Recensioni
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Carlangelo Mauro Liberi di dire Edizioni SinestesieCon Liberi di dire Carlangelo Mauro ci dà una seconda serie di Saggi su autori contemporanei, dedicati a poeti del nostro tempo. L’autore, che ha pubblicato numerosi e apprezzati testi di critica letteraria, curato edizioni di scritti giornalistici di Quasimodo mai raccolti in volume, rispetto alla prima serie stavolta amplia il suo sguardo e non si sofferma solo su pochi e riconosciuti poeti, ma analizza i versi di ben tredici autori, alcuni dei quali, pur avendo dato prova del loro valore in opere mature, non sono noti al grande pubblico degli amanti della letteratura. Anche in considerazione del fatto che la poesia, più che leggerla, la si scrive, con la dannosa conseguenza di inflazionare un mercato già di per sé asfittico e di coprire con un vacuo chiacchiericcio le poche voci che meriterebbero di essere ascoltate.
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screenshot.1 «Camminando si fa il sentiero…»

Nota di lettura a Breviario per vagabondi di Giorgio Sica (Giuliano Ladolfi, Collana Perle, dicembre 2017)
di Eleonora Rimolo

Il vagabondaggio è una condizione poetica essenziale che Giorgio Sica dichiara a gran voce di vivere fin dal titolo di questa sua silloge, Breviario per vagabondi, pubblicata da Giuliano Ladolfi per la collana Perle nel dicembre 2017: come un flâneur spinto dall’intima necessità di un’indagine senza posa sulla propria interiorità, nella prima sezione della sua raccolta si mostra inquieto, dolente. Il libro si apre con un testo di morte e allo stesso tempo di rinascita, in cui il Soggetto tenta con un gesto estremo e definitivo di liberarsi della prigione del proprio corpo per tendere e raggiungere l’Assoluto, attraverso uno Streben che mira ad un rapporto di reciproca appartenenza con l’Infinito, con lo Spirito del mondo:
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Pasquale Di Palmo VeneziaPasquale Di Palmo: de rerum Venezia
di Luca Martini


Su Venezia si è scritto moltissimo, ed è dir poco. Esistono guide di tutti i tipi, racconti di viaggio che si perdono nei secoli, diari vari e eventuali, acutissimi memoir, e tonnellate di libri che ibridano su sfondo lagunare racconto e vita vissuta. Poi c'è Fondamenta degli Incurabili (ieri Consorzio Venezia Nuova, oggi Adelphi), del grande poeta di San Pietroburgo Iosif Brodskij, personale ed erratico ritratto scritto sull'acqua di una città d'acqua, saggio sull'esistenza di un luogo incantato, avventura acuminata e barocca nelle ragioni del cuore e nel tempo; tempo che per Brodskij se ha una sembianza ha quella appunto dell'acqua.
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dall aglioCONSIDERAZIONI SU "LE ALLEGRE CARTE" DI FABRIZIO DALL'AGLIO
lettura di Alessio Alessandrini



Il nuovo libro di Fabrizio Dall'Aglio nasce da una primissima contraddizione,  (le contraddizioni sono care al poeta reggiano e caratterizzano il suo verseggiare come fossero dichiarazioni poetiche; ne è un esempio lampante il testo aforistico inserito nella raccolta alla pag. 8 intitolato, CONTRADDIZIONI E SISTEMA  e che suona così:  Non sono le contraddizioni che distruggono il sistema (Hegel lo aveva capito). Sono le fondamenta.),  ovvero quella di essere una raccolta tanto giovane quanto vetusta se, ce lo conferma in nota lo stesso autore, i testi che la compongono hanno più di venti anni ,( risalgono al periodo che va dal 1984 al 1995), e sono postume, per così dire, nel momento stesso in cui vengono alla luce, fedeli a quanto postulato dallo stesso Dall'Aglio in un altro dei suoi folgoranti aforismi:

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micelli cristinaCristina Micelli, A chi scorre, Bologna, Qudulibri, 2017
lettura di Maurizio Mattiuzza


È vero, scorriamo, anche noi . Come attimi e anni o un’acqua viva che scende a cercarsi una foce scivoliamo via. Con le nostre radici che non reggono, le scarpe mai bastate, andiamo, passiamo. Scorriamo negli sguardi, nei ricordi di chi c’era o avremmo voluto ci fosse. Assimilati ai tratti di un paesaggio intravisto da un treno ci stacchiamo, diveniamo un frammento tutte le volte che questo verbo cambia accezione e ci fa oggetto dello sguardo altrui.
Mitgefühl. Forse è questa la parola femmina che Cristina Micelli ci nasconde e svela dentro a queste sue poesie. Lo si intuisce dal titolo, dall’occhio con cui è scritto. Un occhio che ha scelto una nuova e diversa velocità, perché per veder scorrere un altro a noi non resta che andare di fretta o star fermi a guardare.

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beloslava dimitrova la natura selvaggia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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