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Luca Pizzolitto, Dove non sono mai stato (Campanotto editore, 2018) - Lettura di Clery Celeste

PIZZOLITTOLUCA PIZZOLITTO, DOVE NON SONO MAI STATO (CAMPANOTTO EDITORE, 2018) 



Lettura di Clery Celeste

 

Dove non sono mai stato di Luca Pizzolitto, Campanotto editore 2018, è un libro compatto e maturo dal punto di vista stilistico e del contenuto. La lettura dei testi attraverso le diverse sezioni è scorrevole grazie a questa coesione generale del verso e del ritmo. Le poesie si inseriscono una dopo l’altra in quello che sembra un dialogo continuo tra un sé e un tu, in una oscillazione tra un interno riflessivo e un esterno in cui trovano compimento nei gesti le parole e le domande dell’autore. Il ritmo dei testi è ben riconoscibile e rende la voce dell’autore unica e con un timbro vocalico ben preciso, senza salti di tono o insicurezze. In ogni testo c’è sempre un nucleo, un verso, una parola che è il centro e da cui il resto si apre e si allarga la visuale. Questa fluttuazione tra una poesia intimista e una poesia descrittiva permette al lettore di sentirsi parte integrante del libro, dove le domande, la ricerca del percorso giusto da seguire, i dubbi e le certezze prendono vita e entrano nella testa del lettore. Diventano quindi i dubbi e le domande di tutti.

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La versificazione lascia molto respiro, come a ricordarci che la parola deve avere la potenza dell’eco, dove il suono esce e poi ritorna a noi con la capacità che ha l’aria di restituire amplificate le immagini. Uno spazio quindi quello della pagina usato come terreno fertile per la riflessione e il senso di liberazione, le parole hanno bisogno di tempo e aria per fermentare. Dove non sono mai stato è un libro di ricerca continua di equilibrio, un equilibrio che dalla catarsi interiore passa al verso e alle immagini. Il quotidiano si riveste di un significato salvifico, muta lo sguardo verso le cose semplici come corde per la risalita, per la spinta oltre una solitudine che divora come “Restano gli affetti a malapena/ (...) Resta il cane unico sollievo/ in questi giorni di abisso e follia.” La transizione dai luoghi esterni all’intimità più profonda ha il sapore di un passaggio diretto ma senza scarto, come fosse troppo feroce e doloroso indugiare “Due pescatori riannodano le reti./ Tra non molto sarà mattino./ Il tempo in cui sono fuggito./ Le distanze acquisite.”

Un libro questo di Luca Pizzolitto che è una confessione senza rimpianti e senza sconti, ci si toglie tutti i veli e tutte le maschere entrando nei suoi testi. Tutte le scorie e le patine che ci portiamo addosso cadono, questi versi sono un totale e disarmato atto di abbandono “Vorrei non essere mai stato qui./ Tutto il mio niente è diventato/ finalmente qualcosa.” Ecco quindi che Dove non sono mai stato è un libro che dalla necessità dello svuotamento e della purificazione attraversa però un intenso lavoro sul testo che gli permette di creare un luogo di lettura intimo ma comune ed efficace.





 

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