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Interviste

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ARGNANI DAVIDEGli ottant’anni di Davide Argnani



Intervista a cura di Valerio Ragazzini


Forse arrivo tardi: quando Davide Argnani mi ha scritto per la prima volta si è aperta davanti a me un’intera stagione letteraria ormai lontana, eppure non ancora remota. Arrivo tardi a quella stazione, senza più alcun treno e senza nessun passeggero. Io posso soltanto intuire, inebriarmi dell’odore delle locomotive in frenata. Argnani ha per me quell’odore, l’aria quieta di un silenzioso tramonto dopo un’immane tempesta.
La prima volta che ci parlammo mi raccontò di aver conosciuto personaggi come Aldo Spallicci e Tonino Guerra, e capii subito che ero già in torto: ero io che dovevo cercare lui, e non il contrario. Argnani è il testimone vivente di una stagione che forse non tornerà, ma che ha animato la mia terra, la Romagna. Molti dei suoi protagonisti non ci sono più, ed è proprio allora che ci ritroviamo soltanto con una manciata di libri, è allora che ci sembra d’aver sprecato un’occasione. Abbiamo temporeggiato, ma se solo avessimo rotto ogni indugio, ogni remora, ogni timidezza, forse avremmo bevuto da fonti così limpide da superare ogni immaginazione. Questo mi sembra Argnani: un poeta che compie ottant’anni, che porta in cuor suo il dolore di tutte le guerre in tempi che sembrano di pace; un poeta che veste gli abiti di una stagione che finisce, ma i cui occhi hanno il colore d’un azzurro brillante, due occhi che sembrano sempre sul punto di commuoversi. Argnani non si tira mai indietro, con l’umiltà e la disponibilità di quei monaci eremiti che paiono antichi, ma i cui gesti rivelano un’eterna giovinezza.

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meledoro agostinacchio bab el gherib 001Intervista a Marina Agostinacchio: Bab el gherib – La porta del vento (Mimesis, 2018)

di Eleonora Rimolo

L’esperienza di un laboratorio di poesia, declinata nella stagione primaverile degli anni 2014, 2015, 2017, con i detenuti della casa di reclusione di Padova, è occasione di conoscenza di sé e dell’altro. I pensieri dei carcerati, depositati su pagine di quaderno, durante gli incontri, sono motivo di narrazione in versi e in prosa poetica. Dalle parole dei reclusi, fioriscono risposte a desideri, speranze e tormenti in forma di canto, sospeso tra realtà, surrealismo e onirico.



1. Partendo dal titolo del tuo precedente lavoro, parlaci del tuo nuovo progetto.

L’ultimo lavoro si intitolava Statue d’acqua. Si trattava di visioni e di visionario; corpi che si muovevano nell’acqua e corpi fluttuanti in vasche sopraelevate agivano in una verticalizzazione fluida e in una profondità dello spirito, predisponendo la mente a una progressiva presa di coscienza di chi si sia davvero. Al di là degli interrogativi sulle sagome natanti nelle vasche sopra e sotto –angeli, creature non più vive... , la convinzione che si affacciava, e si imponeva carnalmente e oltre l’immaginazione, era di un sé libero, nel pensiero e nel modo di porsi al mondo. L’acqua si offriva quale elemento naturale idoneo a significare questo trasumanare pur in una dimensione d’immanenza.
Contemporaneamente alla scrittura di Statue d’acqua nasceva la necessità di uno sguardo in orizzontale. L’occasione mi fu offerta dai laboratori di poesia nel carcere penale Due Palazzi di Padova.
Devo molto alla scuola serale di Camposampiero, in provincia di Padova, in particolare all’insegnante Daniela Lucchesi che, nella primavera del 2014, accolse subito con entusiasmo la proposta di alcune ore di un mio laboratorio di poesia, corredato da musica e immagini.
Il progetto si disponeva lungo un asse che si orientava dall’esterno, le parole dei detenuti declinate dentro ai temi proposti (Anno 2014 Viaggio attraverso la parola –Dante, inferno Pier delle Vigne e la metamorfosi; Viaggio nella scrittura (Anno 2015, Le parole dei poeti come occasione di scrittura); Migrantes (Anno 2017 , suggestioni tra prosa e poesia), per poi allargarsi attraverso uno sguardo interiore, in visioni reali e oniriche...

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IL CENTRO CULTURALE “DON BERNINI
E
IL COMUNE DI BORGOMANERO
organizzano
IL VENTISEIESIMO PREMIO LETTERARIO
CITTÀ DI BORGOMANERO


REGOLAMENTO:
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