Poésie en traduction

Sagi Elnekave - inediti (traduzione di Sara Ferrari)

Sagi Elnekave 02

Sagi Elnekave è nato nel 1977 a Hadera, dove vive tuttora in una residenza protetta. Dopo il servizio militare ha iniziato a studiare matematica e scienze informatiche. Ha pubblicato finora quattro raccolte poetiche, la prima delle quali, Qunkyiah (“Conchiglia”, 2009), ha ricevuto il premio del Ministero alla Cultura per le opere d’esordio e l’ultima, Afornotzetz (“Grigio scintillante”), è stata salutata dalla critica israeliana come una delle più interessanti uscite di recente.
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Sagi Elnekave
(inediti)
traduzione dall'ebraico di Sara Ferrari


נִשְׁמְטָה לִי כַּרְטִיסִיַּת הַבְּרֵכָה וְאֵינֶנָּה,

וְחָזַרְתִּי כִּלְעֻמַּת שֶׁבָּאתִי.

שֶׁאֲנִי מֵעָפָר בָּאתִי וְלֶעָפָר אָשׁוּב.

וַאֲנִי יָבֵשׁ בְּתוֹךְ אֲרִיגִים יְבֵשִׁים.

וְאֵין בִּי טִפָּה שֶׁל נוֹזֵל,

לַמְרוֹת שֶׁאֲנִי כֻּלִּי עָשׂוּי נוֹזְלִים.

וַאֲנִי כָּמֵהַּ לְהִתְרַטֵּב, לִהְיוֹת סָפוּג נוֹזְלִים.

וַאֲנִי יָבֵשׁ וְנִכְנָס לַמִּקְלַחַת וּמִתְלַחְלֵחַ

בְּנוֹזְלִים יְבֵשִׁים.

וְהָאֲוִיר בַּחוּץ יָבֵשׁ, וְהַבִּנְיָנִים יְבֵשִׁים

וְהַבְּרִיּוֹת יְבֵשׁוֹת.

וַאֲנִי מַאֲזִין לְשִׁירִים יְבֵשִׁים בָּרַדְיוֹ.

וְכוֹתֵב מִלִּים סְחוּטוֹת, מְיֻבָּשׁוֹת, בַּמַּחְשֵׁב.

וְשׁוֹתֶה מַיִם יְבֵשִׁים.

וְכֻלִּי יָבֵשׁ.

(25.1.13)



Sagi Elnekave 01L’abbonamento alla piscina mi è scivolato ed è svanito,
così sono tornato come sono venuto.
Ché dalla polvere sono venuto e alla polvere farò ritorno.
E sono secco fra tessuti secchi.
non c’è una goccia di liquido in me,
benché sia fatto interamente di liquidi
e brami d’irrorarmi, di essere intriso di liquidi.
Ma sono secco, entro nella doccia e mi aspergo
di liquidi secchi.
E l’aria di fuori è secca, sono secchi gli edifici
e sono secche le persone.
Ascolto canzoni secche alla radio
e scrivo parole smunte, disseccate, al computer.
E bevo acqua secca.
E tutto è secco in me.

(25.1.13)


שָׂפָה הִיא כְּמוֹ מִקְלַחַת

צִבּוּרִית, זָרִים מִצְטוֹפְפִים

בָּהּ בְּמַעֲרֻמֵּיהֶם.

לְבוּשִׁים הֵיטֵב, מְעֻנָּבִים הֵיטֵב

בִּמְבוּשֵׁיהֶם.

הַמִּלִּים פּוֹתְחוֹת חַלּוֹנוֹת בֶּחָלָל,

שֶׁהֵם כְּקִירוֹת קָשִׁים.

אָנוּ זָרִים בָּעוֹלָם, וּמוֹצְאִים מַחֲסֶה

בָּאָנוֹנִימִיּוּת הַמֻּחְלֶטֶת.

אֵין לָנוּ שֵׁמוֹת. אָנוּ בָּאֵי כֹּחָהּ שֶׁל

הַחֲשֵׁכָה. נוֹשְׂאִים אֶת בְּשׂוֹרָתָהּ.

וּשְׁמוֹתֵינוּ צְרוּבִים בָּנוּ. בְּנִשְׁמָתֵנוּ.

((21.1.13

La lingua è come una doccia
pubblica, estranei vi si accalcano
in completa nudità.
Ben vestiti, ben incravattati
con i loro genitali.
Le parole aprono finestre nello spazio,
che sono come pareti dure.
Siamo estranei nel mondo e troviamo rifugio
nell’anonimato assoluto.
Non abbiamo nomi. Siamo procuratori
dell’oscurità. Portiamo la sua novella.
I nostri nomi sono impressi in noi. Nella nostra anima.

(21.1.13)

אָבִי שׁוֹאֵל:

"מַה שְּׁלוֹמְךָ?"

אֲנִי עוֹנֶה:

"אֲנִי חַרְצִית שֶׁהִקְדִּימָה

אֶת זְמַנָּהּ

וַעֲדַיִן לֹא יוֹדַעַת

שֶׁהִיא חַרְצִית.

אֲנִי יָדִית שֶׁל דֶּלֶת

שֶׁל חֶדֶר שֶׁבּוֹ

זוּג עוֹשֶׂה אַהֲבָה."


(23.8.13)

Mio padre domanda:
“Come stai?”
Io rispondo:
“Sono una gerbera che è nata
anzitempo
e ancora non sa
di esser gerbera.
Sono la maniglia della porta
di una stanza dove
una coppia fa l’amore.”

(23.8.13)

 


Sagi Elnekave è nato nel 1977 a Hadera, dove vive tuttora in una residenza protetta. Dopo il servizio militare ha iniziato a studiare matematica e scienze informatiche. Ha pubblicato finora quattro raccolte poetiche, la prima delle quali, Qunkyiah (“Conchiglia”, 2009), ha ricevuto il premio del Ministero alla Cultura per le opere d’esordio e l’ultima, Afor notzetz (“Grigio scintillante”), è stata salutata dalla critica israeliana come una delle più interessanti uscite di recente.

Fotografia di proprietà dell'autore

Sara Ferrari insegna Lingua e Cultura Ebraica presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa principalmente di letteratura ebraica moderna e contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: Forte come la morte è l’amore. Tremila anni di poesia d’amore ebraica (Salomone Belforte Editore 2007); Yehuda Amichai, Nel giardino pubblico (A Oriente! 2008); La notte tace. La Shoah nella poesia ebraica (Salomone Belforte Editore, 2010); Uri Orlev, Poesie scritte a tredici anni a Bergen-Belsen (Editrice La Giuntina, 2013).
In Atelier sono state pubblicate le traduzioni di Agi Mishol e Hezy Leskly

 

 


 

 

 

 

"מַה שְּׁלוֹמְךָ?"

אֲנִי עוֹנֶה:

"אֲנִי חַרְצִית שֶׁהִקְדִּימָה

אֶת זְמַנָּהּ

וַעֲדַיִן לֹא יוֹדַעַת

שֶׁהִיא חַרְצִית.

אֲנִי יָדִית שֶׁל דֶּלֶת

שֶׁל חֶדֶר שֶׁבּוֹ

זוּג עוֹשֶׂה אַהֲבָה."

(23.8.13)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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