Paolo Volponi – Poesie giovanili, a c. di Salvatore Ritrovato e Sara Serenelli, Einaudi 2020 (Anteprima editoriale) copyright: © 2020 Giulio Einaudi editore s.p.a.

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Paolo Volponi (Urbino, 1924 – Ancona, 1994), scrittore tra i più importanti del nostro Novecento, è più spesso ricordato come narratore che come poeta. Eppure Volponi è «poeta da sempre»: basti pensare che esordì nel 1948 con la raccolta di versi Il ramarro. A testimoniare questa originaria vocazione, nuovi componimenti inediti o parzialmente inediti sono stati trovati pochi anni fa nella sua casa natale a Urbino, che i primi studi hanno permesso di datare fra la seconda metà degli anni Quaranta (negli anni di preparazione de Il ramarro) e i primi anni Cinquanta (a ridosso della pubblicazione della seconda raccolta, L’antica moneta, 1955). Una significativa scelta di questi testi, dal titolo Poesie giovanili, vede ora la luce, a cura di Salvatore Ritrovato e Sara Serenelli, presso la casa editrice Einaudi. Per i lettori di «Atelier», se ne propone una piccola selezione che possa fare apprezzare l’intensa, cruda «corporalità» di quei primissimi versi e il valore del loro recupero.

(s.r. e s.s.)

Salvatore Ritrovato (S. Giovanni Rotondo, 1967) poeta, critico, docente di letteratura italiana presso l’Università di Urbino Carlo Bo, e di scrittura creativa presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Su Volponi ha organizzato convegni e giornate di studio, e pubblicato il volume All’ombra della memoria. Studi su Paolo Volponi (Metauro, Pesaro, 2017, n. ed).

Sara Serenelli (Recanati, 1993), si è laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Urbino Carlo Bo, con una tesi sulle poesie giovanili inedite di Paolo Volponi. Attualmente è insegnante di latino presso il Liceo Scientifico di Jesi «La Nuova Secondaria».

Paolo Volponi
Poesie giovanili, a c. di Salvatore Ritrovato e Sara Serenelli, Einaudi 2020 (Anteprima editoriale)
© 2020 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino.

(verso Il ramarro, 1948)

I viaggi
non mi spaventano.
Anche se girassi
dietro la fortuna.
Farei solo dei passi.
Col piede
accanto a un sasso.
Ogni strada
ha un sasso
e una margherita.
Ed io vado
sasso per sasso
e colgo la margherita.

*

Hai una carne sostenuta.
Le spalle, le anche,
controllate immobili.
Troppo composta
sei salita sul letto.
Quasi con ironia.
Prima di abbandonarti
hai lasciato il cervello sul comodino.
C’è sempre qualcosa
in te, fisso, che non partecipa.
Non ti possiedo mai, tutta.

L’eroe

Non voglio un ridicolo coro,
non voglio essere itinerario di postini.
Non potreste scordarmi
ed avrei un’eternità d’indifferenza.
Non voglio più essere vostro.
La morte lasciatemi almeno
che sia mia.
Voglio morire come mi pare.

*

(verso L’antica moneta, 1954)

I sassi bianchi
sono le tue spalle
gli alberi
la tua statura
e se un cavallo galoppa
è la tua gola che batte.
Ancora stanotte
hanno acceso lampade chiare
sulle rive d’oltre-torrente
e la civetta ne stride.

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