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BARGHUTHIMurid al-Barghuthi nasce nel 1944 a Dayr Ghassani, vicino a Ramallah, oggi capitale de facto della Palestina situata nel West Bank. A metà anni ’60 si trasferisce al Cairo per gli studi e durante l’ultimo anno di college inizia il suo esilio: la Guerra dei Sei Giorni del 1967 con la successiva occupazione israeliana del West Bank gli impedirà di tornare in Palestina, che rivedrà solo nel 1996. Finita la guerra, per quattro anni insegna all’Università in Kuwait, e parallelamente iniziano a comparire su riviste egiziane e libanesi le sue opere in versi. Nel 1970 sposa la scrittrice e critica egiziana Radwa Ashour, conosciuta negli anni del college, con cui avrà un figlio, Tamim, nel 1977. Le loro vite, però, rimangono a lungo divise tra il Cairo, dove Radwa insegna all’Università e da cui Murid fu esiliato nel 1977, e Budapest, dove Murid fu rappresentante dell’OLP per qualche anno. Dal 1972 pubblica tredici raccolte di poesie e due romanzi, per il primo dei quali, Ho visto Ramallah (Illisso, 2005), gli fu assegnato il prestigioso premio Naguib Mahfouz nel 1997.

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21544004 10212192216435131 1716611739145619224 oCarlo Di Legge (Salerno, 1948), dopo il contributo al volume La polifonia estetica (Milano, 1996) ha pubblicato i saggi filosofici Il signore delle due vie (Salerno, 1999), Eros e paradosso (Napoli, 2007; 2014); e Ontologia. Elenchi della terra e una specie di oceano (Napoli, 2014).
In poesia, i lavori più importanti sono Momenti d’amore (Angri, 2002), Il candore e il vento (Napoli, 2008) e Multiverso. Di quel colore che soccorre, a volte (Alessandria, 2018). Una scelta rappresentativa si trova nel volume Poeti e pittori di Secondo tempo (Napoli, 2013). Sull’esperienza del tango ha pubblicato il libro, a carattere letterario-epistolare, Sentire il tango argentino. 10 lettere e una poesia (Napoli, 2011).

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PAVONEGianluca Pavone è nato a Bari il 29 maggio 1975. Attualmente lavora presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, presso il Dipartimento di Scienze Mediche di Base, Neuroscienze ed Organi di Senso. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su antologie (Il gioco di Soren) e riviste specializzate (La stanza bianca/Segnalazioni). Continua a studiare minuziosamente il cinema di Stanley Kubrick.
"Esercizi di vuoto" è la sua prima prova poetica, edita da L'Erudita-Giulio Perrone Editore.

 

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sebek Karel Šebek è nato a Vrchlabí il 3 aprile 1941. È poeta e collagista, ma anche autore di testi teatrali e in prosa. Le sue poesie sono apparse su varie riviste e antologie ceche e francesi (“La Crécelle Noire”, “Camouflage” e “Melog”, Le surréalisme en Tchéchoslovaquie). In Italia, alcune sue poesie sono state pubblicate sulle riviste “Hebenon”, “Poesia” e “La clessidra”. Ha lavorato come postino e barelliere, e dalla fine degli anni ’60 è stato internato in vari istituti psichiatrici, in uno dei quali ha conosciuto, negli anni ’80, la dottoressa Eva Válková, assieme alla quale ha poi scritto molte poesie. Šebek è improvvisamente sparito nell’aprile 1995, e di lui non si sono più avute notizie. Molti credono che alla fine “si sia avverato il suo sogno di bambino, il suicidio” (P. Řezníček), o che sia stato addirittura ucciso (“dal momento che il suo corpo non è mai stato ritrovato”, P. Král). Eva Válková ricorda come Šebek, poco prima della sua sparizione, diceva di voler visitare Parigi. Ha pubblicato le raccolte Ruce vzhůru (Mani in alto, 1990), Probud se anděli, peklo spí (Svegliati angelo, l’inferno dorme, 1994), Ani hlt motýla (Neanche un sorso di farfalla, insieme con Eva Válková, 1995), Dívej se do tmy, je tak barevná (Guarda nel buio, com’è variopinto, 1996; trad. it. Il ponte del sale 2007). Nel 2015 è uscita, per i tipi Mimesis-Hebenon, l’antologia di suoi scritti inediti 3 x nulla, a cura di P. Král nella traduzione di Antonio Parente.
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