Poetry in translation

Sotirios Pastakas - Tre inediti (traduzione di Antonietta Tiberia)

53405333 2145798202124479 6412730208398344192 nSotirios Pastakas è nato nel 1954 a Larissa in Tessaglia. Ha studiato medicina a Napoli e Roma. Per trent’ anni ha lavorato come psichiatra ad Atene. Oltre a psichiatra e poeta e inventore di riviste on line (Poiein, Thraka, Ftera Xinas, Exitirion), produttore radiofonico e maestro del corso di scrittura vissuta. Ha pubblicato quindici raccolte di poesie, un monologo teatrale, un libro di saggi e traduzioni di poeti italiani (Sereni, Penna, Saba, Pasolini, Gatto, de Angelis, Magrelli ecc). Collabora con varie riviste letterarie con saggi e traduzioni dall’italiano. Dal 1994 è membro della Società degli Scrittori Greci (Greek Writers Society). È stato tradotto in quindici lingue e ha partecipato a vari festival mondiali di poesia. Nel Settembre 2001 è stato ospite onorario al Hawthodern Castle International retreat for Writers, presso Edimburgo. Il suo libro “Trilogia” (ed. Parousia, 2012) è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2015, col titolo «Food Line», tradotto da Jack Hirschman e Angelos Sakkis. Il suo primo libro di racconti “Il Dott Ψ e I suoi pazienti” è stato pubblicato nel 2015, da “Melani” editore, Atene. Nel 2016 e stata edita da Multimedia Edizioni un'antologia della sua poe sia, “Corpo a corpo” suo primo libro "italiano"., Nel 2018 e uscito “Jorge” dai Quaderni del Bardo, di lecce, e la sua “Guida di sopravivenza per giovani autori”, Apopeira ediz., Atene, piu una sua aricchita antologia personale “Corpo a frizione”, Romi ediz, Salonico. A Sotirios Pastakas viene assegnato il 4 dicembre il Premio Annibale Ruccello per la Poesia dello STABIA TEATRO FESTIVAL.Ha vinto il Concorso "Ritratti di Poesia.140", seconda sezione (Europa) per il 2016.

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Sotirios Pastakas
Tre inediti - Traduzione di Antonietta Tiberia


Ένα χάσμα, μια λάμψη
το «Ποτέ» και το «Πάντα».
Ανάμεσα σε δυο σκοτάδια.
Αυτοκίνητα που τρέχουν
προς Ωρωπό ας πούμε,
προς Ερέτρια. Σούρουπο
πριν το Μάη. Γυναίκα σκιά
των γυναικών που προηγήθηκαν,
ας μοιραστούμε αυτή την ταχύτητα
όπως μοιράζεται το φως σε σκιά.
Ο ίλιγγος σε χιλιόμετρα.
Η μισθοδοσία σε ένσημα.
Η μέθη στις ακριβείς
κι επαναλαμβανόμενες
μεζούρες του μπάρμαν.

Un abisso, un barlume
di "Mai" e "Sempre".
tra due oscurità.
L’auto accelera
verso Oropos, diciamo
verso Eretria. Crepuscolo
poco prima di maggio. Un’ombra femminile
di donne venute prima:
condividiamo la velocità
come la luce nell'ombra è condivisa.
Vertigini in chilometri.
Il libro paga si timbra.
La sbornia nella precisa
e ripetuta dose
somministrata dal barista.


*

Πλούσιο το εορτολόγιο
για έναν άνθρωπο μόνο.
Θρησκευτικές αργίες.
Εθνικές επέτειοι. Σιγά
σιγά αναπτύσσει ένα
υποδόριο μίσος
για τη Θρησκεία
και το Έθνος, μετά
για τις ονομαστικές εορτές
των φίλων και τις παγκόσμιες
των κατατρεγμένων. Κάποια
γενέθλια θυμάται του Σικάγου,
του Κιλελέρ, του Στάλιν.
Μόνον αυτά γιορτάζει.

Il ricco calendario della Chiesa
per un uomo solo.
Festività religiose,
anniversari nazionali. Poco
a poco sviluppa lentamente un
odio sottocutaneo per la religione
e la Nazione, poi
per gli onomastici
di amici e di alcuni universali
dei perseguitati. Ricorda
alcuni compleanni da Chicago,
la data di Kileler * e di Stalin.
Solo quelli festeggia.

*Il massacro del 6 marzo 1910 di contadini che reclamavano la distribuzione delle terre nel villaggio di Kileler.


*

Βράδυ Σαββάτου σε βλέπω
να λούζεσαι. Αφρός
το σώμα σου. Αλόη
τα βυζιά σου. Μέλι
να στάζει το νερό
ανάμεσα στα σκέλια.
Το κορδονάκι είμαι
που κρέμεται με μια γαλάζια
χάντρα στου μπάνιου
τα πλακάκια. Δεν με βλέπεις.
Να το τραβούσες και πάλι
δεν θα σ’ άκουγα. Χρόνους
πολλούς απ’ τη ζωή σου λείπω.

Sabato sera ti vedo
mentre fai il bagno. Schiuma cremosa
il tuo corpo. Aloe
le tette. Miele che sgocciola
nell’acqua
tra le tue gambe.
Sono la piccola corda
con una perla blu all’estremità
che è appesa sulle piastrelle
del bagno.Tu non mi vedi.
E se dovessi tirarla,
non ti sentirei ancora, sono rimasto
assente dalla tua vita per molti anni.

 


Fotografia di proprietà dell'autore.

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ATELIER 94Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pasiano (PN) nel 1959, vive a Porcia. Ha pubblicato i libri di poesia: Altro che storie! (Campanotto, 1988), L’erba in tasca (Scheiwiller, 1992), Vose de Vose/ Voce di voci (Campanotto, 1995 e 2009), Vedere al buio (Sossella, 2007), Vanità della mente (Mondadori, 2011, Premio Viareggio). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume, tra cui i saggi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati, 1992), Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli, 2005). Ha curato i volumi: Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura (Mondadori, 2001) e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto, Le Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999). Del 2009 è il non-fiction Padroni a casa nostra (Mondadori). I suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente (Transeuropa, 2000), Tuo figlio (Mondadori, 2004), Vita della mia vita (Mondadori, 2006), Alla fine di un’infanzia felice (Mondadori, 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori, 2014), Bestia da latte (SEM, 2018). È direttore artistico del festival Pordenonelegge.

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