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MERIGGIGiorgia Meriggi è nata a Milano nel 1966. Laureata in filosofia, con una tesi dal titolo “Corpo, ragione, passioni nei romanzi libertini di D.A.F. de Sade”, vive a Milano. Con Stampa Alternativa ha pubblicato nel 2012 Comizi d’amore, insieme a Paolo Pedote. Riparare il viola (Marco Saya Edizioni, 2017) è la sua prima raccolta monografica.

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LIBERALE LAURALaura Liberale (1969) è laureata in Filosofia, e dottore di ricerca in Studi Indologici. Ha ottenuto riconoscimenti in svariati premi di poesia e narrativa. Suoi testi sono apparsi su riviste e antologie. Ha pubblicato, oltre ad alcuni saggi indologici, i romanzi Tanatoparty (Meridiano Zero, 2009), Madreferro (Perdisa Pop, 2012); Planctus (Meridiano Zero, 2015); le raccolte poetiche Sari – poesie per la figlia (Napoli, d’If, 2009) e Ballabileterreo (Ibid., 2011). È inoltre tra gli autori di Nuovi poeti italiani 6 (Torino, Einaudi, 2012). Tiene corsi e seminari di scrittura creativa e di Cultura e Filosofia dell'India. La sua ultima raccolta è La disponibilità della nostra carne (Oèdipus 2017).

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MILLAYLa poeta Edna St. Vincent Millay (1892-1950) fu la più grande di tre sorelle in una famiglia povera, appena sostenuta da sua madre, infermiera itinerante divorziata. Da giovane, ha vissuto vere estremità nella glaciale regione costiera del Maine. Però, è rimasta salva dovuto al talento e alla forte volontà—sia di lei che di sua madre. Per di più, le è stata conferita una borsa di studio universitario da una generosa donna ammiratrice.
Con questi, è salita ad altezze eteree nel mondo della poesia, durante un arco che incluse la prima guerra mondiale, i movimenti americani che produssero leggi di proibizionismo, divorzio, e suffraggio femminile, e gli enormi progressi che indussero agli "anni venti rombanti." Dalla zona piuttosto remota di Camden, Maine, Millay nel Greenwich Village di New York nel secondo decennio del novecento si è di colpo trovata levitata al ruolo di astro della modernità.
Ci si può ben domandare, come si svolgono e come si fa fronte a rapide trasformazioni nella vita personale come nella vita sociale? Nel caso di Millay, è andata subito avanti a forza del suo comportamento teatrale e alquanto civettuolo o magari palesemente intimo con persone influenti, insieme, però, al lavoro sodo, e l'aria che si dava di una convinta donna liberata, un'immagine largamente diffusa tramite la crescente voga delle riviste nazionali. Dichiarava apertamente le sue ambizioni artistiche, disprezzava il ruolo di moglie e casalinga, e abbracciava la libertà sessuale e passionale—anteriormente dominio degli uomini. La risultante figura pubblica insieme al suo innegabile talento mostrato in alcuni volumi di poesia, le meritarono il Premio Pulitzer del 1923.
Le poesie di Millay con anche la sua biografia possono essere quasi percepite come testi sulla liberazione della donna, sia dai punti di vista psicologici e comportamentali della donna, sia dalla perspettiva dell'effetto passionale e sociale sugli altri che l'amavano. Dal punto di vista poetico, Thomas Hardy aveva detto che i sonetti di Millay uguagliavano l'eccellenza architettonica dei grattacieli di New York.
I sonetti qui tradotti sono fra i primi della raccolta Fatal Interview (Colloquio Fatale) pubblicata dopo che Millay aveva vinto il premio Pulitzer, e scritta mentre la poeta si era coinvolta in un'avventura extra-coniugale con un giovane alquanto moderato e riluttante. Nella storia di fondo che si trova nelle biografie, l'avventura passionale si presenta come una necessità artistica—il bisogno di una musa—mentre l'atteggiamento di suo marito, Eugen Boissevain, si rivela come credente idealista nella libertà delle donne e come sostenitore del "matrimonio aperto." Lui accetta che la Millay soddisfi le sue esigenze artistiche—anzi, partecipa, sebbene talvolta con molto disagio, nella sua "sperimentazione."

Introduzione a cura di Laura Klinkon

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IACOVELLA2Nino Iacovella, nato a Guardiagrele nel '68. Ha una formazione socio-economica. Ha riesordito in poesia nel 2013 con Latitudini delle braccia (deComporre, Gaeta). Del 2015 è la plaquette con i primi testi de La parte arida della pianura (Edizioni culturaglobale, Cormons). Ha curato insieme a Sebastiano Aglieco e Luigi Cannillo l'antologia "Passione Poesia – Letture di poesia contemporanea (1990-2015)" Ed. CFR, Milano, 2016. È tra i fondatori e redattori del blog di poesia Perigeion, un atto di poesia. Vive e lavora a Milano.

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ferramoscaAnnamaria Ferramosca è nata a Tricase (Salento), vive a Roma ed è laureata in Scienze Biologiche. Fa parte della redazione del portale poesia2punto0.com, dal 2011 cura la rubrica Poesia Condivisa. Ha pubblicato in poesia: Curve di livello, Marsilio (rosa del Camaiore, Premio Astrolabio, finalista ai Premi Lerici Pea, Pascoli e Lorenzo Montano), Other Signs, Other Circles –Selected Poems 1990-2009, antologia bilingue, Chelsea Editions, New York 2009, collana Poeti Italiani Contemporanei Tradotti, introduzione e traduzione di Anamaría Crowe Serrano, (Premio Città di Cattolica, 2^Premio Città di Sassari), Paso Doble, Empiria, Ciclica, La Vita Felice 2014, introduzione di Manuel Cohen (finalista Premio Alessandro Tassoni), La Poesia Anima Mundi con la silloge Canti della prossimità, monografia a cura di Gianmario Lucini, puntoacapo edizioni 2011. Porte/Doors, bilingue, Edizioni del Leone 2006, (Premio Fiurlini-Den Haag), Il versante vero, Fermenti editore 1999 (Premio Contini Bonacossi), Andare per salti, Edizioni Arcipelago Itaca, Osimo-Ancona 2017, Premio Arcipelago Itaca 2016, introduzione di Caterina Davinio, Trittici—Il segno e la parola, Edizioni DotcomPress, Milano 2016Ha curato la versione poetica italiana dei testi del poeta romeno Gheorghe Vidican. Ha al suo attivo collaborazioni e contributi creativi e critici su riviste italiane e straniere e su siti e lit-blog. È inclusa in numerosi volumi collettanei e antologie. È stata vincitrice del Premio Guido Gozzano 2011 e Renato Giorgi 2012 per la poesia inedita. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, in romeno, greco, francese, tedesco e albanese.
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VENTICINQUESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO
 

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