaborato col poeta Antonio Cruz alla redazione del numero monografico della rivista letteraria spagnola Ravenswood Magazine, De todos modos la vida entera está perdida; numero dedicato alla vita e all’opera di Slauerhoff.

 

PATRIZIA FILIA (St. Jean de Maurienne, 1953) vive e lavora nei Paesi Bassi dal 1982, dopo aver trascorso vent’anni a Torino. È regista teatrale, scrittrice e traduttrice. Ha pubblicato in Olanda il monologo Medea (1996); la raccolta poetica De schaduw van het park (2013); il dialogo Sapfo (2015); il ricordo In de Mokumse jaren (2016); Negli anni di Mokum (2017) e nel 2018 il ciclo poetico Astarte. Sempre nello stesso anno escono le edizioni De eenzamen / Il solitario con poesie di Jan Jacob Slauerhoff e Blues con poesie di Kees Klok.

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Alejandra Szir
Inediti 

 

traduzione dallo spagnolo di Patrizia Filia




*



NOI CHE COSTRUIMMO

Noi che costruimmo la Svezia
usammo legno
forse del bosco.
Non ci sono fiordi in Svezia?
E pescammo salmoni
e i sentieri
vedemmo Bergman dall’età di cinque anni.
Noi che costruimmo la Svezia
siamo come il medico del The Kingdom
con la fierezza di un dominio perso
ma ancora con un paese abbastanza grande
dove galoppano le renne.
Non come i danesi
che sono vicini però lontani
e che persero tutti i loro domini.
Noi che costruimmo la Svezia.
Che bel nome per un movimento.
Solo noi potemmo pensarlo.
Noi che
costruimmo
come pure vivemmo
distruggemmo
e le nostre case sono di legno
di dentro e di fuori
e saune.

Noi che costruimmo la Svezia
con l’aiuto dei suoi boschi
renne trainano
slitte col legno.
Noi viviamo sulla terra
e in Svezia.


NOSOTROS QUE CONSTRUIMOS

Nosotros que construimos Suecia
usamos madera
quizás de bosques.
¿No hay fiordos en Suecia?
Y pescamos salmones
y los caminos
veíamos Bergman desde los cinco años.
Nosotros que construimos Suecia
somos como el médico de The Kingdom
con el orgullo de un dominio perdido
pero todavía con un país lo suficientemente grande
donde galopan los renos.
No como los daneses
que están cerca pero lejos
y que perdieron todos sus dominios.
Nosotros que construimos Suecia.
Qué bello nombre para un movimiento.
Sólo lo podríamos pensar nosotros.
Nosotros que
construimos
también vivimos
destruimos
y nuestras casas tienen madera
por dentro y por fuera
y saunas.

Nosotros que construimos Suecia
con ayuda de esos bosques
los renos empujando
trineos con madera.
Nosotros vivimos en la tierra
y en Suecia.





*


Potrei mangiare tutte le torte

Potrei mangiare tutte le torte
che comprai per il tuo compleanno.
Potrei andarmene ora
senza lasciare nessun messaggio
potrei rinchiudermi in camera
e non parlarti più.
Oppure potrei
nominare persone
solo per ferirti.
Potrei adottare un gatto
per poi abbandonarlo.
Potrei rompere tutti gli orologi
non andare più a scuola
dimenticare i miei appuntamenti.
Potrei decidere di non andare mai via da qui
per non tornare, per non visitare.
Potrei dimenticare tutti
gli amici e i nemici.
Potrei spegnere il riscaldamento
e lasciare che tutte le tubature ghiaccino.
Potrei insultare tutti i tuoi cari
assenti o presenti
fare lo stesso con i miei
chiamarli per telefono, insultarli.
Potrei ferire ogni essere vivente
ma la mia tristezza
è ancora più grande.



Podría comerme todas las tortas

Podría comerme todas las tortas
que compré para tu cumpleaños.
Podría irme ahora
sin dejar ninguna nota
podría encerrarme en el cuarto
y no hablarte más.
O podría decirte
nombres de personas
tratar de lastimarte sólo con eso.
Podría adoptar un gato
para luego abandonarlo.
Podría romper todos los relojes
suspender mis clases
olvidar mis citas.
Podría decidir no salir jamás de aquí
ni para regresar, ni para visitar.
Podría olvidarme de todos
los amigos y los enemigos.
Podría apagar la calefacción
y dejar que las cañerías se congelen.
Podría insultar a todos los tuyos
ausentes o presentes
hacer otro tanto con los míos
llamarlos por teléfono, insultarlos.
Podría lastimar a todo ser viviente
pero mi tristeza
es aún más grande.



*


LAGGIÙ

I giorni di caldana continuano.
L’acqua del lago pare petrolio.
Alle nove non ci sono più conigli
all’alba hanno già paura.
L’erba è secca e non mi bagna
le scarpe da ginnastica
non macchiano i calzini
la gente si è presto stufata d’andare al lago.
Il trattore che liscia la sabbia arriva più tardi.
E sei andata via.
Ne capisco il motivo.
Eppure andasti via.
L’unica persona che mi capiva.
Ora così lontana.
M’immergo.
Alghe erano cresciute, le schivo.
Una palla da golf mi colpisce in testa.
Una palla da golf galleggia sull’acqua.
Il trattore inizia a stridere
è ora d’asciugarsi
d’andarsene
sapendo esattamente
dove.



DOWN UNDER

Los días de calor pasaron y siguen.
El agua del lago parece petróleo.
No hay más conejos a las nueve
ya tienen miedo al amanecer.
El pasto está seco y no me moja
las zapatillas
no destiñen en las medias
hasta la gente se cansó de ir al lago.
El tractor que alisa la arena pasa más tarde.
Y vos te fuiste.
Puedo entender cómo.
Igual te fuiste.
La única persona que me entendía.
Ahora tan lejos.
Me sumerjo.
Crecieron algas, las esquivo.
Una pelota de golf me golpea la cabeza.
Una pelota de golf flota en el agua.
El tractor empieza a chillar
es hora de secarse
e irse
sabiendo exactamente
adónde.



*


FLORES

Se i tuoi occhi fossero i miei
allora tu saresti.
Di nuovo saresti.
Non posso essere cinica.
Costruisco i miei giorni senza il tuo aiuto.
Troveresti simpatiche solo le mie decisioni
impulsive
e mi ferisce la risata di uno sconosciuto.
Ma no.
Ciò che ci lega
è la nostra indipendenza.
Anche se ha poca importanza.
Furono le tue decisioni
ed ora sono le mie.
Vediamo quasi con gli stessi occhi.
Vedo un corvo su un tetto nero.
Nero su nero su nuvole bianco-grigie.
E tu vedi il parco, la casa,
vedi noi.
I giorni, ciò che non ho.


FLORES

Si tus ojos eran los míos
entonces estás.
Otra vez estás.
No puedo ser irónica.
Construyo mis días sin tu ayuda.
Sólo mis decisiones abruptas te caerían
simpáticas
y me lastima la risa de un desconocido.
Pero no.
Lo que nos une
es nuestra independencia.
Aunque eso no tiene importancia.
Fueron tus decisiones
y ahora las mías.
Vemos casi con los mismos ojos.
Yo veo un cuervo sobre un techo negro.
Negro sobre negro sobre las nubes grises-blancas.
Y vos ves el parque, la casa,
nos ves.
Los días, lo que yo no tengo.




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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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