Poetry in translation

Paulo Henriques Britto - Poesie (Traduzioni a cura di Irma Caputo)


BRITTOPaulo Henriques Britto
(Rio de Janeiro 1951) è scrittore, traduttore e docente universitario della facoltà di lettere della PUC – Rio de Janeiro.
Specialista in lingue e letterature anglofone, si riconosce madrelingua inglese oltre che portoghese. Anche se la sua modestia lo porta a dire che da giovane si sentiva più bilingue che in età adulta. I suoi studi come docente universitario vertono attualmente sulla poesia brasiliana e di lingua inglese contemporanea, soprattutto sull’evoluzione del verso libero e sciolto nelle sue manifestazioni più disparate.
Esperto di analisi metrica, ha contribuito agli studi della traduzione letteraria con importanti saggi tra cui “A tradução literária” (“La traduzione letteraria”, 2012), in cui spiega come sia possibile usare dei parametri che permettano di distinguere una buona traduzione da una cattiva. Britto parte dal presupposto che gli aspetti formali del testo d’origine (rime, conteggio metrico, accento tonico e figure retoriche del suono) devono essere trasposti, attraverso varie tecniche e scelte traduttorie, nella lingua di arrivo, giacché anche gli aspetti formali contribuiscono massicciamente al processo di significazione del testo letterario. Il suo metodo di traduzione si sta ampiamente imponendo in Brasile sotto il nome di “metodo Britto” dando origine, anche in ambito accademico, a numerose tesi che consistono in traduzioni commentate comparate.
Di suo pugno ha già tradotto all’incirca 100 libri dall’inglese al portoghese contribuendo in forma considerevole alla diffusione di autori importantissimi della letteratura mondiale tra cui William Faulkner, Philip Roth, Johnatan Swift, Elizabeth Bishop e Byron, solo per citarne alcuni. Il suo apporto alla traduzione è stato anche dal portoghese all’inglese con la traduzione di almeno 10 libri.
In qualità di scrittore e poeta ha già ricevuto il premio Telecom Portugal de Literatura brasileira nel 2003 con il libro di poesie Macau. Sempre nella sezione poesia ha pubblicato Liturgia da matéria (1982), Mínima Lírica (1989), Trovar Claro (1997, già vincitore del premio Alphonsus Guimarães), Formas do Nada (2012, premio Bravo! Bradesco Prime), Nenhum Mistério (2018). Tra gli scritti in prosa si menziona la raccolta di racconti Paraísos artificiais (2004, secondo posto al premio Jabuti).
Antologie poetiche di Paulo Henriques Britto sono già state tradotte negli Stati Uniti (2007) e in Svezia (2014) e si spera presto anche in Italia.
e-max.it: your social media marketing partner

Paulo Henriques Britto
Poesie

(Traduzioni e testo a cura di Irma Caputo)




*

Orazio tra noi
(Ode I, 11)

Saper quel che il futuro ti riserva
non porta a nulla. Cartomante, carta astrale
libri di auto-aiuto: la stessa merda.
Meglio accettare il bene o il male
che verranno. L’estate adesso inizia
soltanto un’altra in più o forse l’ultima,
chissà. Cogli l’attimo, fatti una birra.
e quanto al domani, quel che verrà è lucro.


(Traduzione dall’originale: BRITTO, Formas do nada, 2012, p. 23).


*

Poetica pratica

La realtà è un amasso di scartoffie insopportabili?
Portatemi un riassunto, allora.
La vita che facciamo è un film inguardabile?
Vediamo gli annunci, per ora.

Sono i confini del corpo intrusioni astute
Di un demiurgo un po’ furbastro?
Il corpo non è dovuto, lo spirito non è arguto:
io non è né l’uno né l’altro.

Si fa inconveniente la tale poesia,
ad aver significato?
Niente come un bel significante cavo
per abolire il caso.


(Traduzione dall’originale: BRITTO, Formas do nada, 2012, p. 18).


*


Dell’irrisolutezza

Poiché non siamo pronti
perdiamo tempo in vita
Ma la prontezza
se completa e precisa,

ci metterebbe
un’esistenza e mezza.
Allora si capisce
chi non si raccapezza

se messo faccia a faccia
a impegni rilevanti
decidesse col caso
come tirar avanti.

(Traduzione dall’originale: BRITTO, Nenhum Mistério, 2018, p. 60)




Traduzione e testo a cura di Irma Caputo – Dottoranda del programma di specializzazione di Studi del Linguaggio della PUC – Rio De Janeiro 

 

Irma Caputo (1986), nata a Napoli ha studiato lingue e letterature straniere (tedesco e portoghese) presso l’Orientale di Napoli, dove ha approfondito il percorso in lingua e letteratura portoghese e brasiliana. Laureata con una tesi in letteratura brasiliana Dialettica della colonizzazione: una rilettura di storia del Brasile do Murilo Mendes, ha condotto vari periodi di studio all’estero dividendosi tra il Portogallo e il Brasile, dove poi si è trasferita a seguito di un periodo di ricerca presso l’Università Federale Fluminense di Niterói. A Rio de Janeiro ha lavorato per circa tre anni come traduttrice e interprete e insegnante di lingua e cultura italiana presso l’Istituto Italiano di Cultura. In seguito si è trasferita a Buenos Aires dove ha insegnato lingua e letteratura italiana presso il Centro Culturale Alessandro Manzoni e dove ha conseguito una specializzazione in Cultura Brasiliana presso l’Università San Andrés. Dal 2016 si è ritrasferita a Rio de Janeiro dove frequenta il corso di Dottorato in Studi del linguaggio presso la Pontifícia Universidade Católica con una tesi in traduzione dal titolo “Traduzir a densidade: Ó de Nuno Ramos” (Tradurre la densità: Ó de Nuno Ramos). Ha già pubblicato varie traduzioni dal portoghese all’italiano di brani selezionati di Nuno Ramos in riviste brasiliane di ricerca universitaria e traduzione. La sua ricerca nell’ambito di teoria e prassi della traduzione ha già avuto vari riconoscimenti istituzionali con sostegno di borse di eccellenza.


Fotografia di proprietà di Douglas Machado (2017). 

e-max.it: your social media marketing partner

Add comment


Security code
Refresh

VENTICINQUESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO
 

Ecco i finalisti

Ultimo Numero

ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

International

Phronein

Newsletter


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.