Pasquale Vitagliano, Icone e labirinti. Recensione di Michele de Virgilio

Ciò che più mi colpisce di Icone e labirinti, il nuovo libro del poeta pugliese Pasquale Vitagliano, mandato in libreria proprio quest’anno per i tipi di Terra d’ulivi edizioni, è la stupefacente concretezza, la cristallinità dei rimandi, il rifiuto delle fumose disquisizioni metodologiche e di quella vuota facòndia che aduggia spesso le pagine degli storici delle nostre lettere. Sottotitolo di questa nuova opera poetica è 20 ritratti. E per i non addetti ai lavori si tratta di una splendida occasione per stringere la mano a certe personalità del nostro tempo indagate col lumino di una memoria speciale: quella dell’autore. Siamo ben lontani dalle disadorne compilazioni sinottiche: molti ritratti vi assumono la cadenza del saggio critico, schivando l’aridità delle nude notizie, e la stesura dell’insieme è così colorita, così appassionata, da rendere questo corollario di testimonianze attraente come un libro di memorie.  Ogni poesia di Pasquale Vitagliano è come una buona azione, un incentivo alla tenerezza, una riserva di immagini premurose. Mica poco, di questi tempi.

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Altre storie
DUFFY 2
Carol Ann Duffy – da “The Other Country”