Italian poetry

Roberto Pazzi - "Un giorno senza sera" (La nave di Teseo, 2020) Uscita editoriale

foto Roberto PazziRoberto Pazzi, poeta, narratore e giornalista, è nato ad Ameglia (SP) nel 1946 ma vive a Ferrara. Ha scritto per il Corriere della Sera e The New York Times, oggi collabora a QN. Laureatosi in lettere classiche a Bologna, relatore Luciano Anceschi, con una tesi su Saba, ha insegnato nella scuola e nell’università a Ferrara e ad Urbino. Il suo esordio in poesia è avvenuto con una silloge di versi apparsa sulla rivista Arte e Poesia nel 1970, con una nota di Vittorio Sereni. La sua produzione letteraria, tradotta in ventisei lingue, comprende otto raccolte di poesia e ventuno romanzi. Tra i molti riconoscimenti ricevuti, ha ottenuto due volte il premio Selezione Campiello, è stato finalista al premio Strega e al Viareggio, ha vinto il superpremio Grinzane Cavour e il Flaiano e i premi Montale, Scanno, Comisso, Elsa Morante, Bergamo, Stresa, Lerici-Pea, Rhegium Julii, Zerilli-Marimò. Le sue opere più recenti sono il romanzo Verso Sant’Elena (2019) e l’epistolario con Vittorio Sereni Come nasce un poeta (2018).

e-max.it: your social media marketing partner
Roberto Pazzi

da Un giorno senza sera (La nave di Teseo, 2020) 
Uscita editoriale 



*

Un nome nella via

Da un’ora qualcuno nella via 
ripete uno stesso nome;
nessuno risponde. 
Quel nome s’è portato via 
tutto il dolce della giornata. 
Hanno cominciato a andarsene i colori
l’azzurro prima,
poi il rosso e il verde.
In un attimo ho perduto l’attesa e il ricordo,
un meriggio eterno s’è alzato
fra ieri e domani. 
Ho provato a rispondere
ma la voce ha capito l’inganno
ed ha continuato a coprire la via
del sapore della sua domanda. 
Quando tacerà proverò
a ripetermi dentro
l’infinito ritardo della risposta.



*

Sereni


Ora la mia mano mi ricorda
la tua. Non solo per il polso
stretto da cui l’anima
pareva sforzarsi di uscire 
subito dove il pensiero
si congiunge al gesto
ma per la scrittura
che pareva minacciare
pensieri dispersi, 
inarcarsi sulle punte
volgendosi indietro
agli ultimi sbadati della fila,
allo snodato serpente degli anni
alla stella variabile, già fredda. 
Se qualche regno patisce violenza
è quello dove tu sei passato,
caduta l’ansia di curare
che tutti, proprio tutti, 
fossimo passati. 
Perché c’è un punto del mondo
che tu sapevi non reggere il peso 
dell’odio, un ponte percorribile
solo da certo peso delle parole
ma che nessuno della marcia 
doveva temere. 
Lo portavi tu,
il peso del segreto, per molti
che scrivevano e non capivano
l’imitazione del silenzio.


*

Se potessi tornare



In che tempo vorresti, 
ancora nel tuo? In quello prima?
Per quel che mi spetta
vorrei la vita nuova solo
in un tempo sconosciuto che verrà,
per non perdere la sorpresa
di quel che capiterà,
senza suggeritore, né copione,
tutta quanta da imparare,
con la punteggiatura ancora 
da segnare, incolta e ribelle, 
una vita in libertà,
da educare e reinventare, 
mentre avanza incerta nel futuro.
In quel buio ribacerei la stessa bocca? 
Ma quando si abbraccia una donna 
che è stata d’altri prima,
i suoi amanti non tornano mai 
a reclamarla,
è sempre la prima volta. 




Fotografia di proprietà dell'autore. 

cover Pazzi

 

e-max.it: your social media marketing partner

Add comment


Security code
Refresh

IL CENTRO CULTURALE “DON BERNINI
E
IL COMUNE DI BORGOMANERO
organizzano
IL VENTISEIESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO


REGOLAMENTO:
Read more ...

Ultimo Numero

ATELIER96

International

Phronein

PhroneinCover

Phronein nr. 3

Newsletter


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.