Poesia estera

Stella Timonidou - Tre poesie (traduzione di Patrizia Filia)

Foto Stella TimonidouStella Timonidou nacque nel 1946 a Salonicco. I suoi anni d’infanzia li trascorse nel paese di Lahanas per poi tornare con la famiglia nella sua città natale. Nel 1969 si laureò in Lingua e Lettere inglese all’Università Aristotele. Dopo aver trascorso un anno a Londra, andò ad insegnare nelle scuole medie, prima a Goumenissa e in seguito a Salonicco. Nel 1984 insegnò nella Scuola Sperimentale dell’Università di Salonicco. Nel 1987 ottenne una borsa di studio Fulbright per partecipare al seminario di Studi Americani all’Università del Minnesota. È in quella città che conobbe il suo futuro marito, lo storico e poeta olandese Kees Klok. Dal 1989 fino al 1995 lavorò a Düsseldorf nell’Ufficio per l’Educazione greca, e nel 1996 a L’Aja, all’Ambasciata greca. Si dedicò inoltre alla scrittura di articoli di linguistica e letteratura, e alla scrittura e traduzione di poesia. Oltre alla sua lingua materna parlava e scriveva correttamente in inglese, tedesco, francese e olandese. Tradusse dall’inglese e dal neerlandese diversi poeti, tra i quali Eijkelboom, Buddingh’, Herzberg, Alvi e Hotz. Le sue traduzioni apparvero su diverse riviste letterarie greche. Curò insieme al marito una corposa raccolta di scritti d’autori ciprioti tradotti in neerlandese, raccolta che venne pubblicata nel 2004 come numero unico sulla rivista letteraria fiamminga Kruispunt. Del marito tradusse in greco il saggio storico Afrodite e Europa, traduzione pubblicata nel 2005 dalla University Studio Press di Salonicco. Intraprese il progetto di tradurre il romanzo Max Havelaar dell’autore olandese Multatuli, romanzo già apparso in diverse lingue ma non ancora in lingua greca. Non riuscì portare a termine il suo progetto perché nel settembre 2007 le diagnosticarono un tumore. Muore nel dicembre dello stesso anno nella città olandese di Dordrecht. È sepolta a Lahanas, nel suo paese d’infanzia. Nel 2009 esce la sua raccolta di poesie Eindeloze nachten.


Patrizia Filia, nata nel 1953 in Francia da genitori italiani, è regista teatrale, drammaturga, scrittrice e traduttrice. Vive e lavora in Olanda dal 1982, dopo aver trascorso vent’anni a Torino. Di lei sono stati pubblicati in Olanda il monologo Medea (1996); la raccolta poetica De schaduw van het park (2013); il dialogo Sapfo (2015); il ricordo In de Mokumse jaren (2016); la versione italiana del ricordo Negli anni di Mokum (2017). Nel 2018 sono uscite le edizioni bilingue dei florilegi De eenzamen/Il solitario con poesie di Jan Jacob Slauerhoff; Blues con poesie di Kees Klok. Nello stesso anno è uscito inoltre Il suo ciclo poetico Astarte, edizione bilingue di Kop leeg e Testa vuota, pubblicati rispettivamente nel 2015 e 2017.

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Stella Timonidou
Tre poesie
traduzione di Patrizia Filia


NOTTI INFINITE

Sonno, vieni e coglimi,
dammi pace,
conducimi ad altri orizzonti,
mutami in una limpida stella
nel firmamento.

Oggi vi vedrò e condividerò
i vostri piaceri e fastidi.
Faremo quattro chiacchiere
perché sappiamo che i morti
vivono tra i vivi.

EINDELOZE NACHTEN

Slaap, kom en neem mij op,
geef mij rust,
breng mij naar andere horizonten,
verander mij in een heldere ster
aan de hemel.

Vandaar zal ik jullie zien en meeleven
met jullie genoegens en problemen.
We zullen een praatje maken,
want we weten dat de doden
leven onder de levenden.


*

GIORNI DI NATALE

Lascia piuttosto che nevichi.
Non posso andare da nessuna parte,
solo guardare
dalla mia finestra.
Grazie ai miei occhi
posso godere un pochino
dell’aria di natale.
Lascia che nevichi.
Volevo preparare
i melomakarona, volevo addobbare
un vero albero di natale.
Ahi, volevo, volevo...
ma lascia che nevichi.

KERSTDAGEN

Laat het liever sneeuwen.
Ik kan nergens heengaan,
alleen maar kijken
door mijn raam.
Dankzij mijn ogen
kan ik een beetje
van de kerstsfeer genieten.
Laat het sneeuwen.
Ik wilde melomakarona
maken, ik wilde een echte
kerstboom versieren.
Ach, ik wilde, ik wilde...
maar laat het sneeuwen.

*


PRIMA

Prima sognavo
campi verdi con soli d’oro.

Prima pianificavo
come volevo vivere.

Prima la mia vita era
flusso d’acqua chiara, cristallo.

Ora mi perdo in domande
senza ottenere risposte.

Ora vivo alla giornata,
dipendente da tutti.

Ora la mia vita pende
ad un filo sottile.

OOIT

Ooit droomde ik me
groene weiden met gouden zonnen.

Ooit maakte ik plannen
hoe ik wilde leven.

Ooit was mijn leven
helder stromend water, een kristal.

Nu verlies ik me in vragen
zonder antwoorden te krijgen.

Nu leef ik met de dag,
van iedereen afhankelijk.

Nu hangt mijn leven
aan een dunne draad.
Fotografia di proprietà dell'autore.
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