Poesia estera

John Taylor (traduzione di Marco Morello) - da Remembrance of Water & Twenty-FiveTrees (2018)

12065505 10200914513182218 4094425976968930167 nJohn Taylor è scrittore e traduttore. Nato nel 1952 a Des Moines (Stati Uniti), vive in Francia dal 1977. È autore di racconti, prose brevi e di poesie. Tra i suoi libri più recenti: The Dark Brightness (2017), Grassy Stairways (2017) e Remembrance of Water & Twenty-FiveTrees (2018). In italiano sono usciti, nella traduzione di Marco Morello: Gli Arazzi dell’Apocalisse (Hebenon, 2007), Se cade la notte (Joker, 2014) e L’oscuro splendore (Mimesis-Hebenon, 2018). Portholes (Oblò) è in uscita nell’autunno 2019 per Pietre vive edizioni. Ha tradotto dal francese diversi poeti tra cui Philippe Jaccottet, Pierre-Albert Jourdan, Pierre Chappuis, Pierre Voélin e José-Flore Tappy. Nel 2013 ha vinto il premio dell’Academy of American Poets per un progetto di traduzione delle poesie di Lorenzo Calogero: An Orchid Shining in the Hand: Selected Poems 1932-1960 (Chelsea Editions, 2015). Recentemente, ha tradotto Libretto di transito di Franca Mancinelli: The Little Book of Passage (Bitter Oleander Press, 2018).
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John Taylor - Traduzione di Marco Morello
da "Remembrance of Water & Twenty-FiveTrees (2018)"


The Pin Oak

no ancient tree
chance encounter
in some dark woods
of walnut and oak
and poison ivy

a mere seedling
bought in a nursery
out of town

you are only five
an ordinary town
an ordinary Saturday

no longer ordinary

nor this tree

at least that afternoon

its roots wrapped
in burlap and twine

and we open that bundle
like a present

open that afternoon

suddenly you are older
almost a stranger to yourself

your father shoveling out
a half-sphere of soil
and telling you about geometry

your bare hands plunging
into the wormy dirt

secretly you taste the soil
as if for the first time

knowing you are tasting
something
anything
on this earth

somehow makes you alive
or more alive

almost a stranger to yourself
who is none other
than yourself

you and yourself
you and the earth

what was that feeling
or state of mind
what was it
that recurred now and then

as you grew up for ten years
alongside that tree
also growing up
but taller faster than you

its bronze leaves falling
sprouting again
green
when springtime comes

as needs to happen

you left
never returned to that backyard
never forgot

the name of that tree

the pin oak

with its bundle of roots
wrapped in burlap


LA QUERCIA DI PALUDE

nessun albero antico
incontro casuale
in qualche bosco scuro
di noci o querce
ed edere velenose

una semplice pianticella
comprata in un vivaio
fuori città

hai solo cinque anni
una città ordinaria
un sabato ordinario

non più ordinario

e neanche quest’albero

almeno in quel pomeriggio

le sue radici avvolte
in tela di juta e spago

e noi apriamo quel fagotto
come un regalo

apriamo quel pomeriggio

improvvisamente sei più vecchio
quasi un estraneo per te stesso

tuo padre che spala via
una semisfera di terra
parlandoti di geometria

le tue mani nude tuffate
nello sporco verminoso

di nascosto assaggi la terra
come se fosse la prima volta

sapendo che stai assaggiando
qualcosa
qualsiasi cosa
su questa terra

in qualche modo ti rende vivo
o più vivo

quasi un estraneo per te stesso
che non è altri
che te stesso

tu e te stesso
tu e la terra

cos’era quella sensazione
o stato mentale
cos’era
che tornava di tanto in tanto

mentre crescevi per dieci anni
insieme a quell’albero
che anche cresceva
ma più alto più veloce di te

le sue foglie di bronzo che cadono
e ricacciano
verdi
quando torna la primavera
come deve accadere

tu sei andato via
non tornando più in quel cortile
mai dimenticato

il nome di quell’albero

la quercia di palude

col suo fagotto di radici
avvolte nella tela di juta


*

The River Birch

years later
while you are driving by
tearful for your mother
you see the trunk
tripled in girth

brittle birch
of your youth

rare river birch
at least you thought it rare
knew no others

home base for tag
hide-and-go-seek

on your birthday your girlfriend
her friends and yours
toilet-papered it at midnight

as was done back then

the next morning
a chilly October 1st
you and your father
struck wooden matches
lit the dangling ends of toilet paper
the gentle flames flickering
up through the branches

as was done back then

the flying messengers
the burning ascension
the incomplete consummation

ashes fluttering down
like butterflies

like ashes

the best any of us could do
for a ritual a ceremony

celebrating ourselves
not the river birch around which
all these lives were happening

your life was happening

for a while

now you must concentrate

you are unsure you are the one

who can celebrate the river birch

but you are trying
even as your mother would tell you
to put words down on paper
any words
to get started
 

LA BETULLA NERA

anni dopo
mentre stai guidando
in lacrime per tua madre
vedi il tronco
triplicato in circonferenza

fragile betulla
della tua giovinezza

rara betulla nera
almeno tu la pensavi rara
non ne conoscevi altre

casa base per chiapparello
e rimpiattino

al tuo compleanno la tua ragazza
i suoi amici e i tuoi
la rivestirono di carta igienica a mezzanotte

come si faceva allora

il mattino dopo
un gelido primo ottobre
tu e tuo padre
strofinaste dei fiammiferi di legno
per accendere le estremità penzolanti della carta igienica
le fiammelle guizzarono
in alto attraverso i rami

come si faceva allora

i messaggeri volanti
l’ascensione fiammeggiante
la consumazione incompleta

ceneri svolazzavano giù
come farfalle
come ceneri

il meglio che ognuno di noi poteva fare
per un rituale una cerimonia

festeggiando noi stessi
non la betulla nera intorno alla quale
tutte queste vite stavano avvenendo

la tua vita stava avvenendo

per un po’

ora devi concentrarti

non sei sicuro di essere tu quello
che può festeggiare la betulla nera

ma stai cercando
proprio come tua madre ti direbbe
di mettere le parole su carta
qualsiasi parola
per iniziare


*

The Silver Maple [Acer saccharinum]

you scratch the first initial
into the smooth gray bark
with a chip of broken glass
found behind the backstop

the most hidden side
of a silver maple among others
forming a little woods
near the water tower

and the blood you suck
you hadn’t felt the slice
on your index finger
tastes of soil and sweat
and soda sugar from the smashed bottle
or is it beer

and something deep

inside you
in your blood

perhaps

beyond it


L’ACERO ARGENTEO

incidi la prima iniziale
nella liscia corteccia grigia
con una scheggia di vetro rotto
trovata dietro una rete di protezione

il lato più nascosto
di un acero argenteo tra altri
che formano un boschetto
vicino alla torre cisterna

e il sangue che ti succhi
non avevi sentito la scaglia
sul tuo indice
sapori di terra e sudore
e zucchero di bibita dalla bottiglia spaccata
o è birra?

e qualcosa di profondo

dentro di te
nel tuo sangue

forse

anche oltre

(traduzione di Marco Morello)

Fotografia di proprietà dell'autore.
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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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