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gialla 2018LA GIALLA, UNA COLLANA PER LA POESIA DI QUALITÀ

(intervista a LietoColle)

Domanda 1 – Atelier
Come è nata la collaborazione tra pordenonelegge e LietoColle? Su quali basi regge l’intesa?
Risposta 1 – MICHELANGELO CAMELLITI
Il rapporto nasce dal comune intento di concentrare le energie per la valorizzazione della poesia di giovani autori italiani. I primi anni di collaborazione, infatti, la Gialla ha consentito a otto poeti e poete di pubblicare la propria silloge e promuoverla attraverso le capacità di LietoColle e pordenonelegge nel diffondere i testi e le loro ragioni.
L’intesa – che si è poi estesa con la collana Gialla Oro alla pubblicazione di opere di autori affermati nel panorama poetico nazionale e internazionale – regge sulla volontà di lavorare su materiali originali e pubblicare opere altrimenti destinata a minori occasioni di valorizzazione.
D 2 – A
Come avviene la scelta degli autori?
R 2 – MC
Un piccolo comitato di redazione, composto da entrambi i partner, sceglie le proposte ritenute maggiormente meritevoli tra un considerevole numero di opere. Così, nei cinque anni della Gialla, hanno potuto vedere la pubblicazione sillogi che hanno poi incontrato il favore di pubblico e critica, divenendo in larga misura tra i libri di poesia più diffusi nelle singole stagioni.
D 3 – A
Cosa si distingue questa iniziativa da altre simili di altri editori?
R 3 – MC
I valori aggiunti credo siano nella reputazione dei protagonisti e nelle possibilità di valorizzazione legate alla Festa del Libro con gli Autori, che porta annualmente a pordenonelegge migliaia di appassionati. La prova è, come detto, nei se pur relativi successi delle sillogi pubblicate e presentate.
D 4 – A
Da sempre LietoColle punta sui giovani. Anche la collana Gialla è caratterizzata dalla presenza di giovani esordienti. Perché?
R 4 – MC
È nel DNA di LietoColle, fin dagli inizi, occuparsi di poesia scritta da giovani autori, e fa piacere osservare che, nei più di trent’anni di attività della casa editrice, una parte significativa di poeti poi divenuti “importanti” ha pubblicato la prima silloge con noi. D’altra parte, in un panorama editoriale sempre più complesso e stratificato, sapersi distinguere anche rispetto alla propria storia essendosi riappropriati della nostra “linea originale” è stato ed è il motore del nostro muoverci, con sobrietà e discrezione, perché la “buona poesia” possa espandersi e dare il proprio contributo alla bellezza della scrittura e della lettura. Caso vuole – riguardo la conferma della missione descritta – che uno tra i testi dei giovani della Gialla 2018 titoli proprio La Terra Originale.
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DEL MOROFrancesca Del Moro è scrittrice, traduttrice, editor, performer e organizzatrice di eventi legati alla poesia. È nata a Livorno nel 1971 e vive a Bologna. È laureata in lingue e dottore di ricerca in Scienza della Traduzione. Ha pubblicato le raccolte di poesia Fuori Tempo (Giraldi, 2005), Non a sua immagine (Giraldi, 2007), Quella che resta (Giraldi, 2008), Gabbiani Ipotetici (Cicorivolta, 2013), Le conseguenze della musica (Cicorivolta, 2014), Gli obbedienti (Cicorivolta, 2016) e Una piccolissima morte (edizionifolli, 2017). Nel 2014 LaRecherche.it in collaborazione con Poesia 2.0 le ha dedicato l’ebook antologico Interni, notte. Ha curato e tradotto numerosi volumi di saggistica e narrativa ed è autrice di una traduzione isometrica delle Fleurs du Mal di Baudelaire, pubblicata da Le Cáriti nel 2010. Ha contribuito come poeta, traduttrice e performer ai cataloghi, alle opere di videoarte e alle performance di presentazione delle mostre collettive di arte contemporanea Scorporo (2011), Into the Darkness (2012) e Look at Me! (2013), tutte curate da A. M. Soldini. Propone performance di musica e poesia insieme alle Memorie dal SottoSuono, con cui ha inciso due brani inclusi nelle compilation Leitmotiv 13 (2013) e Leitmotiv 14 (2014) prodotte da Fuzz Studio e ha partecipato alla realizzazione del primo album omonimo (2016). Nel 2013 ha pubblicato la biografia della rock band Placebo La rosa e la corda. Placebo 20 Years, edita da Sound and Vision. Dal 2007 organizza eventi in collaborazione con varie realtà bolognesi e fa parte del comitato organizzativo del festival multidisciplinare Bologna in Lettere. Cura la rubrica “Poemata. Versi Contemporanei” per la rivista ILLUSTRATI edita da Logos.

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41603585 458359367986763 1985762156322226176 nEleonora Rimolo (Salerno, 1991), laureata in Lettere Classiche e in Filologia Moderna, è dottoranda in Studi Letterari presso l’Università di Salerno. Ha pubblicato il romanzo epistolare Amare le parole (Lite Editions, 2013) e le raccolte poetiche Dell’assenza e della presenza (Matisklo, 2013), La resa dei giorni (Alter Ego, 2015 – Premio Giovani Europa in Versi), Temeraria gioia (Ladolfi, 2017 – Premio Pascoli “L’ora di Barga”, Premio Civetta di Minerva). La terra originale è il suo ultimo libro, pubblicato nella collana Gialla Pordenonelegge.it-Lietocolle (2018, Premio “Minturnae”). Con alcuni inediti ha vinto il Primo Premio Ossi di seppia (Taggia, 2017). È Direttore per la sezione online della rivista Atelier.

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meledoro agostinacchio bab el gherib 001Intervista a Marina Agostinacchio: Bab el gherib – La porta del vento (Mimesis, 2018)

di Eleonora Rimolo

L’esperienza di un laboratorio di poesia, declinata nella stagione primaverile degli anni 2014, 2015, 2017, con i detenuti della casa di reclusione di Padova, è occasione di conoscenza di sé e dell’altro. I pensieri dei carcerati, depositati su pagine di quaderno, durante gli incontri, sono motivo di narrazione in versi e in prosa poetica. Dalle parole dei reclusi, fioriscono risposte a desideri, speranze e tormenti in forma di canto, sospeso tra realtà, surrealismo e onirico.



1. Partendo dal titolo del tuo precedente lavoro, parlaci del tuo nuovo progetto.

L’ultimo lavoro si intitolava Statue d’acqua. Si trattava di visioni e di visionario; corpi che si muovevano nell’acqua e corpi fluttuanti in vasche sopraelevate agivano in una verticalizzazione fluida e in una profondità dello spirito, predisponendo la mente a una progressiva presa di coscienza di chi si sia davvero. Al di là degli interrogativi sulle sagome natanti nelle vasche sopra e sotto –angeli, creature non più vive... , la convinzione che si affacciava, e si imponeva carnalmente e oltre l’immaginazione, era di un sé libero, nel pensiero e nel modo di porsi al mondo. L’acqua si offriva quale elemento naturale idoneo a significare questo trasumanare pur in una dimensione d’immanenza.
Contemporaneamente alla scrittura di Statue d’acqua nasceva la necessità di uno sguardo in orizzontale. L’occasione mi fu offerta dai laboratori di poesia nel carcere penale Due Palazzi di Padova.
Devo molto alla scuola serale di Camposampiero, in provincia di Padova, in particolare all’insegnante Daniela Lucchesi che, nella primavera del 2014, accolse subito con entusiasmo la proposta di alcune ore di un mio laboratorio di poesia, corredato da musica e immagini.
Il progetto si disponeva lungo un asse che si orientava dall’esterno, le parole dei detenuti declinate dentro ai temi proposti (Anno 2014 Viaggio attraverso la parola –Dante, inferno Pier delle Vigne e la metamorfosi; Viaggio nella scrittura (Anno 2015, Le parole dei poeti come occasione di scrittura); Migrantes (Anno 2017 , suggestioni tra prosa e poesia), per poi allargarsi attraverso uno sguardo interiore, in visioni reali e oniriche...

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MONTICINIFrancesco Monticini è nato a Siena, dove ha compiuto tutto il suo percorso universitario, laureandosi in Lettere Classiche. Dopo la laurea magistrale ha concluso un dottorato di ricerca in cotutela tra l’Università degli Studi di Roma Tre e l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, specializzandosi in civiltà bizantina. Ha partecipato ad alcuni convegni in Italia e all’estero, pubblicando in varie riviste specializzate. Collabora con “La Repubblica”.

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