Recensioni
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guarracino tutto o nienteVincenzo Guarracino, TUTTO O NIENTE, Analisi critica dell’opera di Curzia Ferrari
presentazione di Marco Beck 

(presentazione avvenuta a Palazzo Sormani, Sala del Grechetto, il 14 novembre 2017

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Mauro Liberi di direCarlangelo Mauro, Liberi di dire
una lettura di Pasquale Gerardo Santella

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Latrofa Canzoni del tempoVincenzo Latrofa, Canzoni del Tempo
una lettura di Carlo Picca


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Desideri la figlia della memoriaHo ottenuto quello che volevo
lettura di Giuliano Ladolfi

Con crescente interesse ho letto il romanzo di Adele Desideri La figlia della memoria (Bergamo, Moretti & Vitali, 2016), perché conserva un sapore della verità, della condivisione, della vita. La scrittrice, infatti, rievoca in gran parte un lasso di tempo che corrisponde ai miei ricordi. Il testo, pertanto, mi ha immerso in un mondo ormai scomparso, lontano “tremila anni” dall’esperienza dei nostri giovani e proprio per questo prezioso perché non permette che parte della storia comune vada perduta.

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cruciani piano di evacuazioneCONSIDERAZIONI SU "PIANO DI EVACUAZIONE" DI FLAMINIA CRUCIANI, SAMUELE EDITORE 2017
lettura di Alessio Alessandrini

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SPADONICOPERTINA
NEVIO SPADONI, POESIE (1987-2017) 
Nota di Alex Ragazzini


Nella poesia di Nevio Spadoni, voce tra le più autorevoli in lingua romagnola sulla scia di Guerra, Baldini e Baldassari, appare evidente la presenza continuativa di qualcosa che ricorda la inesauribilità della vita. Inconsciamente e consciamente un’attrazione verso il tema dell’assillo e della sua pacificazione, nella prospettiva umana, e quindi un concetto di vita inesausta, mai finita, tra inverni ed estati. Tez dl’invéran «Coma di tez d’invéran/ ch’i creca int e’ camen/ incù i pinsir/ i va d’ṣgalèmbar./ E dì che da burdël avéva j oc/ sól par la lona.» («Come tizzoni d’inverno/ che scricchiolano nel camino/ oggi i pensieri/ vanno zigzagando./ E dire che da ragazzo avevo occhi/ solo per la luna. »), ed anche Sudór d’Agost «Òna a la vôlta al s’è murtêdi al vóṣ,/ e me a so ’cvè com un uṣël d’arciâm/ cun e’ mi cvêrt ad ros ch’l’à ciap e’ fôrt./ I ghët j à fnì d’sparcê,/ dri e’ rapazì i s’leca./ U m’suda adös st’agost,/ arivaràl un segn?» («Una alla volta si sono spente le voci/ e sono qui come un uccello da richiamo/ con il mio quarto di rosso diventato aspro./ I gatti hanno finito di sparecchiare, / dietro il razzetto per i piedi si leccano./ Mi suda addosso questo agosto,/ arriverà un segno?»), entrambe tratte dalla raccolta Nèsar (2014).

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Secolo Donna 2017: Almanacco di poesia italiana al femminile.
Giovanna Sicari e la necessità della poesia
, Macabor, Francavilla Marittima (CS) 2017, a c. di Bonifacio Vincenzi.
Nota di Eleonora Rimolo
 
Secolo Donna 2017 si presenta come il primo Almanacco della poesia italiana contemporanea al femminile: pubblicato dalla Macabor editore, presso Francavilla Marittima (CS) e curato da Bonifacio Vincenzi, il volume rappresenta un tentativo coraggioso quanto insolito di parlare di poesia al femminile, anche attraverso le voci degli uomini che queste poetesse le hanno conosciute, vissute, amate. Questo primo Almanacco è dedicato alla figura di Giovanna Sicari, una delle voci più incisive della letteratura italiana contemporanea, nonostante siano trascorsi già 15 anni dalla sua prematura scomparsa (il sottotitolo è, infatti, Giovanna Sicari e la necessità della poesia). Di lei, nella prima sezione dell’Almanacco, ci parla in primis Milo De Angelis, che ricorda quell’“idea romantica e ispirata” del suo “atto poetico”. Seguono numerosi interventi: Elio Pecora e Roberto Deidier descrivono rispettivamente il sorriso e il volto di Giovanna, definito come “una casa ospitale, ma anche lo schermo di una sofferenza”. Altre testimonianze che riguardano il suo modo di intendere la poesia come “necessaria” le riportano Biancamaria Frabotta, Luigi Fontanella e Francesca Serragnoli. Giorgio Linguaglossa, invece, contribuisce all’Almanacco con un saggio sulla “poesia significazionista” del primo libro della Sicari, Decisioni. Elio Grasso pone l’accento sulla “stremata fedeltà” che contraddistingueva la poetessa in ogni sua idea o decisione, poiché secondo lei “la vita è questa capacità d’amare di uccidere insieme”. 
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